• Nuovi modelli organizzativi per preservare l’occupazione

    organizzazione.jpgIn un periodo di fallimenti e disoccupazione, colpisce la notizia dell’accordo tra McDonald´s e sindacati, per preservare il posto di lavoro di 95 dipendenti, dopo il mancato rinnovo del contratto di affitto del ristorante da parte del Comune di Milano.

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    Il prossimo affittuario sarà  Prada (vincitore della gara), ma nel frattempo la multinazionale americana avrebbe dovuto affrontare il licenziamento dei suoi addetti. Per un volta, invece, le cose sono andate diversamente a riprova che l´adozione di modelli organizzativi volti alla tutela dell’occupazione possono fare la differenza.

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    L’accordo con Filcams-CGIL, Fisascat-CISL e Uiltucs-Uil permetterà  di ricollocare i dipendenti nei ristoranti della zona in funzione dei profili orari settimanali, mentre i dipendenti con 40 ore settimanali sperimenteranno l´orario spezzato su 6 giorni la settimana a fronte di una contropartita economica anch´essa oggetto dell´accordo.
    I dipendenti con un orario parziale superiore o pari a 30 ore settimanali potranno trasformare, su base volontaria, il proprio contratto di lavoro da tempo parziale a tempo pieno con orario spezzato.

    La sperimentazione di queste forme di flessibilità  avrà  durata fino al 30 aprile 2013 e sarà  quindi soggetta a una verifica da entrambe le parti.

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    In pratica oltre ad evitare il licenziamento dei lavoratori l’azienda ha puntato ad aumentare la produttività  degli altri ristoranti dell´area Milanese per bilanciare la perdita di una sede così centrale.

    Certo, le PMI non è detto che abbiano la forza economica per reinvestire, ma deve far riflettere la scelta di valutare soluzioni alternative a quella classica: in caso di crisi si taglia il personale. Questo dictat, che comporta immediato riequilibrio di conti ma anche impoverimento produttivo e competitivo dell’azienda – a lungo andare ne può determinare la chiusura.

    Ove possibile, le persone – asset aziendale strategico – vanno dunque curate e mantenute al massimo dell’efficienza e non considerate una voce di costo, optando per modelli organizzativi alternativi e reinterpretando le esigenze dell’impresa favorendo la flessibilità  e l’occupazione per tutti.

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