• I Virus compiono 25 anni

    Quest’anno i virus informatici tagliano la soglia dei 25 anni, un quarto di secolo.

    Per i più cattivi o per quelli che hanno subito gravi danni questa ricorrenza è insignificante, ma per gli amanti dell’informatica e delle sue vicende anche questo compleanno possiede una connotazione di tutto rispetto e merita di essere ricordata.

    Almeno secondo una teoria la storia dei virus e del loro sviluppo nasce nel 1981 quando un certo Richard Skrenta decise di acquistare nel periodo delle feste natalizie un computer Apple.

    La contaminazione iniziò quando questa persona volle preparare alcuni scherzi ai propri amici e iniziò a produrre del codice che visualizzava frasi del tipo “ho preso il pieno possesso del tuo PC” oppure “la tua CPU è nelle mie mani”. In altri casi, il simpatico hacker modificava i videogames in modo da far apparire un suo messaggio sul più bello.

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    • Dall'Australia la notizia di un worm italiano

      Chi naviga alla ricerca di news circa la sicurezza informatica avrà sicuramente notato che alcune realtà web stanno “sponsorizzando” un particolare software worm sviluppato in Italia.

      In particolare da un sito australiano abbiamo appreso che proprio in Italia è nato uno specifico worm in grado di diffondersi velocemente sfruttando le debolezza di interfacce mail web-based.

      Il nome del worm, ovvero Nduja Connection, è tipicamente italiano e svela, rifacendosi ad un prodotto tipico della gastronomia del nostro paese, le sue origini geografiche.

      La sua caratteristica è appunto la rapidità di diffusione, ottenuta sfruttando le tecniche di cross site scripting di differenti servizi di web mail.

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      • Sicurezza in istituzioni e aziende UK

        Attraverso numerose voci, tra cui quella autorevole della BBC, emerge una dichiarazione di Richard Thomas, commissario per la sicurezza UK, nella quale si evidenzia lo stato di insicurezza dei dati nel quale versano le istituzioni e le aziende d’Oltremanica.

        Soprattutto per quanto riguarda la gestione dei dati personali la situazione si delinea molto compromessa.

        Innanzitutto ci sono nomi di grandi aziende che per diverse ragioni hanno distribuito i dati personali di milioni di persone alla comunità di internet.

        C’è chi ha smarrito portatili o CD con informazioni riservati, chi ha permesso accessi non autorizzati ai propri PC e server aziendali oppure chi ha subito attacchi che hanno minato la riservatezza.

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        • Windows vs Linux: riflessioni su una sicurezza reale o presunta

          Lo sappiamo: i puristi tenderanno a voler mettere i puntini sulle i e a precisare che il concetto di Linux è molto vago, che sotto quella definizione rientrano moltissime distro, che esistono anche altri sistemi (UNIX e simili), ma vorrei invitarli per un momento a mettere da parte la precisione, per seguirmi in una personale riflessione.

          Il confronto Linux/Windows, lo sanno coloro che frequentano l’ambiente internet/usenet è un “conflitto” antico, ma al tempo stesso più che mai attuale.

          Uno dei punti sui quali i sostenitori del pinguino si sono sempre detti maggiormente “preparati” è quello della sicurezza da Virus e Malware.

          Innegabile: la maggior parte dei virus e malware, ma in generale della spazzatura che circola in rete, è destinata a sistemi operativi Microsoft.

          Sia per la diffusione di tale S.O., sia per monopolio della Microsoft poco importa.

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          • È guerra tra il malware e gli antivirus

            Sta crescendo negli ultimi anni la guerra digitale che vede opporsi i virus writer contro i ricercatori e gli sviluppatori degli antivirus. I primi sono sempre più agguerriti nel rendere i loro prodotti, cioè i malware, dannosi ma diminuendone la capacità di rilevazione; coloro che lavorano nel campo della sicurezza informatica, invece, devono ogni giorno sforzarsi per proteggere gli utenti da minacce sempre più pericolose.

            Ad oggi sono molte le tecniche sviluppate per far si che i malware passino inosservati all’occhio vigile dei programmi antivirus. Partendo dal fatto che ogni programma di difesa analizza tutti i file del sistema, una delle tecniche usate è quella della continua modifica del codice sorgente dei virus che però restano inalterati nelle loro funzioni.

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