• Uber promette di creare 50mila posti di lavoro

    uberUber, l’azienda statunitense divenuta famosa per il suo servizio di trasporto automobilistico gestito tramite app, chiede collaborazione ai governi europei promettendo di creare 50mila nuovi posti di lavoro.

    Dopo le contestazioni, le proteste e le minacce di divieto subite in diversi paesi, compresa l’Italia, i manager di Uber porgono il ramoscello d’ulivo toccando un tasto sensibile per i governanti europei : l’occupazione. I tassisti saranno convinti?

    => Mobile App: come imporsi sul mercato

    Uber, comunque, insiste nel sostenere che tecnologia e concorrenza portano più vantaggi che effetti negativi. L’azienda è un emblema dell’ascesa di piccole startup tech a proiezione globale, la cui affermazione è causa di conseguenze dirompenti sul mercato tradizionale. Si tratta di un modello, quello di Uber, inscritto nel più ampio movimento della cosiddetta sharing economy, che interessa vari settori e provoca scossoni di ampie proporzioni nell’attività economica. Qualcuno li accusa di fare concorrenza sleale evadendo tasse e approfittando di lacune normative. Altri, più favorevoli, ritengono che siamo davanti ad un processo che assicurerà grandi benefici.

    In ogni caso, l’amministratore delegato di Uber, Travis Kalanick, intervenendo ad un convegno in Germania ha dichiarato che, nei prossimi anni, in Europa è prevista un’espansione dell’azienda con 400 mila auto a disposizione dei clienti. Senza, però, fornire dettagli su come si arriverà a raggiungere i nuovi obiettivi di aumento dei veicoli e di posti di lavoro.

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    Commenti

    1. Dott. Marco dice:

      Se il disegno di Legge sulla libera concorrenza prevedesse che solo tassisti e NCC possano, senza limitazione alcuna, iscriversi a Uber avremmo risolto il problema.

      Taxi ed Ncc in base alla Legge (c.d.s. – L. 21 del 1992 – Norme comunali – Leggi fiscali – ecc.) sono sottoposti a rigorosi controlli che garantisco, sopratutto, il “cittadino utente” sia in relazione all’autista che al veicolo in servizio.

      Il reclutamento indiscriminato di Uber produce sia una perdita notevole della qualità del servizio ma, soprattutto, un serio pericolo di ordine pubblico in quanto nessuna indagine è svolta nei confronti delle persone che svolgono il servizio stesso.

      Esempio: un criminale che abbia la patente da tre anni ed abbia un’auto (non sono richiesti requisiti neppur minimi sullo stato della vettura) può svolgere il servizio con Uber … vi siete chiesti in questo caso i rischi che sta correndo l’Utente?

      Se si liberalizzasse l’adesione (vietando i vincoli imposti da cooperative, Comuni, ecc.) dei mezzi pubblici già esistenti al servizio offerto da Uber avremmo risolto tutti i problemi!

      Infatti, guardate cosa è successo in India: una cliente è stata violentata da un autista Uber.

      A seguito di ciò l’Uber pensa di installare un pulsante anti-stupro sulle auto … per difendersi dai propri autisti: assurdo!

      Le Leggi servono a regolamentare i servizi a favore dell’utenza, ecco perchè gli attuali “mezzi pubblici non di linea” (taxi e NCC) sono sottoposti a ferrei controlli e a strette limitazioni e solo loro devono e possono offrire un servizio già normato, controllato, sicuro, professionale, atto ad essere utilizzato dal cittadino.

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