
Il vostro reparto commerciale ha in programma l’invio di una newsletter ai vostri utenti o a potenziali clienti? In questi casi, si valuta in genere l’utilizzo di sistemi di invio “email di massa” e spesso si avvia tale attività ma spesso si trascurano le possibili conseguenze.
O non si quantificano i danni derivanti dall’eventualità di essere inseriti in una blacklist da parte del proprio ISP (Internet Service Provider).
Il server potrebbe bloccare la vostra mail, il vostro dominio o il vostro IP. Risultato: posta, in entrata e in uscita non pervenuta o pervenuta in modo discontinua. Insomma, una situazione buona per dar di matto una volta per tutte. Non le prevedibili conseguenze nei rapporti con i clienti e utenti.
Per prevenire questo problema si possono utilizzare programmi online a pagamento che garantiscono di non “finire in spam” e permettono di monitorare il numero di mail che vengono aperte, consentendo di utilizzare tranquillamente la mail del proprio sito.
Senza spendere, si può invece osservare alcuni consigli utili durante la redazione delle newsletters.
Quando ti registri su un sito qualsiasi oramai è diventato un “must” accettare la clausola “ricevi la nostra newsletter”.
Da quando il blog aziendale si è fatto strada nelle strategie di comunicazione business, non più come semplice strumento di interazione e collaborazione in remoto ma anche come canale attivo di avvicinamento con gli utenti/clienti, il “semplicistico” concetto di e-mail marketing sembra aver subito un certo contraccolpo. Ma è davvero così, anche per le PMI?