• Qualificazione delle imprese edili: risposta efficace all´abusivismo?

    Qualificazione Imprese EdiliIl settore edile costituisce da decenni, in Italia (e non solo), uno dei settori trainanti dell´economia, probabilmente quello fondamentale. Il valore della produzione in edilizia nell´anno 2007 è stato pari a 196 miliardi di euro. La attività  svolta in un cantiere richiede la partecipazione di numerose figure professionali, coinvolte più o meno contemporaneamente.

    Qualche tempo fa, era stato evidenziato il trend recessivo che aveva iniziato a colpire anche questo settore. La maggior parte delle imprese edili sono anzitutto imprese di piccola dimensione; molto spesso sono coinvolte nella realizzazione delle opere imprese artigiane, e nel tempo si è andata sempre più affermando, conseguentemente, la frammentazione del settore.

    I processi produttivi sono condizionati da un utilizzo intensivo di manodopera e dal costo dei materiali impiegati. Aggiungiamo che negli ultimi anni il settore ha intensificato la propria attività  sul mercato privato a seguito della riduzione di appalti di opere pubbliche, mescoliamo il tutto con la attuale crisi finanziaria ed il gioco è fatto. O quasi.

    In verità  un ulteriore elemento di “disturbo” e peraltro neanche troppo trascurabile, visti i numeri, è stato individuato nel progressivo aumento di imprese che operano sul mercato senza criteri di qualificazione.

    Imprese che hanno adottato principalmente una politica aggressiva dei prezzi, a scapito della qualità  nella realizzazione delle opere commissionate e delle condizioni di lavoro dei propri dipendenti, spiazzando nei fatti imprese più qualificate ma impegnate a sostenere oneri maggiori per garantire qualità  nella produzione. In ogni caso le norme che regolano il settore, nel corso del tempo hanno sempre più assunto caratteristiche di avanguardia, con l´Avviso comune in materia di emersione del lavoro irregolare in edilizia firmato al Ministero del lavoro e delle politiche sociali il 16 dicembre 2003 e la successiva adozione del DURC quale sistema di certificazione della regolarità  contributiva delle imprese edili.

    Ulteriori misure di “incentivazione” sono inoltre rinvenibili negli sgravi fiscali per le ristrutturazioni e gli sgravi fiscali legati alla riqualificazione energetica degli edifici, che recentemente hanno rischiato l´estinzione, salvo successivo ripensamento del Governo.

    L´ultima mossa è volta ad elevare la preparazione professionale e tecnica degli imprenditori, attraverso l´aggiornamento continuo, sull´esempio di Francia e Germania ed è contenuta nelle proposte di legge 496 e 1394 presentate alla Camera nella presente legislatura.
    Contrastare l´attività  di imprese irregolari o non qualificate, che secondo il CRESME rappresenta il 60 per cento del valore della produzione di tutto il settore, è un impegno che vale l´impresa.

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    Commenti

    1. Mario dice:

      Secondo me il problema numero uno dell’edilizia è la burocrazia, infatti prima di ritirare un permesso di costruire o qualsiasi altro documento in italia devi aspettare mesi se non addirittura anni, a questo si aggiunge una politica economica malsana e una tassazione insostenibile, se vogliamo vincere nel mercato dobbiamo innovare, per esempio su internet ho trovato un sito molto utile per trovare lavori si chiama http://www.edilnet.it/ innovazione e intolleranza verso la buracrizia = successo

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