Si avvicina la fine dell’anno, e per quanto riguarda la connettività in Italia si pone il problema della scadenza o meno del cosiddetto decreto Pisanu.
Nello specifico, si tratta della legge 31 luglio 2005, n. 155, intitolata “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, recante misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale”.
Alla luce dello scenario attuale, stanno circolando ormai diversi appelli per lasciar decadere la normativa con la fine dell’anno.
In particolare non sembra sostenibile per nessuna delle parti in causa l’articolo 7 comma 1 della legge, che prevede la richiesta di una licenza alla questura per offrire connessioni ad Internet (è il tipico caso degli Internet point).
Non solo: anche il comma 4 dello stesso articolo, che riguarda la preventiva acquisizione dei dati anagrafici di chi intende effettuare la connessione apapre oggi anacronistico e di ostacolo alla normale offerta e fruizione del servizio.

Anche se con un certo ritardo sulla tabella di marcia,
Digital divide è un parolone.

