• Decreto anticrisi 2009: è nato il bonus per il lavoratore-imprenditore

    Decreto anticrisi 2009: è nato il bonus per il lavoratore-imprenditoreRientro anticipato dei lavoratori cassintegrati utilizzando: rafforzamento dei contratti di solidarietà; erogazione in un’unica soluzione dei sussidi a chi decide di intraprendere un’autonoma attività lavorativa; rifinanziamento delle proroghe a 24 mesi della cassa integrazione guadagni straordinaria incentivi pari all’ammontare del sussidio non goduto per le imprese che assumono lavoratori in cassa integrazione guadagni o in mobilità.

    Sono le misure del pacchetto lavoro contenute nell’articolo 1 del decreto legge n. 78/2009.

    Per incentivare la conservazione e la valorizzazione della forza-lavoro nelle imprese viene previsto, in via sperimentale per gli anni 2009 e 2010, che i lavoratori destinatari di trattamenti di sostegno possono essere impiegati dalla stessa impresa di appartenenza in progetti di formazione o riqualificazione, sulla base di uno specifico protocollo stipulato al ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali dalle parti sociali che sottoscrivono l’accordo relativo agli ammortizzatori.
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  • Small Business Act: le Pmi europee chiedono di “pensare in piccolo”..

    EU_FlagIn Europa si stima la presenza attiva di ben 23 milioni di piccole e medie imprese. Di queste, sei milioni operano in Italia.
    Se è vero che le dimensioni contano, in questo caso più che le dimensioni delle singole imprese valgono quelle del fenomeno considerato complessivamente, soprattutto con l’attuale congiuntura che suggerisce un’attenzione maggiore nei confronti di una tipologia di azienda che gioca un ruolo importante nell’economia del mercato europeo.

    Insomma le Pmi nell’Economia di Eurolandia contano, ed hanno diritto di dare voce alle proprie esigenze proprio in considerazione della loro diffusione capillare, sia con riferimento alla presenza territoriale che ai settori merceologici in cui svolgono la loro attività.
    Questo, per il loro apporto alla creazione di ricchezza e benessere diffusi e per la capacità di interpretare le condizioni di mercato con adattamenti difficilmente riproducibili in imprese di grandi dimensioni.

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  • ECAP: Pmi europee “competitive ed ecocompatibili”

    HandshakeDiventa sempre più difficile, soprattutto per le Pmi, riuscire ad adeguarsi ai vincoli che le varie norme impongono sulle attività economiche: concetti quali stratificazione normativa, burocrazia e produzione ipertrofica di leggi assumono sempre più la connotazione di quella che potrebbe considerarsi una vera e propria emergenza nazionale.

    Anche in campo ambientale, le esigenze di tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini si tramutano spesso in vincoli che pongono in seria difficoltà le imprese di piccola dimensione che, pur dovendo (e volendo) corrispondere ai criteri imposti dalle norme, si ritrovano a dover fare i conti con una legislazione di difficile comprensione ed applicazione, il più delle volte inidonea a garantire quelle tutele cui i cittadini e le imprese hanno diritto.

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  • Industria 2015: “gara di idee” per lo sviluppo

    euro.jpgAperta ufficialmente la “Gara di idee” sui bandi di “Industria 2015”, il programma varato dal Governo Italiano nel 2006.

    Il Programma, il cui ultimo bando per il Made in Italy è stato reso pubblico nei giorni scorsi, stabilisce le linee strategiche per lo sviluppo e la competitività del sistema produttivo italiano del futuro, fondato, secondo quanto si afferma sul sito, su: a) un concetto di industria esteso alle nuove filiere produttive che integrano manifattura, servizi avanzati e nuove tecnologie; b) un’analisi degli scenari economico-produttivi futuri che attendono il nostro Paese in una prospettiva di medio-lungo periodo (l’anno 2015 appunto).

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  • Company reputation: cos’è, come crearla e, soprattutto, come mantenerla

    Company ReputationE’ sufficiente avere un buon prodotto, una buona politica dei prezzi, una buona campagna marketing per fare della nostra azienda una buona azienda? Sembrerebbe, eppure non è del tutto così.

    Sun Tzu, il noto filosofo cinese de “L’Arte della Guerra”, sosteneva una massima di grande valore ancora oggi: “La vera minaccia può venire solo dall’interno”.
    Parafrasando significa che la nostra azienda o la nostra attività - ancor prima di essere “minacciata” dalla concorrenza, dalle oscillazioni dei mercati, delle valute e delle materie prime o dalle tendenze d’acquisto dei consumatori - è messa in discussione da ciò che ci costruiamo dall’interno, nei rapporti più intimi che creiamo e coltiviamo ogni giorno.

    Il risultato di questa attività relazionale si chiama “reputazione” o, come piace molto agli anglofoni, “Company reputation“.
    La reputazione aziendale è importante tanto quanto la reputazione personale. Se sei una persona affidabile, che dimostra certi valori e qualità, sei congruente con quanto dici di essere hai certamente una buona reputazione. Se, al contrario, sei uno che fa molte promesse e ne mantiene poche e a fatica, sei puntuale secondo un concetto astratto, hai un modo tutto personale di intendere la qualità e la professionalità, allora la tua reputazione potrebbe essere in discussione.

    Ti sembra ovvio? Non lo è. Esistono dei parametri ben precisi per misurare la reputazione di un’azienda. Ecco quali.

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  • Enterprise 2.0: le ragioni di un cambiamento

    enterprise20.jpgUn argomento di cui spesso si sente parlare in ambito aziendale è l’Enterprise 2.0, riferendosi a un nuovo modo flessibile e dinamico di intendere l’impresa.

    Ma davvero si è cosi vicini a questa svolta epocale? Gli esperti, o meglio i protagonisti del cambiamento, ne parlano in termini meno fantastici e più concreti chiarendo che passare dalle versione 1.0 a quella 2.0 significa cambiare il proprio asset aziendale. Cercando di analizzare gli sforzi già compiuti dalle aziende italiane e i progetti che viaggiano in tal senso sembra un passaggio piuttosto complesso.

    L’errore spesso compiuto è credere che l’adozione di alcune tecnologie di moda come i blog o i wiki aziendali costituisca un passo in avanti verso una futura forma aziendale.
    Questi tentativi, tuttavia, non rappresentano un cambiamento reale ma solo di parvenza.

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