• Cessione di azienda: gli obblighi e le procedure

    commerciale.jpgUn´azienda è fatta di tanti elementi, che vanno dai beni materiali (mobili e immobili) a quelli meno tangibili, come la stessa gestione dei rapporti di lavoro con il personale e con la propria clientela (compresi i crediti e debiti).

    Nel momento in cui il titolare manifesta la volontà  di cedere la propria attività  imprenditoriale, deve fare i conti con tutti questi aspetti. Facciamo una rapida panoramica, quindi, di tutto ciò che occorre in questi casi, dal contratto di cessione di azienda agli obblighi contemplati.

    Ricordiamo che l´azienda sussiste in quanto tale dal momento stesso in cui viene costituita (anche se ancora non ha iniziato ad operare come organismo aziendale), anche se ha temporaneamente smesso di funzionare. In questi casi non c´è esercizio d´impresa, ma l´azienda esiste.

    Con il contratto di cessione di azienda viene trasferito l´intero complesso aziendale, ovvero tutti gli aspetti sopracitati, compresi debiti e crediti (se non diversamente concordato). In caso di subentro nei rapporti contrattuali in essere (art. 2558 e seguenti del c.c.), sarà  a carico del cedente l´onere di avvisare i creditori dell’azienda, e tutti coloro che hanno contratti con questa, dell’avvenuta cessione.

    Dovrà  anche consegnare all’acquirente tutti i documenti, libri contabili, fatture, libretti del personale dipendente (c.d. immissione in possesso dell’azienda).
    Il cedente dovrà  dichiarare il periodo di tempo in cui rimarrà  a disposizione, gratuitamente, per collaborare con il nuovo titolare per istruirlo sulla gestione tecnica e amministrativa dell’azienda ceduta. La durata di questo periodo va specificata nel contratto di cessione.

    Naturalmente, il contratto si intende scritto nero su bianco, come disposto dalla legge n. 310/1993 che ne prevede l´autenticazione delle firme.

    Ma entriamo nello specifico proprio del contratto di cessione d´azienda.
    Dopo le necessarie premesse (qui il fac-simile del contratto ) vi sono alcune opzioni da specificare.

    Prima fra tutte quella che indica se si vogliono escludere o no, dalla cessione, i crediti ed i debiti aziendali. Nel caso di esclusione, i debiti ed i crediti aziendali resteranno rispettivamente a favore ed a carico del cedente (art. 2560 c.c.).

    Può anche essere disposto il divieto di concorrenza da parte di chi vende l´azienda (art. 2557 c.c.), generalmente per un periodo di cinque anni. Si può prevedere inoltre il versamento di un acconto, il cui importo va specificato nel contratto di cessione, insieme alle modalità  per la corresponsione del saldo.

    Va comunque sempre indicato il prezzo complessivo della cessione specificando anche i singoli importi derivanti da beni mobili, immobili etc.
    Le spese della registrazione del contratto sono solitamente a carico di chi beneficia della cessione, o anche divise in parti uguali: l´opzione va comunque specificata nel contratto stesso.

    Segnalo infine che in caso di cessione dell´attività  imprenditoriale, il prezzo della transazione è frutto della libera contrattazione tra cedente e cessionario. L’Amministrazione finanziaria può rettificare la ripartizione contabile degli elementi che hanno contribuito alla definizione del corrispettivo.

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    Commenti

    1. stefano dice:

      “compresi debiti e crediti (se non diversamente concordato)”

      è davvero possibile comprare un’azienda commerciale (2195cc) e non accollarsi i debiti (e crediti) che ha?

      grazie

    2. Ciro Gentile dice:

      Sì, è possibile. E’ fondamentale, però, che ciò sia indicato nel contratto scritto di compra-vendita. Attenzione ai debiti che “emergono” dopo l’acquisto: far inserire una clausola di tutela.

      In alcuni casi può essere più “sicuro” e/o utile non acquistare l’impresa, ma un ramo (per esempio solo la parte commerciale).

    3. stefano dice:

      consiglio provvidenziale!
      Molte grazie

    4. giovanni Del Pizzo dice:

      quale risarcimento si può chiedere a quello
      che viola il patto di non concorrenza prima
      dei 5 anni previsti dal codice civile?

    5. stefano dice:

      prima mi preoccuperei di dimostrarlo…
      (a meno che non hai a che fare con uno sprovveduto)

    6. Ciro Gentile dice:

      E’ vero bisogna dimostrarlo….però dipende anche dal Patto sottoscritto. A scanso d’equivoci, il Patto di non concorrenza va stipulato sempre per iscritto. Occorre indicarne la natura, l’estensione territoriale e la durata. Nel Patto va indicata l’eventuale premio per non fare concorrenza ( non è obbligatorio) o la penale (è obbligatoria per facilitare l’ottenimento di un risarcimento)se viene fatta nonostante gli accoprdi diversi. Ci sono altre strade, ma un po’ più difficili da percorrere.

    7. antonio dice:

      Ma il patto di non concorrenza,nella cessione di un ramo di azienda, può essere derogato dalle parti? Mi spiego: cosi come posso stabilire che il cedente
      non pratichi concorrenza nei miei riguardi posso anche stabilire che una volta effettuato il trasferimento non sussisterà  alcun divieto nei suoi confronti???

    8. Ciro Gentile dice:

      Sì, posso! Ma è pleonastico perchè è il patto di non concorrenza che deve risultare per iscritto e redatto secondo una certa forma per essere attivo e non la possibilità  di farsi concorrenza, che è un diritto a cui, soggettivamente e pattiziamente, si può rinunciare.

    9. Lillo dice:

      Se i crediti del cedente derivano da un contratto per una prestazione ancora non terminata e che viene trasferito con la cessione, Il cedente ha diritto al credito maturato prima della cessione?

    10. Ciro Gentile dice:

      Per rispondere occorrebbe avere qualche precisazione sul contenuto dell’atto di cessione del contratto. In prima istanza direi, però , che il cedente, se ha ceduto senza se e senza ma il contratto, non ha diritto a rivendicare nulla.

    11. Lillo dice:

      Il contratto prevede l’esclusione dei crediti e dei debiti. Il credito del cedente deriva per una percentuale di lavori eseguiti prima della cessione. MA questa percentuale non è stata quantificata perchè ancora molto lontana dalla cifra per trasformare il credito in credito esigibile (SAL) nè è stato richiesto il pagamento dei lavori effettuati.

    12. Domenico dice:

      Salve volevo sapere, per quanto riguarda il contratto di locazione dei locali dell’azienda, facendo la cessione da un notaio, è automatico il passaggio del contratto all’acquirente, ed insieme ad esso la voltura di tutti i servizi (ENEL, Tel, Acqua ecc.) o bisogna farli individualmente
      grazie

    13. sergio dice:

      ed allora chi risponde tra cessionario e cedente dei debiti sorti dopo la cessione dell’azienda?

    14. Marco dice:

      Anche i finanziamenti ottenuti dall’azienda e non ancora saldati vengono ceduti in caso di cessione d’azienda?

    15. vanda dice:

      Buona Sera.Avendo ceduto l’azienda con patto di non concorrenza si può lavorare come dipendente in un paese che dista circa 3 km dall’attività  venduta (parrucchiere) ? Grazie

    16. Ciro Gentile dice:

      Per rispondere in maniera specifica a Vanda occorrerebbe leggere il “Patto di non concorrenza”. In linea generale considerando il tipo di attività  (artigianale ovvero essenzialmente legato alla persona che svolge l’attività ) e la localizzazione del negozio in altro paese, con incidenza concorrenziale “quasi” nulla, il rischio di contestazione esiste anche se blando. Suggerirei, se possibile, un incontro franco e cordiale con l’acquirente e, spiegando bene la situazione, ottenere una deroga scritta al Patto, proprio alla luce della scarsissima incidenza concorrenziale. E’ una via in salita, ma chiara: ogni rischio sarebbe eliminato sia con un sì sia con un no.

    17. maria dice:

      Salve. In caso di trasferimento, nei locali dove si svolgeva l’attività , altro soggetto può esercitare la stessa attività  dell’azienda precedente?

    18. Luca dice:

      Salve, è ammesso il divieto di concorrenza (al contrario) da parte di chi acquista l’azienda per una specifica attività  non prevalente fra le molte effettuate dall’azienda?
      Es. una estetista apre un secondo negozio specializzato in manicure e visto che la nuova attività  và  bene, vuole cedere la prima azienda, pattuendo che chi la compra non dovrà  svolgere l’attività  di manicure in concorrenza con l’altra attività  del cedente, e se sì, è possibile porre come garanzia parte dell’azienda ceduta?

    19. rossodisera dice:

      Scusate ma avrei una richiesta di info particolare, cioè: parliamo di scuola x infanzia privata paritaria, i soci che attualmente la amminitrano vogliono chiudere l’attività  con dimissioni già  stabilite al 31.08.10. Ora c’è l volonta di altre persone di un proseguo poichè questa piccola scuola è un bene di tutto il piccolo paese e si vorrebbe procedere ad un subentro. Sembra però che ci sia un ostacolo Insormontabile relativo ad un c/c bancario intestato alla scuola e garanti gli attuali soci. Questo c/c deve rimanere aperto a caua di vari finanziamenti e crediti in sospeso sino a ottobre 2011. Ma è davvero un ostacolo????? Aiutateci, grazie.
      ps: ci sarebbe ovviamente un nuovo statuto, nuovi soci, nuova amministrazione e P.I.

    20. Ciro Gentile dice:

      Bisogna capire cosa intendiate per “subentro”: se proseguire l’impresa con la stessa ragione sociale e con soci diversi oppure si continua l’attività  con ragione sociale nuova o diversa.

      Nel primo caso: i nuovi soci possono sostituire nelle garanzie i vecchi soci.
      Nel secondo caso: essendo l’impresa “diversa” da quella attuale, non ha alcun legame con il c/c e quindi non c’è alcun obbligo.

      Naturalmente bisognerebbe avere ulteriori elementi sulla natura e sui patti di “subentro”, per essere specifici. Auguri per la nuova iniziativa: investire in educazione è sempre un affare…anche se non sempre è in utile.

    21. Jessica77 dice:

      In caso di cessione d’azienda con pagamento rateale, in caso di mancato pagamento delle ultime rate e del saldo, una volta tentato in tutti i modi di ottenere il pagamento, è possibile risolvere il contratto e tornare in possesso dell’azienda? Come faccio a rientrare nei locali? Tempi e modi? Cosa devo fare per riavere la licenza in comune? Grazie a tutti quelli che mi aiuteranno

    22. FABRIZIO dice:

      BUONGIORNO IN CASO DI ACQUISTO DI UN RAMO D’AZIENDA DI1 DELLE 2 PIZERIE , L’ACQUIRENTE PUO’ REGISTRARE IL MARCHIO SE NON E’ REGISTRATO .

    23. vincenzo dice:

      UNA VOLTA RECISSO IL CONTRATTO DI FITTO D’AZIENDA ARTIGIANALE COME FACCIO A RIAVERE TUTI I PERMESSI AVENDOMI CANCELLATO ALLA CAMERA DI COMMERCIO?qual’è la prassi da seguire grazie

    24. Lucrezia dice:

      Ciao a tutti, ho ceduto una società  SAS nel 2008 con crediti e debiti e con relativo subentro della società  acquirente nei rapporti contrattuali in essere. Per quanto riguarda i debiti della ditta ceduta, io posso risultare ancora come cattivo pagatore??….aiutatemi!!sto richiedendo la delibera di un mutuo è ho paura che per questo motivo non me lo concedano….grazie

    25. roberto dice:

      salve a tutti, ho una piccola impresa con dieci dipendenti e sei di loro fanno parte della mia famiglia ora vista la crisi devo ridurre il personale mio malgrado ma visti icosti vorrei tenere con me i miei parenti (sapete hanno una produttivita molto più alta e capiscono le difficolta dell’azienda) chi mi sa dire se gli altri dipendenti possono farmi una causa sindacale .mi spiace ma altrimenti dovro’ chiudere l’azienda dopo decenni di duro lavoro
      grazie a chi mi potra’ aiutare

    26. anna27 dice:

      domanda: ho rilevato l’attività  2 anni fa, abbiamo fatto il contratto poi 1anno circa dopo i vecchi proprietari hanno aperto una nuova attività  simile alla mia a 1km di distanza, ora dopo 2 anni hanno chiuso quell’attività  e ne hanno aperta un’altra a 10 km. a hanno riacquistato gli stessi miei macchinari e fanno lo stesso nostro lavoro con la differenza che ora l’attività  è intestata al marito anziche alla moglie.
      Ho pagati fini all’ultimo centesimo il prezzo di cessione
      cosa posso fare?

    27. anna27 dice:

      Buongiorno,
      ho rilevato un’attività  2 anni fa circa,
      ho fatto un contratto e il notaio non ha specificato la clausola di non concorrenza.
      quando ho chiamato mi hanno risposto che non serviva perchè è una legge.
      ora mi trovo che i vecchi proprietari hanno aperto la mia stessa attività  a pochi km di distanza e mi fanno concorrenza e l’intestatario della ditta non è più la moglie ma il marito.
      cosa posso fare?
      ho pagato tutto il prezzo che mi hanno chiesto clienti compresi e ora in poco tempo si sono ripresi con l’inganno tutto.

    28. anna dice:

      Buonasera, lavoro come insegnante presso una piccola scuola dell’infanzia paritaria che fa parte di un istituto paritario. Il nostro rettore, revisore dei conti, aveva deciso di chiudere la nostra scuola e dopo mesi e mesi di alterne decisioni, disponibilità  e parole al vento, ha deciso di cederla come ramo d’azienda ad un altro istituto, affermando che se vogliamo assicurarci il lavoro lì dovevamo convincere tutte le famiglie a seguirci in questo trasferimento (ma il 95% delle famiglie ha detto no). Ha cercato di farsi rilasciare da noi delle dichiarazioni di non voler andarci (“aut, aut”). Ci stiamo guardando anche intorno in questa situazione incerta, ma non abbiamo informazioni che ci tutelino da brutte sorprese.
      A chi rivolgerci? Come comportarci? Grazie.

    29. deborah dice:

      Salve! ho bisogno di capire! I miei genitori hanno venduto la loro attività comm (negozio gest fam). l’attività è rimasta invenduta per 3 aa alla cifra calcolata dalla confesercenti del posto.
      Sopraggiunto tumore al papà ed incidente alla mamma è diventato per loro sempre più faticoso far fronte all’attività abbastanza pesante (75 lui,70 lei). Alla fine abbiamo avuto la fortuna di trovare un’acquirente ma ad un prezzo molto più basso. Hanno deciso di cedere comunque ed il prezzo dichiarato è stato effettivamente quello reale con tanto di testimoni. Ad oggi l’agenzia delle entrate pretende da noi le presunte imposte per loro “evase” da parte nostra. Ho letto una sentenza del Ctp di Milano 202/2010 che sancisce il prezzo stabilito in base al registro contabile non è più probatorio al fine di stabilire il prezzo di vendita. Ma il punto è: come cavolo è possibile fare valere i propri diritti? visto che hai doveri hanno adempiuto per ben oltre 40 aa di lavoro? Sapete aiutarmi?
      Grazie

    30. antonio dice:

      Salve, qualcuno è a conoscenza della legge che stabilisce il tempo di affiancamento in caso di cessione dell’attività? Grazie

    31. Gabriella dice:

      Buongiorno,mi potresta aiutare con questo quesito che mi è stato posto? Ua srl cede all’inizio del 2014 un ramo di azienda ad una srl costituenda valorizzando nell’atto una cifra molto alta per l’avviamento. Nel corso dell’esercizio la cessionaria realizza di aver cotrattato un importo troppo alto, può secondo voi ridurre l’importo del debito e quindi dell’avviamento, ovviamente con l’accordo del cedente? Fiscalmente si avrebbe una riduzione dell’avviamento? Per il cedente potrà essere ridotta la plusvalenza? Ringrazio anticipatamente chi voglia aiutarmi

    32. FRANCESCO dice:

      Buona sera
      Il 30 ottobre 2014 ho acquistato le quote di maggioranza di una S.A.S., di cui sono diventato amministratore.A tutt’ora, e nono stante i numerosi solleciti, non mi sono stati ancora consegnati i documenti contabili. Questo , praticamente , mi ha impedito di avviare l’attività, che deve essere autorizzata da provvedimento regionale. In che modo posso agire contro il
      vecchio amministratore che mi ha ceduto le quote societarie?
      Grazie

    33. maria dice:

      salve sono proprietaria di un bar le mura non sono mie da un anno ho dato il bar in gestione volturando le licenze ,se non volessi proseguire con il contratto diddicendo nei tempi di legge le licenze mi ritornano di diritto?C’e una normativa a riguardo grazie

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