• Fuga in Svizzera: tappa obbligata per PMI?

    La fuga di piccole e medie imprese italiane in Svizzera ha fatto scattare l´allarme. Gli incentivi studiati per convincere le nostre aziende a trasferirsi oltre frontiera hanno superato le previsioni: tra aziende di servizi e manifatturiere, sono arrivate quasi 180 adesioni all´iniziativa “Benvenuta impresa nella città  di Chiasso“.

    La spinta alla delocalizzazione.

    Centinaia di aziende si sono trasferite negli ultimi dieci anni in Canton Ticino per motivi di sopravvivenza. Meno lacci burocratici, una legislazione più stabile e variazioni dei tassi d´imposizione fiscale molto più limitate e prevedibili, permettono alle imprese di pianificare strategie di lungo periodo.
    Si trasferiscono in Svizzera anche start-up, che investono risorse in ricerca e innovazione tecnologica, perché costrette dal nostro fisco a pagare anche quando il bilancio è in passivo, con il rischio di non potersi sviluppare. La Svizzera ha infatti investito trecento milioni di franchi con utilizzo a tre mesi, nella fase più acuta della crisi, per incentivare le start up del comparto tecnologico, puntando sull´innovazione.

    I difetti del sistema Italia

    La conferma che numerosi imprenditori si sobbarcano la fatica di trasferirsi, pur di realizzare progetti troppo ostacolati in Italia, arriva anche da un´inchiesta del Sole 24 Ore che punta il dito sul fisco opprimente e sul sistema italiano sempre meno competitivo.
    A quanto pare, le politiche restrittive del governo Monti hanno accelerato le migrazioni e tra Chiasso e Lugano fioriscono attività  commerciali e manifatturiere italiane che spaziano dal tessile, al meccanico fino al ramo energia, coinvolgendo anche il settore meccanico, farmaceutico e chimico.

    Il successo della strategia elvetica

    Il Canton Ticino negozia agevolazioni fiscali, purché le nostre aziende non siano in concorrenza con quelle locali, assumano anche cittadini elvetici e valorizzino aree depresse, pronte ad accogliere nuovi insediamenti produttivi. E i risultati di questa strategia si vedono: secondo Confindustria Lombardia, si sono bruciati duemila posti di lavoro nella regione in un anno e mezzo e altrettanti ne sono stati creati nello stesso periodo proprio nel cantone elvetico.

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    Commenti

    1. Renato dice:

      Si poteva avere qualche dubbio? Questo creerà  maggiori problemi ed altra disoccupazione. Grazie Monti e grazie Letta. Bisogna essere professori per distruggere un paese.

    2. pietro dice:

      ma è possibile che non si riesca a capire quanto sia grave la pressione fiscale sulle aziende? sono inutili le agevolazioni che stanno mettendo in essere sulle assunzioni perchè, a fronte di pochi spiccioli, dopo (quando il contratto diventa a tempo indeterminato), i costi annullano il beneficio sino ad arrivare a strrozzarci.
      ma forse sbaglio: non gliene frega a nessuno di diminuire la pressione fiscale…………

    3. Renato dice:

      Sembra essere chiaro che è Letta il fautore dell’ aumento dell’ IVA. Fortemente voluto dalla sinistra si poteva evitare con un decreto, ma non è stato fatto. Italiani guardatevi dalla sinistra. Personalmente credo che Berusconi abbia ragione a bloccare il governo, non ci devono essere leggi Severino in contrasto con la Costituzione a questo punto viengono meno 100 anni e più di storia dell’ Italia. Se le leggi sono retroattive, in contrasto con la Costituzione allora siamo arrivati al caffè. Per silurare Berusconi la sinistra sta distruggendo il paese. Si mettano d’accordo come si suole a veri governati, prima che si trasformi in una ecatombe. E’ ora che guardiate come è ridotto il paese, e non battere i piedi come i bambini che fanno i capricci,fra poco cominceranno le rivolte perchè voi che avete la pancia piena ve ne strafregate del popolo. In questo scenario le aziende scappano per sopravvivere ed hanno ragione. Troppe tasse , troppe spese. Si continua a mantenere buchi clientelistici di enti inutili facendo pagare al popolo, è ora di finirla, siamo ridotti alla fame.Il decreto Fare se lo possono attaccare in quel posto,, fa solo da ridere.

    4. Domenico dice:

      Di sicuro la pressione fiscale svizzera è inferiore a quella italiana, sia a livello societario che per le persone fisiche.

      Attenzione però a chi intende delocalizzare la propria attività . Non sempre è possibile o facile come viene raccontato.

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