• Gli interessi di mora sono deducibili

    Gli interessi di mora sono deducibiliAnche la giurisprudenza si è allineata all’orientamento secondo il quale gli interessi per il tardivo pagamento delle imposte non rappresentano un accessorio dell’imposta, ma rappresentano autonomi effetti di un rapporto tributario che trova fondamento in un fatto ben preciso: il ritardo nella riscossione dell’imposta.

    In particolare, la Cassazione (sent. n.12990 del 4 giugno 2007) ha affermato che gli interessi passivi trovano unica e specifica disciplina, ai fini delle imposte sui redditi, nell’ex art. 63 del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 e nel suo ambito applicativo vanno ricondotte anche le somme corrisposte dal contribuente a sensi del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, quali gli interessi di cui si discute per: tardiva riscossione su iscrizione a ruolo di imposte per accertamento di nuovi o maggiori imponibili; gli interessi per prolungata rateazione delle imposte iscritte a ruolo; gli interessi sul recupero di somme erroneamente rimborsate; gli interessi sui versamenti diretti omessi, ritardati o insufficienti su iscrizione a ruolo.

    Tale soluzione trova conforto nell’interpretazione sistematica del D.P.R. n. 917/1986 posto che l’ex art. 56, comma 3, prevede che gli interessi – anche se diversi da quelli riferiti ai redditi di capitale – concorrono a formare il reddito per l’ammontare maturato nell’esercizio di competenza e sarebbe incoerente ed ingiustificato che gli interessi attivi sui crediti di imposta che sono componenti positivi di reddito, come tali tassabili, non assurgessero a componenti negativi di reddito, come tali deducibili, quando dal medesimo contribuente sono pagati per identica causa giuridica.

    In pratica tale sentenza afferma la piena legittimità  della deduzione degli interessi relativi ad imposte non versate o versate in ritardo, perché:

    • gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo delle imposte a seguito di liquidazione operata dall’ufficio ex art. 20 del D.P.R. n. 602/1973 non sono equiparabili alle sanzioni, in quanto sono espressamente correlati alle imposte o maggiori imposte dovute in funzione compensativa del ritardo nell’esazione;
    • la loro deducibilità  non può quindi essere esclusa posto che la sua disciplina non pone alcun limite alla deducibilità  degli interessi passivi in funzione dell’evento cui gli stessi sono collegati o della natura dell’onere di cui sono accessori; la norma, infatti, indipendentemente dal rispetto del principio di inerenza, trovando gli interessi passivi unica e specifica disciplina nell’art. 63 che costituisce regola «speciale» rispetto alle disposizioni generali sui componenti del reddito d’impresa nel cui ambito applicativo vanno ricondotte anche le somme corrisposte ai sensi del D.P.R. n. 602/1973.

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