Nel recente recente libro “Punk capitalismo” Matt Mason analizza la nascita di una nuova cultura giovanile capace di apportare innovazioni nel sistema del libero mercato.
Sono i così detti punk capitalisti, giovani che uniscono altruismo e individualismo per competere in modo innovativo nel libero mercato, e con livelli d’innovazione che non sarebbero raggiungibili con le tradizionali pratiche e modelli di business.
Questa nuova generazione di knowledge workers, liberi professionisti o imprenditori, sono persone molto orientate all’innovazione, anche perché usano quotidianamente il web e frequentano i social network per lavorare o stringere contatti.
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Il Web è passato dall’1.0 al 2.0 e le prime avvisaglie del terzo passaggio sono già nell’aria da un po’. Non è difficile domandarsi a che punto saremo tra qualche anno. 

Facebook fa scintille: 300 milioni di utenti attivi, una crescita costante e oltre 150 milioni di persone che ogni giorno si connettono alla piattaforma. Non serve citare tutti i numeri (le
Che l’industria informatica si stia muovendo sempre di più nella direzione delle applicazioni web-based è innegabile: di fatto, sono sempre di più servizi online che nascono con lo scopo di sostituire, o integrare, i software tradizionali. 