• MySpace diffonde malware

    MySpace, il più grande sito di social networking in rete, è diventato un ottimo mezzo per la diffusione di codici maligni. Nella maggior parte dei casi, sono gli utenti a usare questo sito per diffondere i loro malware; altre volte, invece, si tratta di cracker che modificano le pagine web di MySpace sfruttandone le vulnerabilità.

    Questa situazione scaturisce dal fatto che i cracker vogliono una diffusione dei loro virus in larga scala e per questo usano i siti web più visitati per diffonderli.

    La maggior parte dei codici diffusi su MySpace sono Trojan che utilizzano tecniche di rootkit per rendere difficile la loro rilevazione alle scansioni degli antivirus. Inoltre, risultano essere molto pericolosi in quanto molti di essi servono a prelevare informazioni personali come password e parole d’accesso.

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    • Google decide quello che puoi o non puoi vedere

      L’articolo originale è apparso sul blog ufficiale di uno dei ricercatori di Kaspersky, il quale ha studiato il caso dei “blocchi” dei risultati di una ricerca nei quali sono incappati diversi utenti.

      Google, blocca la possibilità di fare ricerche semplicemente perché il computer è considerato infettato da malware e spyware.

      Non è comunque finita qui: l’IP dello sfortunato utente viene inserito in una blacklist temporanea e sbloccato solo dopo la digitazione di un codice apposito (secondo il classico metodo CAPTCHA).

      Il ricercatore della nota ditta di sicurezza informatica sarebbe riuscito a ricreare il comportamento che genera il blocco, trovando come possibile spiegazione un meccanismo automatizzato di protezione contro gli spammer che utilizzerebbero Google per reperire indirizzi mail e ai SEO che spesso fanno ricerche continue per verificare le posizioni dei siti nelle SERP.

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      • Active Virus Shield: protezione per tutti, a costo zero

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        L’ombrellino del logo è verde anzichè rosso e non so a voi, ma a me, ha ricordato immediatamente Antivir.

        Di cose in comune i due sembrano non avere solo il logo: Active Virus Shield è un valido antivirus gratuito leggero e funzionale in grado di proteggere egregiamente il vostro sistema operativo.

        Il prodotto per la protezione nasce da una collaborazione tra AOL (America On Line) società celeberrima in America per i servizi che offre, e Kaspersky l’azienda russa leader nel settore degli antivirus.

        Una collaborazione fruttuosa che (appunto) ha portato alla creazione di questo interessante software.

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        • La biometria multimodale e le agenzie di confine

          Quante parole difficili per rendere un concetto così semplice, quello di sicurezza.

          La sicurezza informatica, lo sappiamo, è strettamente legata con quella fisica. Spesso le due realtà collaborano insieme per offrire un servizio assolutamente sicuro e poco vulnerabili.

          Nell’ambito del controllo degli accessi e dell’identificazione, da sempre, la sicurezza informatica cerca le sue strade e le propone a beneficio di quella fisica.

          Nel tempo, quindi, abbiamo sentito di lettura delle impronte digitali (per accedere semplicemente ad un PC o per essere identificati), di scansione dell’iride, di mappatura del volto, ecc.

          Le tecnologie sono molte ma mai si è cercato di rendere interoperabili le varie agenzie di frontiera.

          Interoperabili significa che le informazioni presenti in un documento o in un database di una certa nazione/continente possono essere consultabili e verificabili anche all’interno di un altra nazione o addirittura di un altro continente. In poche parole l’interoperabilità racchiude il concetto di dialogo (collaborazione) tra nazioni.

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          • Lo scamming può colpire tutti

            Ogni giorno sentiamo di persone raggirate e truffate via mail o via internet in generale. Quasi ogni giorno ci chiediamo come sia possibile che, dopo tanti anni, un numero così alto di persone cada ancora nei tranelli disseminati nella rete.

            La risposta è semplice, il denaro. Studi differenziati, in primis quelli di psicologia, hanno evidenziato come nessuno sia immune dalla voglia di cliccare su un link o su un banner che promette soldi facili.

            I banner, i link, le mail di scam-spam (così viene indicata questo tipo di attività di truffa che si basa sull’ingegneria sociale) sono create ad hoc per attrarre il navigatore e per indurlo a rispondere alla tentazione. Quello che c’è dietro, anche a detta di noti professori di psicologia come il Dr. James Blascovich dell’università di Santa Barbara, è un mix tra personalità, motivazioni ed emozioni.

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