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  • La vetrina aziendale del futuro è su Facebook?

    La vetrina aziendale del futuro è su Facebook?Facebook fa scintille: 300 milioni di utenti attivi, una crescita costante e oltre 150 milioni di persone che ogni giorno si connettono alla piattaforma. Non serve citare tutti i numeri (le statistiche sono comunque disponibili sul sito ufficiale del social-network) per comprendere la portata di questo fenomeno.

    Se prima si poteva parlare di fenomeno social-networking, oggi possiamo quasi parlare di fenomeno facebook-networking, consapevoli di come questa applicazione abbia assunto caratteristiche assolutamente pervasive – quando non invasive – nella nostra vita quotidiana.

    Smettiamo di pensare che FB – come altri strumenti web – sia relegato ad una virtualità  remota e cominciamo a riflettere sulle conseguenze e influenze che tale strumento esercita sulle nostre vite e anche sulle scelte lavorative.

    Ciò che resta da domandarsi è quindi: come posso usare FB a mio vantaggio?

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    • Sicurezza: servono nuovi metodi per misurarla

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      Secondo l’analista Andrew Jacquith, di Forrester Research, servono nuovi metodi e nuovi metri di valutazione per la misurazione della sicurezza informatica in aziende e organizzazioni. Oggi si tende molto a ingigantire i problemi, anche quando non sono realmente così pressanti e questo è negativo per la salute di un’azienda e per la nostra percezione soggettiva.

      Secondo Jacquith si dovrebbe cercare di sviluppare nuovi mezzi per misurare i rischi relativi ai problemi di sicurezza, per permettere ai consumatori e a chi gestisce un’organizzazione di evitare di basarsi esclusivamente sui titoli dei giornali, che spesso possono causare allarmismo ingiustificato.

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      • IVA: reddito imponibile ricostruito anche in base a pochi documenti

        Reddito imponibile: ricostruito anche in base a pochi documentiCon la sentenza n. 3853 del 18 febbraio scorso, la Corte di Cassazione ha stabilito che la ricostruzione del reddito del contribuente può avvenire anche tramite la presenza di pochi documenti rinvenuti in azienda.

        Nel caso di specie, veniva operata una rettifica alla dichiarazione Iva sulla base di quanto rilevato dal verbale di constatazione redatto dalla Guardia di finanza. La contribuente ne impugnava gli avvisi lamentando l´applicazione di percentuali di ricarico desunte dai pochi documenti acquisiti durante la fase di controllo.

        Secondo quanto disposto dall´articolo 54 del d.p.r. 633/1972, l´Agenzia delle entrate procede alla rettifica della dichiarazione annuale quando ritiene che ne risulti un´imposta inferiore a quella dovuta ovvero una eccedenza detraibile o rimborsabile superiore a quella spettante.

        L´ufficio può accertare l´infedeltà  della dichiarazione tramite il confronto tra quanto risultante dalla dichiarazione e gli elementi annotati nei registri che disciplinano rispettivamente la registrazione delle fatture, dei corrispettivi e degli acquisti, nonché mediante il controllo della completezza, esattezza e veridicità  delle registrazioni sulla scorta delle fatture e altri documenti, delle risultanze di altre scritture contabili.
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        • Symantec: il 98% delle aziende è stata vittima del cybercrime

          Secondo una ricerca condotta nello scorso mese di gennaio da Symantec sulla sicurezza informatica nelle aziende e nelle organizzazioni che lavorano con supporti informatici e tecnologici, sarebbero addirittura il 98% le aziende che hanno dichiarato di aver subito, nel corso del 2008, una perdita di dati a causa del cybercrime.

          L’indagine è stata rivolta a 1000 capi d’azienda in tutta Europa e negli Stati Uniti e, oltre a questo importante dato, sono state registrate anche altre fondamentali informazioni per rendersi conto di come evolve il crimine informatico.

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          • McAfee: nuovo studio sul costo del cybercrime nel mondo

            Un nuovo studio di McAfee ha messo in luce il costo del cybercrimine in tutto il mondo, affermando che il prezzo del crimine informatico e tecnologico si aggira intorno ad un trilione di dollari a livello mondiale per le perdite di proprietà intellettuali derivanti da questo tipo di attività e per le necessarie misure atte a riparare i danni successivamente alle perdite.

            La ricerca di McAfee si è svolta sulla base delle risposte ad un sondaggio sottoposto a più di 800 dipendenti a capo di settori specifici di aziende di informatica in molti Paesi del mondo, come gli Stati Uniti, l’Inghilterra, la Germania, la Cina, l’India, il Brasile e il Giappone.

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