• Vendite online? L’acquirente può esercitare il diritto di recesso…

    Un diritto di recesso un po' .. diverso dal solito
    Anche in caso di vendite online, le imprese che di cimentano in questo business devono tenere a mente che esiste una tutela minima offerta dalla Legge agli acquirenti telematici in qualità di consumatori, regolamentata dal Codice del Consumo (decreto legislativo n. 206/2005). L’acquirente, infatti, può restituire il bene ed usufruire di un rimborso.

    Anche i contratti online - stipulati tra professionista e consumatore senza presenza fisica e simultanea - sono infatti disciplinati dal Codice del consumo.

    Questo perchè il venditore di un bene o il fornitore di un servizio può conferire tale diritto anche a un professionista. Per professionista si intende la persona fisica o giuridica che agisce nell’esercizio della propria attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale - o un suo intermediario.

    Il venditore ha nei riguardi del consumatore (la persona fisica che agisce per scopi estranei all’attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale eventualmente svolta) degli obblighi di informazione (art. 51, comma 1, Codice del consumo) come l’esistenza del diritto di recesso o l’esclusione dello stesso, le modalità di pagamento e spedizione oppure della prestazione del servizio.

    Nel caso di commercio elettronico il venditore dovrà uniformarsi anche agli obblighi normativi del decreto legislativo 70/2003.

    Continua »

    Tags:

  • Imprese: rimborso IVA con il modello TR

    Imprese: rimborso IVA con il modello TRCome chiarito dall’Agenzia delle Entrate nelle scorse settimane, è possibile presentare il modello TR per il rimborso/compensazione infrannuale IVA, riferito al primo trimestre di quest’anno.

    La modulistica differisce sostanzialmente dalla precedente per l’introduzione del codice “9″ e per l’eliminazione del riferimento alle intermediazioni intra-comunitarie.

    L’importo del credito trimestrale che si intende utilizzare in compensazione concorre al raggiungimento del limite annuo di 516.456,90 euro, limite elevato a 1 milione per le imprese subappaltatrici nel settore edile con volume d’affari costituito per almeno l’80% da prestazioni rese a seguito di contratti di subappalto.
    Continua »

    Tags:

  • sponsor

  • Fallimento della propria banca: focus sulle procedure di rimborso

    EconomiaIn questi giorni la nostra attenzione è calamitata sulla situazione finanziaria e sui titoli depositati. Sicuramente, avrete sentito che la principale tutela del nostro denaro è data dai conti correnti garantiti fino a 103 mila euro (per la precisione 103.291,38 euro). E’ sicuramente interessante, però, scendere nel dettaglio e capire, in caso di fallimento della banca, quali sono modalità e tempi di rimborso.

    Tutte le informazioni a riguardo, sono disponibili sul sito del Fondo Interbancario di tutela dei Depositi. Sintetizziamole:

    Prima di tutto le belle notizie. Come ci viene spiegato, la garanzia si intende per depositante e non per deposito. Ne scaturisce che, se il conto corrente è cointestato, essa raddoppiando, diventa di 206.582,76 euro.

    E ora le note dolenti. Scorrendo le FAQ dei sito FITD, abbiamo la conferma che, nel caso in cui un depositante sia titolare oltre che di un conto congiunto anche di altri conti presso la stessa banca, allora la copertura massima di 103.291,38 euro si applica alla somma dei depositi dei vari conti a lui intestati.

    Continua »

    Tags:

  • Compilare le note spese: operazione gravosa… meglio approfittarne?!

    composite2.jpgRiempire la nota spese per il rimborso delle stesse sembra essere per i dipendenti un compito gravoso, noioso e snervante da sfruttare però per inserire qualche scontrino “extra”. Questo quanto risulta da un recente studio presentato a Parigi e condotto da Kds - società di gestione dei viaggi d’affari - analizzando il comportamento di 18 paesi.

    Pranzi di lavoro (e non) in ristoranti extra lusso, taxi a qualsiasi ora del giorno o della notte, ma anche libri, scarpe, biciclette e persino fatture di tagliaerbe e articoli per la casa, questi solo alcuni esempi delle improbabili voci che figurano nelle note spese delle aziende di tutto il mondo.
    La loro compilazione per il 69% dei francesi sarebbe addirittura una sorta di lavoro forzato, una corvèe però necessaria, allora perchè non approfittarne?

    A gonfiare poco le spese (o forse ad ammetterlo di meno) sarebbero gli inglesi (10%) e i francesi (10%). Mentre tra gli americani è ben il 20% ad ammettere di inserire scontrini extra nelle proprie note spesa.

    Più reticenti gli italiani: le poche risposte ricevute dagli analisti Kds rendono i dati poco consistenti. Tra i dipendenti italiani a rompere il muro del silenzio sarebbe ben il 33% ad “ingannare” la propria azienda, raggiungendo così la testa della particolare classifica.
    Continua »

    Tags: