La crisi finanziaria ha reso le banche ancora più prudenti di prima nel concedere crediti e finanziamenti, stringendo ancora di più i cordoni di una borsa che tutto sommato non è mai stata così prodiga.
L’intermediazione delle banche sui prestiti, soprattutto su quelli a breve termine è quindi percepita come troppo onerosa sia sul piano delle condizioni economiche richieste per la restituzione che nei termini generali per la concessione del credito.
Gli effetti di questo nuovo giro di vite? Dall’altro lato della barricata, i soggetti che normalmente chiedono e utilizzano tali finanziamenti per svolgere attività di impresa, hanno iniziato a guardarsi intorno.
Anzi, a guardarsi in rete, al fine di trovare soluzioni più accessibili e sostenibili in risposta alle proprie esigenze di liquidità.
In altre parole, ottenere denaro in prestito a un costo inferiore rispetto ai criteri del sistema creditizio tradizionale.
Ancora una volta torniamo a parlare di crisi economica, scenari mondiali, produttivi e finanziari, e di possibili soluzioni per arginare i danni e risalire la china.
Industriando è un’interessante trasmissione di
Una frase ricorrente nei discorsi di Giulio Tremonti, Ministro dell’Economia è questa:
In questi giorni la nostra attenzione è calamitata sulla situazione finanziaria e sui titoli depositati. Sicuramente, avrete sentito che la principale tutela del nostro denaro è data dai conti correnti garantiti fino a 103 mila euro (per la precisione 103.291,38 euro). E’ sicuramente interessante, però, scendere nel dettaglio e capire, in caso di fallimento della banca, quali sono modalità e tempi di rimborso.
In questi giorni di crisi finanziaria le piccole imprese tramano.