Infrastrutture IT

  • Nuovi Ransomware: soliti problemi, rapide soluzioni

    ransomware

    Due nuovi ransomware si aggiungono alla lista delle minacce che affliggono il dominio digitale. La scoperta è avvenuta sotto Natale, ma si sa, il crimine non dorme mai. Per fortuna non dormono nemmeno i ricercatori di Check Point Software Technologies, che hanno scoperto, analizzato e risolto due nuovi ransomware nell’ambito del progetto No More Ransom, di cui l’azienda è entrata recentemente a far parte. (more…)

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    • I trend tecnologici del 2017

      IoT-And-Mobile

      Al giro di boa tra il vecchio e il nuovo anno, riflettori puntati sui trend più promettenti in ambito IT. Secondo Equinix, azienda del settore interconnessioni e data center, forte dei suoi 8.000 clienti in 40 mercati, l’evoluzione dell’IT farà da scintilla per il cambiamento in molti settori nel corso del 2017

      1. Convergenza multi-cloud
      Le aziende utilizzano già diversi cloud: il trend sarà guidato ora dalla necessità di connettere ecosistemi eterogenei e tradizionalmente separati, aspettative di performance sempre più elevate, buona user experience e integrazione invisibile per l’utenza finale.
      Il 2017 potrebbe rivelarsi il punto di svolta, nel momento in cui la  convergenza di vari cloud all’interno delle aziende – dati, applicazioni, infrastrutture, e dati personali – cambierà il modo in cui lavorano sia le aziende che gli individui.

       2. Ascesa dell’edge digitale
      I modelli di business subiranno una rivoluzione, che si ripercuoterà anche sul modo di agire delle aziende nella digital economy. La convergenza dei diversi cloud esigerà una’estensione dei confini dell’azienda per le realtà digitali moderne, fino all’edge, il luogo in cui si trovano i dati e gli utenti, con il conseguente coinvolgimento in tempo reale dei clienti, mediante le tecnologie social, mobile, analytics e cloud.

      3. Priorità: sicurezza
      Perché il business digitale abbia successo e risponda alle esigenze di conformità alle normative, le aziende devono affrontare e gestire la questione della sicurezza in un ambiente distribuito, tra persone, cose, processi e informazioni. Con la diffusione del cloud ibrido, si deve considerare che non tutti i fornitori di cloud offrono soluzioni di sicurezza onnicomprensive e dunque le aziende devono dotarsi anche di soluzioni di sicurezza per le proprie applicazioni e i dati all’interno dell’ambiente multi-cloud. Infine per passare da soluzioni di sicurezza on premise a soluzioni di Security-as-a-Service, nonostante i vantaggi di velocità di implementazione, facilità di installazione e mantenimento, protezione in tempo reale, richiederà anche che i l’implementazione di mezzi di sicurezza per il trasferimento dei dati (protezione delle le connessioni di rete e criptazione dei messaggi) per scoraggiare attacchi di tipo man-in-the-middle.

      4. Infrastrutture software-defined e networking avanzato
      L’aumento costante e drastico del traffico di dati globale ha gettato le basi per la nuova struttura di rete globale, con cavi sottomarini, reti wireless 5G e satelliti che trasmettono i dati sulla terra attraverso i laser. Il networking, che un tempo dipendeva dal collegamento fisico, adesso può essere controllato in modo dinamico via software. Progressivamente si assisterà ad una trasformazione verso l’open source, anche per le infrastrutture di ultima generazione. Il Software Defined Networking (SDN) e il Network Functions Virtualization (NFV) potranno essere maggiormente adottate perché centralizzano e automatizzano la gestione di network estesi, diffusi e multi-data center, che si basano su politiche di applicazione semplici.

      5. Internet of Things (IoT) finalmente realtà
      L’IoT si evolverà e poiché i player della catena del valore stanno aumentando, il concetto di servizio end-to-end avrà la precedenza. In futuro, l’obiettivo sarà di diminuire la “pressione” sulle reti corporate, distribuendo il traffico in modo più ampio, per controllare meglio le performance dello streaming di informazioni IoT e per un’operatività sempre più real-time e basata su insight operativi.

      6. Ascesa delle interconnessioni
      Il 2017 vedrà l’affermarsi di un tessuto di interconnessione tra le diverse aziende, con facility neutre, al fine di articolare un sistema nervoso centrale che leghi tutti gli aspetti del business digitale. Le aziende si impegneranno per connettere i propri ecosistemi digitali e fisici per supportare le operazioni di livello mondiale. Ma se si dovesse verificare anche l’utilizzo di diversi cloud, si dovrebbe adottare anche un’appropriata struttura di gestione cloud fin dal principio per evitare comprensibili problemi di corenza nel management.

      7. Era dell’Interconnected Commerce
      Il mondo dei pagamenti sta affrontando un profondo cambiamento. La penetrazione progressiva e accelerata di smartphone e l’accesso mediante servizi web sostengono una diffusione sempre più ampia dell’e-commerce e dell’m-commerce. L’approccio dei silos propietari, che è stata la regola per la fruizione dei servizi di pagamento, inizia ad essere abbandonato in favore di nuove tecnologie e modelli di business che si trovano a metà tra i pagamenti e lo shopping. Contemporaneamente, la decentralizzazione delle tecnologie per i servizi di pagamento sta aumentando il valore per i retailer, dato che adesso possono scegliere la piattaforma più adatta alle proprie attività che dovranno essere interconnesse e cloud-enabled, con una connettività affidabile, sicura e istantanea per essere competitiva. Un intero universo di shopping e pagamenti interconnessi genererà nuove opportunità per integrare pagamenti, shopping, dati e marketing, consentendo così nuove soluzioni e partnership.

      Per approfondimenti: Equinix

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      • Fortissimo, Marketplace per PMI

        Fortissimo lancia il Marketplace per le PMI

        Fortissimo è un progetto finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito dell’iniziativa I4MS (ICT Innovation for Manufacturing SMEs) volto a rafforzare la competitività delle piccole e medie imprese in Europa.

        Fortissimo Marketplace fornisce servizi di High Perfomance Computing (HPC) utilizzando una piattaforma cloud per fornire simulazioni digitali per PMI di diversi mercati verticali (automobilistico, aeronautico, produzione industriale, ingegneria medica, settore energetico e ambientale…).

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        • La sicurezza come driver del business

          Lo studio Coleman Parkes “The Security Imperative: Driving Business Growth in the App Economy”, svolto per conto di CA Technologies, su 1.770 responsabili aziendali e IT, ha evidenziato segnali positivi per il comparto della sicurezza informatica (link articolo “segnali di efficacia nella sicurezza” ). La raccolta e l’analisi dei dati è stata eseguita nel periodo tra maggio e settembre 2016, su grandi aziende provenienti da 21 Paesi e appartenenti a 10 settori industriali.

          Oltre ad incidere sulla sicurezza e limitare le violazioni dei dati, i dati del rapporto hanno evidenziato una relazione diretta fra gli interventi di protezione e l’aumento del fatturato delle aziende virtuose, che ottimizzando il loro rapporto con i clienti stimolano anche la propria crescita. Alcuni dei risultati infatti, ne sono la prova:

          • Il 76% del campione ha realizzato un ampliamento della copertura digitale grazie a una migliore implementazione della sicurezza
          • Il 69% ha rilevato un miglioramento della customer experience
          • Il 66% ha riferito di una maggiore fidelizzazione dei clienti
          • Le iniziative messe in campo nell’ambito della sicurezza informatica hanno contribuito a far aumentare del 35% i ricavi da nuove fonti di business
          • Le stesse iniziative hanno portato a un incremento del 31% nell’efficienza operativa, del 34% nella produttività dei dipendenti e del 33% nella customer satisfaction

          Fabrizio Tittarelli, CTO Italia, CA Technologies ha commentato i risultati sottolineando che l’implementazione della sicurezza centrata sull’identità costituisce una killer application della trasformazione digitale perché applicando misure sistematiche di protezione ai diversi canali di interazione tra l’azienda e i suoi clienti, partner e dipendenti, si migliorano le modalità di protezione e supporto dell’operatività aziendale. Tutto va anche a beneficio della fiducia dei clienti e con il suo accrescimento, segue di pari passo anche quello del giro d’affari.

          Per provarlo, i referenti dello studio, hanno classificato l’utenza secondo un modello di maturità a tre livelli (avanzato, base o limitato) misurando le implementazioni riguardanti la protezione dell’identità digitale e sono stati valutate le interazioni con il miglioramento della customer experience, dell’operatività aziendale.

          La maggior parte dei partecipanti si configura come utenza Basic con una sicurezza incentrata sull’identità (68%), con particolare attenzione verso alcune capacità essenziali quali la gestione delle password, il Single Sign-On e alcune funzioni di analisi e reportistica. Il 19% dei soggetti è risultato Advanced, ovvero in grado di svolgere attività quali la sicurezza adattiva e l’analisi comportamentale e di fornire supporto uniforme alla sicurezza multicanale. In particolare:

          • Gli utenti Advanced hanno registrato un miglioramento del 34% nella crescita del fatturato e dei nuovi ricavi, contro un 29% degli utenti Basic.
          • Il 93% degli utenti Advanced, rispetto al 75% degli utenti Basic, ha osservato una maggiore customer retention.
          • L’89% degli utenti Advanced ha rilevato un miglioramento della customer experience, contro il 66% degli utenti Basic.
          • Dal punto di vista della security, il 34% degli utenti Advanced ha registrato una riduzione nel numero di violazioni di dati, rispetto al 24% degli utenti Basic.

          La Roadmap suggerita

          Lo studio evidenzia sette step cruciali nel percorso di adozione di una strategia di sicurezza incentrata sull’identità che possa contribuire a migliorare le performance di business e consentire una crescita aziendale:

          • Considerare l’identità digitale come nuovo perimetro aziendale
          • Trattare la sicurezza come fattore abilitante del business
          • Instaurare rapporti di fiducia nell’interazione digitale con clienti, partner, fornitori e dipendenti
          • Tutelare le esperienze, non solo i dati
          • Adottare un approccio adattivo per la gestione delle identità e degli accessi
          • Agire in modo proattivo e predittivo
          • Non rinunciare mai alla sicurezza in favore della velocità

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          • Segnali di efficacia nella sicurezza

            Dopo tante notizie di attacchi e bollettini di warning sull’incremento delle minacce, arriva uno studio internazionale che permette un lieve compiacimento: l’Italia segna il primato, tra i principali paesi nel territorio EMEA, per numero di aziende che negli ultimi dodici mesi hanno registrato una riduzione delle violazioni dei dati. Certo non è il caso di abbassare la guardia ma anzi, in questo momento è importante pianificare e prevedere investimenti mirati per il prossimo anno, specialmente in ambito mobile.

            La ricerca

            Buone notizie dallo studio mondiale, The Security Imperative: Driving Business Growth in the App Economy, svolto per conto di CA Technologies, che evidenzia due dati rassicuranti: il 45 per cento circa delle aziende italiane intervistate ha registrato una diminuzione delle violazioni di dati subite negli ultimi 12 mesi (dato più alto fra tutti i Paesi EMEA (Europe, Middle East and Africa) e i due terzi delle imprese intervistate adottano un approccio predittivo e/o proattivo per contrastare le violazioni dei dati.

            L’indagine, condotta da Coleman Parkes su 1.770 responsabili aziendali (fra cui oltre 100 CSO e CISO) e divulgata ad ottobre, mese europeo della sicurezza, ha inoltre rivelato che il 67 per cento delle organizzazioni italiane si avvale di un approccio predittivo e/o proattivo per contrastare le violazioni (percentuale superiore a quella di qualsiasi altro Paese dell’area EMEA).

            Secondo l’indagine, le organizzazioni italiane attribuirebbero la riduzione del numero di violazioni registrate negli ultimi dodici mesi ai maggiori investimenti in security (citati dal 50%), alla maggiore concentrazione delle procedure di sicurezza sulle aree a rischio elevato quali identità e accessi privilegiati (41%), e all’implementazione di nuove funzioni di security specifiche per mobile devices e apps (35%).

            Il dato è importante perché la protezione dell’identità digitale è un requisito essenziale per la compliance normativa alla luce del nuovo GDPR  (Global Data Protection Regulation) e soprattutto perché permette di contenere se non evitare danni informatici ed economici.

            Altri dati emersi dal rapporto:

            • L’88% (ovvero la percentuale più alta fra tutti i Paesi EMEA) ritiene che la sicurezza incentrata sull’identità sia cruciale per il business aziendale.
            • Secondo il 91% (percentuale record in EMEA) la sicurezza deve proteggere e nel contempo abilitare il business.
            • Il 92% degli intervistati (seconda percentuale più alta dopo il Regno Unito) afferma che la sicurezza è un elemento cruciale per tutelare il marchio e che può fungere da importante leva competitiva.
            • Secondo l’85% (percentuale record in EMEA) la sicurezza non deve creare ostacoli o influire negativamente sull’esperienza dell’utente.
            • Oltre il 60% dei soggetti intervistati utilizza indicatori quali customer experience, customer satisfaction e customer retention, crescita del fatturato e copertura digitale per misurare l’impatto della sicurezza sul business aziendale.

            Alcuni dei precedenti risultati suggeriscono anche un dato importante: la relazione diretta fra gli interventi di protezione, il miglioramento delle relazioni di business con i clienti e la crescita di fatturato in termini di revenues. In effetti la ricerca ha enfatizzato anche questo aspetto mediante una classificazione specifica del livello di maturità nella security aziendale rapportandolo con il fatturato. Ma ci sono anche altri motivi per continuare a pianificare interventi sulla security e non abbassare la guardia specialmente nell’ambito mobile che si configura come una delle aree maggiormente vulnerabili e di interesse crescente per il cybercrime.

            A titolo esemplificativo ma molto rappresentativo del rischio, segnaliamo l’identificazione di una nuova variante di malware, contro Android (ad opera di Check Point Technologies): Gooligan capace di minacciare la sicurezza di più di un milione di account Google. Questa minaccia effettua il rooting dei dispositivi Android e ruba indirizzi email e i token di autenticazione in essi custoditi. In possesso di queste informazioni, gli hacker possono avere accesso alle informazioni più sensibili degli utenti, presenti su Gmail, Google Photos, Google Docs, Google Play, Google Drive e G Suite.

            E’ evidente come per un’azienda aumentino i rischi di compromissione di alcuni dei dati aziendali, se i suoi dipendenti utilizzano il dispositivo aziendale con il proprio account google, oppure adottano il proprio dispositivo in BYOD per le attività aziendali.

            • Il malware ogni giorno infetta 13.000 dispositivi, e ha effettuato il rooting di più di un milione di dispositivi
            • Gooligan colpisce dispositivi con la versione Android 4 (Jelly Bean, KitKat) e 5 (Lollipop), cioè circa il 74% dei dispositivi Android in uso attualmente
            • Dopo aver conquistato il controllo totale del dispositivo, gli hacker generano introiti con l’installazione illecita di app da Google Play, facendole pagare alla vittima.
            • Gooligan ogni giorno installa almeno 30.000 app sui dispositivi che colpisce, ovvero più di 2 milioni di app dall’inizio della campagna
            • Centinaia di indirizzi email in tutto il mondo sono associati ad account aziendali che quindi sono a rischio

            Michael Shaulov, head of mobile products di Check Point ha definito come inquietante questa evoluzione degli attacchi informatici, evidenziando anche il cambiamento di strategia degli hacker che prendono di mira i dispositivi mobili, per appropriarsi così dei dati sensibili custoditi. Al momento esiste uno strumento online gratuito per verificare se il proprio account e’ stato violato. Ma in quel caso e’ necessario effettuare un flashing del dispositivo, ovvero installare un sistema operativo pulito sul dispositivo. Per farlo è consigliabile contattare un tecnico certificato, oppure il provider del servizio. Insomma, niente improvvisazioni .

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