• IVA su cellulari e personal computer: al via nuovo sistema di applicazione imposta

    Cellulari e computerAttenzione al nuovo sistema di applicazione IVA per cessioni di telefoni cellulari e componenti di personal computer: la scadenza del 1° aprile è infatti particolarmente importante, se si vogliono evitare sanzioni da un minimo di 258 euro a un massimo del 3% dell´imponibile.

    La regola generale stabilisce che dal prossimo aprile, per le cessioni di cellulari e microprocessori, l’imposta sul valore aggiunto sarà  applicata dal cessionario che utilizzerà  il meccanismo del reverse charge ossia l´inversione contabile.

    Alla regola, tuttavia, corrispondono alcune eccezioni poiché la normativa sarà  applicata limitatamente alla fase distributiva che precede il commercio al minuto.

    Dunque, i commercianti all’ingrosso che acquistano cellulari e componenti a circuito integrato dalle case produttrici dovranno farsi carico dell’IVA. Così anche imprese e partite IVA, ma solo se cedono i prodotti (es.: telefoni aziendali) e non se li acquistano al dettaglio.

    Ciò significa che non verrà  adottata nella vendita al dettaglio con la destinazione del bene al cessionario-utilizzatore finale, anche se soggetto passivo, e nelle cessioni effettuate da soggetti che operano nel regime dei contribuenti minimi e, pertanto, esonerati dal versamento dell´imposta.

    L´applicazione del reverse charge, come chiarito anche dalla circolare 59/E dell’Agenzia delle Entrate, comporta che il destinatario della cessione, se soggetto passivo d´imposta nel territorio dello Stato, sia obbligato all’assolvimento dell’imposta in luogo del cedente. E ciò avviene in deroga al principio di carattere generale secondo cui il debitore d´imposta ai fini Iva è il soggetto che effettua la cessione di beni.

    Il cedente dovrà , quindi, emettere fattura senza addebito d´imposta in base all´articolo 21 e seguenti del DPR 633/72 e specificando la norma che prevede l´applicazione del reverse charge. Di conseguenza il committente dovrà  integrare la fattura con l´indicazione dell´aliquota e della relativa imposta e annotarla nel registro delle fatture emesse.

    Non sono chiare, invece, le modalità  operative da adottare nei casi in cui la vendita viene effettuata da un grossista verso un consumatore finale che acquista i telefoni cellulari per utilizzarli all´interno della propria attività . In tal caso, infatti, emerge che il venditore sia un grossista e pertanto il meccanismo del reverse charge è applicabile mentre l´acquirente è il consumatore finale e, in tal caso, il meccanismo del reverse charge non è applicabile.

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    LEGGI ANCHE:

    CONSULTA: Circolare 59/E dell’Agenzia delle Entrate
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    Commenti

    1. Sebastiano dice:

      Articolo assolutamente chiaro….non ho capito nulla!!

    2. riccardo dice:

      …quindi??????

    3. Alex dice:

      I miei complimenti al redattore dell’articolo per l’esemplare chiarezza. Già  che c’era poteva scriverlo in aramaico antico, giusto per dargli anche un tocco esotico…

    4. giuseppe dice:

      In effetti l’articolo sarebbe stato interessante, ma non si capisce veramente nulla!

    5. Federico dice:

      Concordo con Sebastiano…

    6. Giuliano dice:

      fantastico. nel senso del termine…che si deve andare di fantasia per capire..

    7. Alessandra Gualtieri dice:

      Forse possiamo sintetizzare così:

      in linea con le direttive Europee, scatta l’obbligo – per i grossisti che acquistano cellulari e componenti di PC dai produttori – di accollarsi il versamento dell’IVA.

      L’operazione si chiama appunto reverse charge.

      Non riguarda imprese e professionisti che acquistano da negozi al dettaglio (anche se si tratta di soggetti passivi Iva) per il semplice fatto che la novità  riguarda solo i venditori all’ingrosso.

      Sembrerebbe di capire, invece, che il reverse charge si applica all’acquisto presso grossista o alla cessione di telefoni aziendali da parte di un professionista o imprenditore.

      In generale l’oggetto della norma sono i cellulari e i dispositivi a circuito integrato (ceduti da fabbricanti a grossisti o ceduti da imprese e professionisti). In linea di massima l’ambito di applicazione è la fase di distribuzione, precedente a quella del commercio al dettaglio.

    8. Giuliano dice:

      grazie Sig.ra Gualtieri : ora anche i comuni normali hanno compreso.
      E poi dicono che le donne non hanno il dono della sintesi..

    9. Roberto dice:

      forse la Finanza si è accorta del fatto che molti grossisti o anche aziende della grande distribuzione s i”dimenticavano” di pagare l’IVA. mi spiego meglio , un telefono costa molto , occupa poco spazio nei container , è facilmente vendibile e ha di solito ricarichi molto bassi.
      con triangolazioni e aziende di comodo si riusciva a guadagnare e a fare quegli ottimi”sottoprezzo” tanto cari alla grande distribuzione.
      non so se questa operazione otterrà  i risultati voluti , magari la grande distribuzione cambierà  i meccanismi contabili oppure , meglio , li farà  sparire dai registri una volta venduti.
      ricordo che gli ultimi accertamenti hanno rilevato centinaia di milioni di euro di IVA evasa, si ammazza e si ruba per molto meno.
      tutte le volte che vedo uno scontrino e osservo che sopra c’è scritto “non valido ai fini fiscali” mi viene tanta tristezza , specie pensando che c’è chi non lo può fare….

    10. filomena dice:

      ma allora se un contribuente minimo acquista da un grossista riceve una fattura senza addebito dell’iva, e poi cosa succede? il contribuente minimo deve integrare la fattura e procedere al versamento dell’iva? è un passaggio che non ho ben capito anche perchè i contribuenti minimi dovrebbero essere esonerati dal versamento dell’iva, ma questo vale anche se sono cessionari?

    11. Roberto dice:

      il contribuente minimo allora dovrebbe acquistare presso un negozio al dettaglio, se si acquista da un grossista o da una altra azienda c’è il problema.

    12. filomena dice:

      il mio problema sorge proprio perchè acquisto da un grossista allo scopo di rivendere. In questo caso io acquisterei senza iva, secondo la legge, ma non sono tenuta al versamento dell’iva in quanto esonerata. A questo punto mi chiedo se ciò sia possibile, se la mia interpretazione è giusta. In caso contrario come funziona?

    13. Roberto dice:

      perfetto , bella situazione , io chiederei consiglio al commercialista , è chiaro che l’IVA dovrebbe essere versata in un modo o nell’altro , è una situazione simile all’acquisto intrastat tra aziende , l’IVA non si applica , va in fattura al momento della vendita, non so cosa dovrebbe fare nel suo caso.

    14. Marco dice:

      chiarissimo no? riscrivetelo in Italiano…..:-))

    15. Roberto dice:

      Dato che non sono nè un grossista e nè un contribuente minimo, sono toccato da questa legge solo marginalmente , mi spiego , potrei comprare per uso interno dell’azienda un certo numero di telefoni , se li acquistassi da un grossista estero non avrei l’IVA da versare se non al momento della vendita , con questa nuova normativa la situazione non è così chiara , in teoria , sembra dovrei versare l’IVA comunque al momento dell’acquisto .
      Boh?
      il solito pastrocchio all’italiana , nel dubbio meglio pagare o , se non si sa cosa fare non acquistare direttamente da grossisti.

    16. Biagii dice:

      Nel caso che un privato senza partita iva compra da un grossista “tot cellulari” per rivenderli da privato a privato (es. tramite ebay) cosa succede?

    17. Roberto dice:

      Ecco , il problema è chiaro , non puoi acquistare telefoni nuovi o usati da un grossista , italiano o straniero , senza pagare l’IVA , o la tassa equivalante della nazione del venditore.
      Su quello non ci piove, poi in caso di commercio continuativo , anche di oggetti usati , specie su ebay, bisogna essere in regola con il fisco , ovvero creare la propria azienda , con tutti i permessi , compreso quello di poter vendere online.
      Ebay trattiene nel suo database per sei anni i dati di tutte le transazioni , a disposizione della Finanza.
      La finanza esegue i controlli in base al fattura to pagato a ebay, se si danno , per esempio qualche migliaio di euro di commissioni ad ebay per qualche anno di seguito il controllo è assicurato.
      Di solito viene assunto tutto il guadagno di ebay come reddito e si pagheranno le tasse su quello.
      siamo andati leggermente off topic , mi pare, comunque.
      un altro esempio , se si vendessero telefoni USATI , ovvero con più di 15 minuti di utilizzo , per esempio , l’IVA da privato a privato non c’è , chiaramente spetterà  a chi farà  eventualmente un controllo da stabilire se la vendita è continuativa e , quindi , se si è evasa comunque l’IVA e le altre tasse.
      è solo questione di quantità .

    18. mario dice:

      una info…
      stò aprendo un negozio oneline di cellulari, io acquisto senza iva ( art 17) devo rivendere ai privati inserendo l’iva in fattura??

      Grazie….

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