• IVA su spese di vitto e alloggio senza fattura: deducibile, anche ai fini IRAP

    IVA su spese di vitto e alloggio senza fattura: deducibile, anche ai fini IRAPCon la Circolare n. 25/E del 19 maggio 2010, rubricato “Chiarimenti in merito alla deducibilità  ai fini delle imposte dirette e ai fini IRAP dell´IVA non detratta relativa a prestazioni alberghiere e a somministrazione di alimenti e bevande“, l’Agenzia delle Entrate affronta il trattamento fiscale dell’IVA relativa alle spese sostenute per vitto e alloggio, mutando radicalmente il precedente orientamento interpretativo.

    Secondo l’ultima Circolare in materia, infatti, l’IVA sulle prestazioni alberghiere e di ristorazione, non detratta per mancata fattura, rappresenta un onere accessorio del costo principale e, pertanto, può essere dedotta dal reddito di impresa o di attività  professionale.

    L´Agenzia delle Entrate riassume brevemente l´evoluzione normativa sull´argomento, a partire dal Decreto Legge n. 112 del 25 giugno 2008, con il quale è stata eliminata la previsione della indetraibilità  oggettiva dell´IVA sulle prestazioni alberghiere e di somministrazione di alimenti e bevande, a partire dal primo settembre 2008.

    A partire da quella data l´IVA su tali servizi diviene detraibile nella misura in cui gli stessi risultino inerenti all´attività  esercitata e siano documentati dalla relativa fattura, che deve, quindi, essere richiesta non oltre il momento di effettuazione dell´operazione, in quanto tali prestazioni rientrano nell´ambito di quelle per le quali l´emissione della fattura è obbligatoria solo in caso di richiesta da parte del cliente.

    In precedenza, l´Agenzia delle Entrate aveva sostenuto che l´IVA non detratta, per la mancata richiesta di fattura, dovuta a una valutazione discrezionale del contribuente, non potesse costituire un costo inerente e, quindi, deducibile sia dal reddito, sia dalla base imponibile a fini IRAP.
    Tuttavia, l´attuale circolare prosegue indicando un´eccezione al suddetto principio, nel caso in cui “la scelta di non richiedere la fattura per prestazioni alberghiere e di ristorazione si basi su valutazioni di convenienza economico-gestionale” del contribuente.

    Il contribuente, infatti, può scegliere di non richiedere la fattura per le suddette prestazioni e, quindi, di non detrarre l´IVA relativa, nel caso in cui i costi da sostenere per gli adempimenti IVA connessi a tali fatture siano maggiori del vantaggio economico costituito dall´importo dell´IVA detraibile.

    In tale ipotesi, poiché la scelta del contribuente viene interpretata come la soluzione economicamente più vantaggiosa, secondo l´Agenzia delle Entrate si può riconoscere “all´IVA non detratta per mancanza della fattura la natura di ‘costo inerente´ all´attività  esercitata e, pertanto, la deducibilità  ai fini delle imposte sui redditi“.

    Se non arrivano, infine, la Circolare chiarisce che negli stessi termini sopra indicati, l´IVA non detratta relativa alle prestazioni di vitto e alloggio assume rilevanza fiscale anche ai fini IRAP, “a condizione che l´onere risulti iscritto tra i costi che concorrono a determinare il valore della produzione netta” da assoggettare all´IRAP.

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