• Business online, brevetti e licenze: tendenze e controtendenze

    Business online, brevetti e licenze: tendenze e controtendenzeCi sono cose a questo mondo che evolvono Altre, invece, sembrano cieche dinanzi allo scorrere inesorabile del tempo. Normalmente l´evoluzione ha una causa scatenante e si diffonde nel proprio ambito, tuttavia capita che la causa abbia impatti che prevaricano i normali confini di applicazione e producano cambiamenti più o meno rapidi in molteplici settori.

    In questo processo la cosa che più lascia perplessi è come lo stesso messaggio di mercato venga recepito in modo diverso nei diversi ambiti: in modo estremamente rapido, accettato obtorto collo o scivolato via seguendo il motto “ci penserò domani” tanto caro a Scarlett O´Hara ovvero aspettando che “la nottata passi”.

    Parlo di come l’innovazione tecnologica intervenga in modo pressante e diretto negli ambienti lavorativi: in questi primi giorni del 2009, basta leggere le stime annuale degli analisti. Ad esempio è coro unanime che quest’anno sarà  devastante per l’editoria e più specificatamente per chi pubblica quotidiani. Da anni l´informazione online ha iniziato ad erodere la mole di pubblico della carta stampata e se negli USA il numero di lettori è stato superato da coloro che si informano usando Internet, nel Vecchio Continente il sorpasso è previsto appunto per quest´anno.

    Questo si ripercuote, ma lentamente, nelle politiche editoriali e nel modo di proporre la notizia, nel modo di promuovere le proprie attività  editoriali affiancandole ad altri contenuti.
    E mentre è ormai alle porte anche il superamento dell´informazione online rispetto ai canali televisivi, si scatenano gli studi d´Oltre Oceano sugli strumenti tecnologici per acquisire in tempo reale l´informazione indipendentemente dal fornitore, ovvero gli RSS o aggregatori.

    Questa battaglia si unisce a quella nei confronti dell´utilizzo di link diretti alle news che invece vengono presentate come proprie e si pone in assoluta controtendenza rispetto alla necessità  di fornire il servizio, e su questo “fare margine“.

    C´è invece chi questo lo ha capito perfettamente, ed utilizza la Rete per scavalcare gabelle e gabellieri.
    Ne sono un esempio i NIN (Nine Inch Nails), che hanno deciso di rompere con le major discografiche ed hanno rilasciato il loro ultimo album GHOST I-IV attraverso la rete, consentendone il download anche in modalità  gratuita dando inoltre la possibilità  di ottenere differenti formati digitali e poi di poter acquistare diversi formati commerciali, dal vinile al blueray con prezzi che vanno da 5 a 300 euro.
    Il risultato è un introito che è stato calcolato in alcuni milioni di euro e senza sganciare un soldo al gabelliere di turno.

    Ma i NIN sono andati oltre: il loro album è stato rilasciato con licenza Creative Commons e quindi, a patto di mantenere alcuni aspetti che ne consentano di identificare la paternità  dell´opera, chiunque può manipolare la musica a proprio piacimento per ottenere nuove sonorità  e, perché no, nuovi prodotti.

    Sempre in ambito musicale, un altro esempio di album rilasciati secondo la licenza CC è Jamendo che ha recentemente raggiunto quota 10.000 album pubblicati (fonte Wikipedia).

    Non resta che evidenziare la controtendenza: lo sapevate che quando vi fate un panino potreste violare un brevetto depositato? Ebbene si! Esiste un brevetto denominato WO/2006/068865 METHOD AND APPARATUS FOR MAKING A SANDWICH su come si prepara un panino.
    Non vi dico a chi appartiene il brevetto, potete facilmente scoprirlo utilizzando il link e verificare se quando seguite determinati criteri per spalmare una salsa sulla fetta di pane state violando il copyright e siete quindi sanzionabili.

    Il brevetto, per assurdo che possa sembrare, è depositato presso il WIPO (World Intellectual Property Organization), un serissimo ente internazionale e non è dato sapere se chi lo ha redatto (completo di diagramma di flusso) o chi lo ha protocollato siano riusciti a trattenersi dal ridere. Sicuramente sta ridendo John Montagu, IV conte di Sandwich che, pare, lo inventò alla fine del 1700 per poter mangiare senza dover interrompere l´attività  in corso, anche se vengono indicati come inventori (nel 2004) i signori, Kathryn Proper, Henry Ewald e, Paul Simmons.

    Credo sia inevitabile tenere presente come si evolvono tecnologie, sistemi e modalità  di interfacciamento con la possibile clientela. Questo processo di innovazione si rivelerà  più o meno costoso in base ai cambiamenti che porterà  con se, ma l´alternativa è un´agonia che potrebbe essere lenta ma il cui esito è già  scritto.

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