• FBI è partner dell'Internet Crime Complaint Center

    Che internet e le reti in generale abbiano un alto livello di rischio e che l’esigenza di sicurezza informatica è sempre più pressante lo sanno tutti. Sappiamo anche che a livello governativo molte nazioni si stanno muovendo con l’istituzione di organi specifici preposti al controllo informatico.

    Quello che non molti sanno è invece che in America è da tempo istituito un organismo, l’Internet Crime Complaint Center (IC3), costituito da un azione di patnership tra l’FBI (Federal Bureau of Investigation) e l’NW3C (National White Collar Crime Center).

    Il suo scopo dichiarato è quello di veicolo per diffondere informazioni e soprattutto aiuto a beneficio di chiunque venga colpito da crimini informatici. Semplicemente vuole essere un punto per la raccolta di esperienze negative riguardo l’informatica ed per una rapida e semplice denuncia alle autorità.

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    • Evitate di essere vittima dello spam

      Chi possiede un sito Internet sa quanto sia importante mettere in evidenza un proprio contatto, possibilmente elettronico, per essere raggiungibile.

      Purtroppo però gli spammer sono sono sempre in agguato per trovare nuovi indirizzi a cui recapitare la propria spazzatura.

      Diverse sono le forme di contrasto a questa problematica; c’è chi sostituisce la ‘@’ con un ‘<at>‘ , chi usa i simboli, chi inserisce un’immagine al posto del testo (ma sappiamo che tale problema è aggirabile come lo sono i Captcha, ecc… ecc…).

      Ecco degli esempi:
      mario<at>bianchi.com
      mario bianchi dot com
      marioNOSPAM@bianchi.com

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      • Il silenzio assenso vale anche per gli aggiornamenti antivirus

        Sono sotto tiro, ma stavolta, al contrario di quanto accade normalmente, la colpa non è di qualche malware o exploit, ma da parte di WindowsSecrets.com.

        Stiamo parlando di tre colossi dell’informatica: McAfee, Symantec e Microsoft.

        Il motto di WindowsSecrets è “Tutto ciò che Microsoft si dimentica di dire” e anche stavolta la cosa si è confermata veritiera: il nodo cruciale della questione ha come oggetto la mancata trasparenza nei confronti delle utenze che si vedono costretti (inconsapevolmente) ad acquistare servizi senza la relativa informazione, o (comunque) con informazioni non sufficienti.

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        • Spabot: al via il download del malware

          Si sta diffondendo in rete un malware capace di infettare i PC scaricando al loro interno altri codici maligni. Esso è identificato con il nome Spabot.AS, ed è capace di stabilire connessioni con diversi server per scaricare altri malware.

          Uno tra questi è un Trojan che utilizza il client di posta elettronica per inviare spam. Le e-mail inviate da questo malware pubblicizzano dei medicinali: all’interno vi è un link che dovrebbe portare l’utente sul sito dove acquistare questi ultimi. In realtà dietro a questo link si cela il malware in questione.

          Un altro file scaricato da Spabot.AS è una libreria che, una volta copiata nella cartella di sistema di Windows, modifica i livelli LSP (Layered service provider).

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          • Google conquista anche GreenBorder

            Nel suo continuo accrescere, Google continua ad inglobare più o meno grandi e blasonate società. Questo non è certamente il caso più eclatante, né quello che porterà al colosso della ricerca (intesa ovviamente come Motore di ricerca) l’incremento di fatturato più grande.

            Tuttavia l’acquisizione di GreenBorder è fortemente legata alla sicurezza e quindi da sottolineare. Anche perché molte aziende già avanzano idee e immaginano future offerte di Google nel campo della ITsecurity.

            In particolare questa acquisizione, portata a conclusione il mese scorso, permette a Google di accedere alla tecnologia di virtualizzazione di GreeBorder. Quest’ultima è in grado di eseguire i browser internet in un ambiente virtualizzato, che protegge il computer dell’utilizzatore da tutti i codici maligni ormai diffusi sulla rete.

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