In veste di Marketing Manager, mi confronto quasi quotidianamente con aziende i cui siti web avrebbero bisogno di una “ritoccatina”, a volte anche qualcosa di più.
E, a questo proposito, i clienti mi domandano spesso: ogni quanto andrebbe “rifatto” il mio sito?
Giriamo la questione in altri termini: ogni quanto diamo una “rinfrescata al nostro look” per sentirci in ordine, sufficientemente in linea con le tendenze del momento e apparire più piacevoli?
Oppure: cosa pensate di un manager che si presenta sempre con lo stesso vestito, la stessa cravatta, lo stesso paio di scarpe?
Lo stesso vale per la nostra immagine aziendale sul web. Forse ancora di più.
Il sito web che un’azienda commissiona ad un’agenzia, al proprio reparto IT o a un consulente è una creatura che dovrebbe entrare “in famiglia” e che, come tale, ha bisogno di attenzioni, cure e continuità nel rapporto.
Questo è il lato romantico della faccenda. Ovviamente ne esiste uno molto più tecnico e concreto.
Il sito web come tutta l’immagine coordinata e gli strumenti di comunicazione dell’azienda sono parte di una rete di componenti che devono trasmettere messaggi attraverso canali sensoriali, precipuamente quello visivo, emozionale e, se è possibile, anche auditivo.
Indipendentemente da quella che può essere o meno la vostra attività, se il vostro sito web fosse una rivista non sarebbe concepibile dare in mano la stessa copia a clienti, fornitori, banche e investitori per anni e anni. Va da sé che il sito web va ripensato relativamente di frequente.
Sono essenzialmente tre le direzioni che ci interessano per programmare il restyling del sito:
1) Look and feel: il modo in cui appare visivamente. Pur mantenendosi coordinato agli altri elementi della comunicazione aziendale va pensato sempre con un pizzico di pepe in più ogni volta.
2) Contenuti: lo abbiamo detto tante volte ma non lo si ripete mai abbastanza. I contenuti devono essere sempre freschi, nuovi e facilmente aggiornabili. Se state progettando di rivedere il vostro web site valutate soluzioni di cms fatte anche su misura. Spenderete poco di più inizialmente ma vi ripagherà sulla distanza.
3) Tecnologie: progrediscono continuamente (anche troppo potrebbe dire qualcuno). Siamo nell’era 2.0 (ne avete sentito parlare?). Cercate di sfruttare intelligentemente le novità inserendo filmati a download progressivo, date l’opportunità ai vostri clienti/utenti di dialogare con voi attraverso un blog, studiate cataloghi interattivi con configuratori prodotto. Insomma, usate ciò che il web stesso mette a disposizione.
Sfruttare intelligentemente non vuol dire riempire le vostre pagine di ogni genere di gadget tecnologici per emulare l’iPhone.
Lo so, lo so… il vostro cliente ha chiesto solo una ritoccatina, non vuole spendere troppo… E’ un lavoro sporco, ma qualcuno lo deve pur saper fare.
Se non lo fate voi, lo faranno comunque i vostri concorrenti dopo aver letto questo post!

Commenti
Caro Massimo,
quello che dice è verò. Secondo lei è possibile, come startegia di marketing, offrire dei “pacchetti restyling” da 1 a tre anni?
di Fabrizio Scatena - 28 Agosto 2008 alle ore 09:51
Stimolante davvero, ma in modo volutamente provocatorio dico che esiste una seconda via, più impegnativa, ma altrettanto interessante. Mi spiego utilizzando un paragone: ci sono modelli di automobili che sono dei classici senza tempo e altri che nessuno ricorda più. Credo che anche nel web si possa puntare a qualcosa di simile. In fondo le regole del buon comunicatore sono sempre quelle: chiarezza, semplicità, essenzialità ….. anche se condivido che fare ricorso ad un buon lifting può far bene all’immagine.
Antonio
di Antonio Pignatiello - 28 Agosto 2008 alle ore 19:55
Caro Stefano, la fidelizzazione del cliente passa sempre per pacchetti a medio e lungo termine. Quindi direi che la sua proposta è assolutamente sensata e auspicabile.
Spesso i clienti medio piccoli si spaventano all’idea di dover affrontare di nuovo un cambiamento già l’anno successivo per cui bisogna essere in grado di fargli comprendere totalmente il panorama e le sue continue evoluzioni. Questo lo si ottiene facendo in modo che il sito web non sia un essere statico e ingessato che viene dimenticato sulla rete in attesa che produca qualcosa pre conto suo. Deve diventare parte della vita quotidiana dell’azienda e dei suoi strumenti di marketing attivo.
di Massimo Furia - 29 Agosto 2008 alle ore 08:47
@Antonio
La via che suggerisci è interessante ma credo che, un po’ come il paragone delle automobili, riguardi delle nicchie ben specifiche.
Nonostante questo devo anche dirti che, sebbene la comunicazione “senza tempo” temo sia un’utopia nel mondo reale, penso anche che si possano creare delle soluzioni capaci di diventare dei “classici”.
Tutto sta a capire quello che serve al nostro cliente.
di Massimo Furia - 29 Agosto 2008 alle ore 10:30
Altrettanto importante e fare capire al committente che il sito è uno strumento di marketing, e come tale ha bisogno di manutenzione e implementazione.
Ma a livello più generale si dovrebbe far passare la “cultura del marketing” come parte integrante delle attività economiche e sociali.
di fabrizio scatena - 29 Agosto 2008 alle ore 14:18
Beh, sono un pò sorpreso dalla risposta. Il modernismo a tutti costi mi pare che abbia portato a risulati discutibili. Quanti di noi, dotati di protesi a forma di palmare utlizzano a pieno i servizi che queste meraviglie della tecnologia possono offrire? Ci sono regole che sono dei classici, da questo punto di vista, ricordo gli ottimi e divertenti articoli e libri di Beppe Severgnini.
Condivido a pieno che al cliente dobbiamo dare valore aggiunto, può essere un sito semplicemnte più bello, nuovo … mi piace pensare che sia prima di tutto utile.
Antonio
di Antonio Pignatiello - 30 Agosto 2008 alle ore 12:10
@Antonio
Mi sembra che stiamo dicendo la stessa cosa. Un classico esempio di comunicazione non ben riuscita.
Ti cito quanto scritto nel post “Sfruttare intelligentemente [la tecnologia] non vuol dire riempire le vostre pagine di ogni genere di gadget tecnologici per emulare l’iPhone.”
Vuol dire fare le cose conle giuste soluzioni (magari quelle più avanzate) mantenendo sempre il focus sulla fruibilità.
di Massimo Furia - 31 Agosto 2008 alle ore 19:32
Grazie, esaustiva e convincente la tua risposta.
di Antonio Pignatiello - 31 Agosto 2008 alle ore 21:50
Buongiorno, per il sito della ditta di mia moglie si stanno proprio chiedendo ora dei preventivi ad aziende di un pò di tutta Italia. Con che criterio dovremmo poi scegliere quello “migliore”? Solamente in base al prezzo? Grazie
di Enrico P. - 22 Ottobre 2008 alle ore 12:14
Carissimo Enrico P, direi che il prezzo forse dovrebbe essere una delle ultime discriminanti. E’ vero che il budget è importante e che non si può prescindere dalle proprie disponibilità ma le valutazioni vanno fatte innanzitutto in base a dei criteri funzionali.
Mi spiego: che cosa deve fare per la mia azienda il mio sito? Che tipo di strumento voglio che sia per il mio business? Deve essere un sito di vendita, di sola comunicazione, di servizi, di aggregazione o di cosa?
Diciamo che un preventivo serio dovrebbe tenere conto di molti fattori e che la vostra decisione non sarebbe corretta se si basasse solo sul prezzo.
Scegliete l’obbiettivo che volete ottenere con il sito e trovate il partner giusto con l’offerta migliore.
di Massimo Furia - 22 Ottobre 2008 alle ore 18:27
Bene, speriamo di valutare al meglio. Ancora una cosa, esistono siti o comunque riferimenti per trovare aziende serie che costruiscono siti? Noi abbiamo cercato in rete una decina di aziende (ahimè sparse per l’Italia e quindi speriamo non sia complicato lavorare a distanza) e ci siamo basati su tre fattori non essendo dei tecnici: estetica e cura del “loro sito” - presentazione azienda - portfoglio clienti (siamo andati a visitare i loro lavori). Il primo preventivo è arrivato di quasi diecimila euro, capirà che è meglio andare sul sicuro prima di scegliere.
di Enrico P. - 22 Ottobre 2008 alle ore 18:44
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