• Marketing 2.0: aggiornarsi per non soccombere!

    Buzz MarketingDell’importanza del web 2.0 nei contesti aziendali attuali abbiamo discusso – in questa stessa sede – diverse volte in passato.
    Inutile ripetere quanto l’informazione sui nuovi processi giochi un ruolo fondamentale nel mantenimento della propria realtà  aziendale.

    Sappiamo che rimanere esclusi dalle logiche attuali – non aggiornandosi e informandosi – rischia di compromettere non solo il presente ma anche, e soprattutto, il futuro della nostra azienda.

    Esistono interessanti e importanti ripercussioni del Web 2.0 in contesti di marketing aziendali che meritano di essere presi in seria considerazione da chiunque voglia conoscere i cambiamenti che stanno avvenendo nel mondo della rete.

    La pubblicità  effettuata attraverso semplici banner non è più così efficace come un tempo: nascono nuove strategie.

    Si parla di SEO (Search Engine Optimization) e SEM (Search Engine Marketing): dove le classifiche dei motori di ricerca divengono quasi più importanti dei titoli di borsa.

    Si parla di buzz marketing e viral marketing, contesti nei quali l’opinione singola dell’utente è in grado di cambiare l’idea che si ha di un prodotto.
    Il nuovo marketing si basa sul passaparola che si instaura in rete, sulla diffusione di video virali tramite Youtube, sui commenti dei blogger.

    Le inserzioni tradizionali cedono il passo a nuove forme di comunicazione.
    Si parla di “tassonomia” e di folksonomy, di classificazione dei contenuti attraverso sistemi di tagging (etichette), si parla di questo e molto altro.

    Pensare di poter rispondere alle nuove esigenze con vecchi sistemi è sicuramente errato e anche pericoloso, si rischia in questo modo di non riuscire a veder concretizzati i propri obiettivi e non riuscire ad ottenere i risultati che ci si prefiggono.

    Come fare dunque?

    Come abbiamo detto più volte in casi come questi, l’informazione gioca un ruolo fondamentale.
    Anche questa volta, rivolgersi a dei seri professionisti, laddove ce ne fosse la possibilità , resta sicuramente l’opzione più valida. Stando decisamente attenti a valutare quanto queste novità  si possano conciliare con le nostre politiche e le nostre finanza.

    L’ampliamento della propria conoscenza in materia, resta sicuramente un valido punto di partenza.

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    Commenti

    1. Noi abbiamo cominciato con il fare un sito che sfrutti tutti gli elementi (tutti? non esageriamo) del Web 2.0, a partire da un blog che si ripromette di fare informazione.
      La sfida è interessante ma ardua, per certi versi.

    2. Potrebbe essere interessante se condividessi la tua esperienza in maniera più precisa… Come avete proceduto? Cosa avete tenuto in considerazione a livello primario? Quali sono le difficoltà  che riscontrate o che che avete riscontrato?

      Se ne hai voglia, a mio parere potrebbe essere interessante discuterne.

      Buona giornata.

    3. Innanzitutto il management è stato disposto a fare un investimento nel marketing parallelo a quello del marketing tradizionale. Così si sono rivolti ad un architetto dei contenuti e ad una software house che con Drupal hanno creato il sito. Poi si sono rivolti a me che faccio un lavoro di SMO (http://en.wikipedia.org/wiki/Social_media_optimization) e di redazione dei contenuti.
      Questo vuol dire che attraverso il sito riusciamo a produrre dei contenuti che poi mettiamo a disposizione di tutti.
      Per far questo abbiamo inserito anche delle sezioni Wiki. Una di queste è il manuale del programma, e da questo punto di vista siamo abbastanza avanti, considerando che normalmente i manuali Wiki sono prerogativa dei software Open Source, e non dei software commerciali come il nostro.
      L’altro WiKi è più generico e si occupa di PMI.
      Poi c’è il forum che è uno strumento comunque classico.
      Abbiamo aperto un canale YouTube, ne abbiamo aperto uno su SlideShare e mettiamo lì i nostri contenuti, le demo, le presentazioni e così via.
      Poi abbiamo fatto un lavoro di socializzazione lato SNP (linkedin, viadeo, etc.).
      E su questa cosa avrei aneddoti da raccontare, ma mi sono, per ora, dilungato forse anche troppo.

    4. àˆ un lavoro senza dubbio molto molto interessante, immagino che l’impegno richiesto, sia in termini di risorse economiche che competenze sia stato non indifferente.
      Però si tratta sicuramente di un ottimo esempio che fa riferimento alla realtà  della quale abbiamo discusso nell’articolo e della quale discutiamo spesso.

      Un ottimo esempio di PMI 2.0…
      Davvero interessante anche l’integrazione con i social network professionali, si tratta veramente di un notevole passo avanti rispetto a molte altre realtà  che conosco.

      Grazie per il contributo.
      Buona giornata.

    5. come dicevo da questo punto di vista ho avuto delle esperienze divertenti dalle quali si capisce che siamo ancora indietro, nel nostro paese. Ho mandato qualche invito con uno di questi SN, e mi ha risposto uno che era nostro cliente dicendo: “io sono già  cliente, voi volete comprare qualcosa da noi? altrimenti perchè mi avete contattato” o qualcosa del genere. Questo per dire che l’idea di Social Network che non “vende” niente, ma che “interagisce” per creare relazioni è ancora scarsamente capito.

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