• Le mail di spam adesso ci insultano

    Non bastavano le mail di spam che con la promessa di farci vedere video compromettenti di cantanti famose ci portavano invece a scaricare l’ultimo malware in circolazione. Non bastavano neppure le lettere che promettevano rivoluzioni nella nostra vita attraverso la partecipazione a concorsi milionari.

    Adesso le ultime novità in fatto di spam, almeno nella grande fabbrica di mail spazzatura degli Stati Uniti, sono più rivolte all’offensiva, proprio nel senso più letterale del termine.

    MessageLabs, nota società che si occupa di effettuare studi e ricerche sui problemi di sicurezza informatica, ha reso noto che, secondo un’attenta analisi dei motivi psicologici che spingono a creare e mettere in circolazione una mail di spam e dei loro legami con le emozioni delle potenziali vittime, un’offesa contenuta nel testo di una mail può colpirci di più rispetto all’ultimo video poco morale di Christina Aguilera.

    Proprio così. Perché ormai, chi ha a che fare quotidianamente col fastidioso fenomeno dello spam, sa riconoscere facilmente il problema quando una mail parla di video porno, ma leggere su una mail che qualcuno ci sta prendendo per stupidi cattura maggiormente la nostra attenzione.

    Il fenomeno è in crescita esorbitante in America e per ora ha fatto un numero consistente di vittime. Nella maggior parte dei casi analizzati, però, il messaggio subliminale che doveva farci prestare maggiore attenzione al testo non viene sfruttato a sufficienza. Le mail di questo tipo studiate dalla società di sicurezza contengono un file allegato, di nome “video.exe”, che dovrebbe mettere in guardia gli utenti più esperti, dato che l’estensione.exe fa intendere che quello non è un video, ma un file eseguibile, il quale si collegherà a un sito contenente codice malevolo.

    Il malware, una volta scaricato, “prenderà in ostaggio” tutti gli indirizzi email contenuti nella rubrica dei nostri software di posta elettronica e li userà a nostra insaputa per inviare ulteriore spam, facendoci diventare una sorta di distributore automatico di mail spazzatura.

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