• Sgravio IRAP ma aumento aliquota: quali benefici per le imprese?

    Matteo RenziIl beneficio derivante dallo sgravio IRAP introdotto dal Ddl Stabilità 2015 rischia di essere vanificato dall’aumento dell’aliquota, più pesante già da quest’anno mentre invece i risparmi per le imprese con elevata incidenza del costo dei dipendenti a tempo indeterminato si avranno solo dal prossimo anno. Siamo alle solite: la norma è retroattiva quando si tratta di aumentare le tasse mentre non lo è quando si introducono agevolazioni.

    => Legge di Stabilità 2015: le novità IRAP, IRPEF e IVA

    E’ durata poco la festa per le imprese, deluse ancora una volta da un finto taglio IRAP. Già, finto. Perché i benefici promessi da Renzi alle imprese dal 2015 sarà neutralizzato dall’incremento dal 2014 delle aliquote.

    Infatti, se è vero che da un lato diventa integrale la deduzione del costo del lavoro per i dipendenti assunti a tempo indeterminato (ma solo per tre anni) è anche vero che l’aliquota IRAP sale al 3,9% rispetto all’attuale 3,5% (per sempre). Con l’aggravante che, mentre la deduzione sarà applicata a partire dal prossimo anno, l’aumento dell’aliquota si registra già dal 2014. Risultato: le imprese pagheranno di più. Con buona pace di chi aveva veramente creduto alle parole del premier.

    Senza contare, poi, che mentre l’aumento è generalizzato, lo sconto spetterà solo a chi impiega lavoratori a tempo indeterminato. Ciò vuol dire che subiranno un aggravio IRAP quelle imprese che hanno stipulato prevalentemente contratti a termine o parasubordinati ovvero quelle imprese che riescono a conseguire ampi margini pur avendo un basso impiego di manodopera.

    Fatte queste premesse sorge una domanda: se il governo ha realmente abbassato l’IRAP, quali sono i benefici per le imprese?

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    Commenti

    1. Renato dice:

      Questo premier è nato nel paese di Pinocchio

    2. TCA-Tax & Corporate Advisers dice:

      L’aliquota ordinaria Irap (per le imprese commerciali) è pari al 3,9% già da diversi anni. Il D.L. n.66/14, nel prefiggersi una riduzione media del 10% di tutte le aliquote ordinarie Irap, aveva previsto dunque una riduzione dal 3,9% al 3,5% relativamente all’aliquota per le imprese commerciali, stabilendo che, ai soli fini della determinazione dell’acconto per l’anno d’imposta in corso (i.e. il 2014), l’aliquota da utilizzare poteva essere quella del 3,75%. Il menzionato D.L. tuttavia non conteneva misure relative all’aummento della “componente del costo lavoro” che poteva essere dedotta dalla base imponibile dell’Irap. In tale prospettiva dunque, la riduazione dal 3,9% al 3,5% sortiva comunque il suo effetto positivo in termini di “sgravio”, seppur contenuto. Nel DDL di Stabilità 2015 invece, ci si è prefessi di metter mano alla menzionata “componente del costo del lavoro” la quale dovrebbe ora divenire integralmente deducibile (nel testo attualmente in vigore dell’Irap infatti, la deducibilità della detta componenente non è integrale) ma – di contro – è stata rivista la programmata riduzione recata dal citato D.L. n.66/14, di fatto inibendola. Morale: l’aliquota ordinaria Irap (imprese commerciali) continua a rimanere pari al 3,9% (e, ripetiamo, tale è già da diversi anni) ma – di contro – ai fini delle determinazione della base imponibile del tributo è prevista l’integrale deduzione della “coponente del costo del lavoro”. Attese tali previsioni, si ritiene che l’effetto positivo – in termini di “sgravio” Irap – che le imprese verranno a beneficiare, risulterà di gran lunga superiore a quello che si sarebbe venuto a determiare, disponendo la sola riduzione dell’alqiuota dal 3,9% al 3,5%.

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