• Sito aziendale efficace? Ecco le resistenze da superare

    worl-wide-web.jpgLe Piccole e Medie Imprese possono contare su valide tecnologie informatiche e telematiche per promuovere e pubblicizzare la propria attività . Un sito o un portale in Internet ben strutturati sono il miglior biglietto da visita che un dirigente può mostrare all’esterno traendo profitto dal ritorno d’immagine e dalla loro grande flessibilità  d’impiego.

    Le pagine web che contengono le informazioni dell’azienda non possono essere più soltanto una fotocopia ingrigita e sterile del proprio stabilimento. Piuttosto, è richiesto sempre di più che gli utenti e potenziali clienti trovino in esse giovamento per la fruizione di sistemi interattivi, che permettono una comunicazione pressoché immediata ed esauriente con tutti gli attori impegnati a collaborare con il dirigente.

    A tale proposito, come ormai ben noto, è lecito auspicare che ogni progetto web si doti di chat, forum, faq, opzioni multimediali, blog, feed e quant’altro sia utile per distinguersi e agevolare con sistematicità  una navigazione interessante.

    Eppure, esistono aziende con grandi potenzialità  che accolgono ancora con resistenza l’utilizzo quantomeno funzionale della Rete, come ausilio del proprio marketing e valorizzazione del brand.

    Mi è capitato di conoscere fior di aziende che, pur essendo leader nel proprio settore e aver esteso le attività  verso Paesi oltreoceano, hanno investito poco e male nell´ambito delle tecnologie dell´informazione.
    Quando ho aperto le loro pagine web, di fattoè come se avessi consultato il primo sito di un webmaster improvvisato. Questa tipologia di siti punta all’essenziale: un logo, link mal funzionanti, nessuna eleganza e simmetria grafica, scarsi riferimenti per favorire i contatti.
    Un aspetto positivo – per così dire – di questa faccenda è che un sito ben attrezzato può oggi essere uno dei differenziali competitivi delle aziende più piccole, non fosse altro perché, come è stato già  affrontato in altra occasione, offre opportunità  “business to business” e “business to consumer“.

    Un fattore che limita l’adeguamento degli imprenditori alle funzionalità  strutturali di Internet è come al solito l’abitudine culturale di accentrare eccessivamente i poteri, che significa impedirsi un avanzamento intelligente e distinguersi realmente.

    Tra essi, ho conosciuto due validissime personalità  che hanno in prima persona ideato dei brevetti industriali vincenti ma hanno investito pochissimo sulla loro adeguata presenza nella rete globale. Mi hanno mostrato con orgoglio i loro siti “fai da te” con stile alquanto scolare, e hanno lamentato più o meno la medesima disgrazia: altre aziende internazionali riescono ad imitare alla meno peggio il loro business ma non solo, hanno perfino copiato indebitamente delle immagini presenti nel sito, violandone il diritto di proprietà !

    Non è più giustificabile il timore di valutare le soluzioni migliori per creare un’architettura Internet creativa e ricca, né la pigrizia di reagire a eventi sfavorevoli e – non di meno, per carità  – avvilenti.

    Nel primo caso ritengo che ogni imprenditore possa valutare adeguatamente le diverse soluzioni esistenti per realizzare dei siti all’avanguardia affidandosi in outsourcing a esperti, oppure permettendo a molti giovani volenterosi di gestire in modo continuativo il lavoro all’interno. Il tutto, senza investire risorse eccessive se l’azienda è a budget ridotto: le professionalità  e competenze sul mercato lo consentono.

    Nel secondo caso, invece, quando si verificano violazioni dei diritti d’autore – ma anche nel caso in cui le proprie soluzioni non producano i risultati attesi – bisogna ricorrere a buone idee per sminuire la concorrenza sleale e sforzarsi di essere più veloci degli altri. Come? Puntando all’innovazione.

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    Commenti

    1. stefano dice:

      “A tale proposito, come ormai ben noto, è lecito auspicare che ogni progetto web si doti di chat, forum, faq, opzioni multimediali, blog, feed…”

      Non condivido fino in fondo. Avere (ad esempio) un blog è cosa abbastanza impegnativa. Se lo faccio perchè tutti lo fanno non avrà  successo e probabilmente avrei fatto una figura migliore non facendolo per nulla. Se devo fare un sito palesemente anacronistico (per grafica e servizi), meglio non farlo!

      Ovviamente sono solo opinioni personali

    2. Mario Massarotti dice:

      Gentile Stefano,

      innanzitutto La ringrazio per il commento. Il sito ideale non esiste, anche perchè ogni azienda ha esigenze proprie e tratti distintivi che richiedono una progettazione di lungo periodo solo per abbozzarne un’idea. In ogni caso le opzioni elencate risultano utili solo in quanto entrano a far parte della cultura dell’organizzazione, nella quale figure di diverso genere sono chiamate ad occuparsene. Però guardi, non scommetterei che “tutti” fanno uso (per esempio) di un blog. Provi a curiosare in alcuni siti di aziende di prestigio della Sua regione e poi ne tragga un’idea su attrazione e interesse, fermo restando che blog e altri servizi siano ipotesi neppure note.

    3. Gent.mo Mario,
      ho letto con interesse questo tuo articolo che, purtroppo, fotografa in poche righe quella che è una situazione tutta italiana!
      Io risiedo a Foggia dove ho fondato una società  che opera nell’ambito del Web e della comunicazione integrata… qui l’approccio alle nuove tecnologie praticamente non esiste.

      Opero dal 1998 in questo campo e, seppur devo dire che rispetto a 10 anni fa c’è, come ben sappiamo, molta più informazione tra gli utenti, qui continuano ad esistere disinteresse e mancanza di fiducia nei mezzi multimediali.

      Con la mia società , nata a marzo di quest’anno, mi sto approcciando alle aziende in maniera diversa rispetto ai miei competitor (abituati a lavorare come squali che braccano una preda, senza fornire valore aggiunto alle aziende): sto proponendo molto soluzioni open source professionali ed a costi contenuti, e devo dire che in un territorio dove alle parole “investimento intelligente” si preferiscono quelle di “costo inutile”, sto iniziando ad ottenere buoni risultati.

      Con l’open source, proprio per venire alle tue parole, è possibile fornire alle aziende siti/portali con ottima resa grafica, completi di una varietà  di funzioni (sondaggi, newsletter, gestione news, aree riservate, forum, etc…) ma tutto a costi contenutissimi.

      Insomma… in qualsiasi parte d’Italia, personalmente credo che non solo sia necessario “educare” gli imprenditori, ma sia anche importante saper individuare l’approccio che questi hanno nei confronti delle nuove tecnologie (paura del nuovo, ignoranza, disinteresse… tutti fattori legati strettamente al contesto socio-culturale ed economico del territorio d’appartenenza).

    4. stefano dice:

      “…quanto entrano a far parte della cultura dell´organizzazione…”

      si gioca tutto qui…

      “…non scommetterei che “tutti” fanno uso (per esempio) di un blog…”

      Sicuramente pochi fanno uso di blog (nessuno nella mia regione?!)… Intendevo creare blog per “moda”, siti che poi restano aggiornati a mesi addietro con notizie di dubbia valenza (magari perchè si conosce anche poco il linguaggio dei blogger…)

    5. Mario Massarotti dice:

      Caro Marco, grazie per la visita,

      l’open source, con riferimento alle soluzioni da te offerte, sarà  sicuramente uno dei prossimi argomenti che intendo sviluppare. Quanto al valore aggiunto che offri alle aziende sono contento che ottieni i risultati che meriti che dipende sicuramente anche dai pregi insiti nella tua persona.

      Un caro saluto e buon lavoro.

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