• Evoluzione tecnologica ed evoluzione dei giochi

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    Non sono esperto di giochi sul PC, ma da informatico ho avuto modo negli anni di assistere all’evoluzione della tecnologia rivolta, per non dire veicolata, proprio da questo target di appassionati.

    Dalla crescita della potenza delle schede video, all’evoluzione dell’audio 3:1, 5:1, 7:1, ai tips and trick per overclockare CPU e consigli su di quanto aumentare la RAM o modificare la risoluzione dello schermo.

    Ho avuto modo di assistere alle peripezie dell’eroe che si muove in uno di questi giochi: BioShock. Devo dire che trascorsi alcuni minuti mi sono sentito trasportato nel tempo indietro di 15 anni. Ebbene sì, nel 1995 mi è capitato di giocare a Doom e devo francamente constatare che non mi pare di aver visto sostanziali differenze.

    Sicuramente la grafica è migliore, gli effetti speciali più “speciali” e lo splatter decisamente molto più dettagliato e truculento, ma spontaneamente ho pensato “tutto qui?”. In questo sono stato confortato dal parere di uno dei giocatori che mi ha confermato che i due giochi non sono particolarmente differenti.

    Avevo avuto modo di assistere a giochi di corse automobilistiche, ed anche in questo caso non mi è parso di notare particolari innovazioni rispetto ai vari giochi dell’epoca. Da quanto ho letto vengono richieste competenze molto più spinte per calibrare le caratteristiche delle auto, ma poi la corsa è un fatto di riflessi più o meno automatici che consentono di far guizzare più o meno opportunamente le dita sui comandi.

    Non so, ma aver vissuto professionalmente questi anni vedendo passare i sistemi dai PC286 agli
    attuali modelli, la RAM da qualche mega a multipli dei giga, i dischi da poche decine di mega ai tera, mi aveva in qualche modo fatto immaginare un mondo del gioco decisamente più “avanti” (passatemi il termine anche se diventa difficile da tradurre). Ammetto di aver provato una certa nostalgia per i giochi che vengono raggruppati sotto la voce “ARCADE“: tetris ed il mitico “Space Invaders” (solo per citarne due tra i miei preferiti) dove li lasciamo.

    &201; un po’ come se la tecnologia avesse vinto sulla fantasia e, di conseguenza, si sia chinato il capo alle necessità  di mercato e si segua la falsa riga del film di successo del momento per sbolognare giochi che non hanno nulla di innovativo tra loro se non il personaggio/eroe e l’ambientazione gotica, moderna, fantascientifica, fantasy o tecnologica. Talvolta accade il contrario, come con “Il signore degli anelli” o il più recente “AVATAR” che dal film portano alla “nascita” del gioco. Ma il succo non cambia molto: si tratta sempre una trasposizione vincolata a leggi di mercato e che non porta con sé praticamente nulla di innovativo.

    Immagino che creare un gioco dal nulla sia un’impresa titanica, e sapere poi che verrà  imitato/copiato non appena raggiungerà  la soglia del successo deve essere frustrante; la sensazione che ho è una sorta di operazione di mercato, un po’ come quando si cambia il packaging senza modificare il prodotto o modificandone solo alcuni aspetti non fondamentali. Vedo riviste patinate che inneggiano a questo eroe o a quel personagigo, con grafica da far invidia alla marvel. Riviste che hanno sicuramente un costo non indifferente vista la qualità , ma vengono regalate nei negozi che trattano questi prodotti.

    Probabilmente, essendo costantemente a contatto della tecnologia e vedendo quali traguardi abbia raggiunto e quali innovazioni abbia prodotto, mi aspettavo che il mondo del gioco non ne sarebbe rimasto estraneo. Certo, alcuni esempi positivi ci sono ma, a parte l’aver sostituito i cavi che collegano la console di controlo con una connessione wireless anche la Wii non mi pare abbia sconvolto il panorama ludico esistente, pur avendo decisamente potenzialità  notevoli.

    Concludo dicendo che, da genitore, ritengo che produrre e rivendere prodotti che fanno della violenza il punto di forza per raggiungere la quota di mercato prefissata sia assurdo ed il vietarne la vendita al di sotto di una certa età  sia assolutamente inutile, dal momento che il venditore non si fa certo scrupoli (in tempi di crisi poi) ed il compratore nemmeno (siamo stati tutti ragazzini ed il gusto del proibito ha sempre fascino). Restano i controlli… ma qualcuno li ha mai visti?

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    Commenti

    1. Leggo spessissimo questo blog, complimenti

    2. Nicola dice:

      Scusami Ferdinando, una domanda: cosa ti aspetti da un gioco?
      Un gioco è composto, come ben sai, da grafica e AI; il tutto gira su un certo tipo di HW che negli opportuni limiti determina le prestazioni del gioco. Il tutto è anche legato al progresso tecnologico relativo al periodo storico in cui il gioco viene sviluppato, poichè tale progresso segna il limite superiore della qualità  di un videogioco; come dire: non posso sviluppare un prodotto con certe caratteristiche di qualità  poichè queste oltrepassano il limite superiore imposto dal progresso tecnologico attuale. Ora:
      1) l’ HW ha subito una crescita davvero notevole negli ultimi 20 anni;
      2) di conseguenza la grafica è migliorata in maniera diretta;
      3) la logica dei giochi sono state anch’esse migliorate, in seguito al miglioramento delle tecniche di progettazione, programmazione, gestione dei progetti, e naturalmente anche il naturale progredire della fantasia umana ha reso possibile astrarre l’ intelligenza artificiale ad un livello più vicino a quello reale.
      Detto ciò, cosa significa la frase: “non mi è parso di notare particolari innovazioni rispetto ai vari giochi dell´epoca”? Quali innovazioni ti aspettavi? Forse ti aspettavi che i nemici si materializzassero in camera tua cosicchè tu potessi ucciderli con la sola forza del pensiero?
      Hai anche scritto che le memorie di massa sono passate da pochi mega a qualche tera, ma nonostante ciò non hai notato particolari miglioramenti nei giochi. Ancora una volta: ma quali miglioramenti cerchi? Forse non hai notato o forse non sai che i giochi attuali superano tranquillamente i 5-6 GB: secondo te perchè?
      Sono particolarmente critico riguardo questo articolo perchè rivela una tua inadeguatezza nel trattare l’ argomento confermata dalle tue stesse parole.
      Allora mi chiedo che senso abbia scrivere un articolo del genere se non sei un giocatore assiduo e non puoi quindi apprezzare i passi da gigante che sono stati fatti negli ultimi 20 anni, quindi questo articolo – poichè scritto da te – non ha minimamente senso.

    3. Ferdinando dice:

      Ciao Nicola,
      come ho detto non sono un giocatore assiduo. In compenso ritengo di avere una discreta visibilità  degli aggiornamenti tecnologici intercorsi in questi tra Doom e BioShock.
      Non discuto sull’appesantimento dei prodotti che ora occupano 5-6 Giga, del resto è quello che avviene un po’ in tutti i settori: Grafica, Office, Multimedia.
      Nemmeno entro nel merito delle difficoltà  o dei costi di realizzazione di un gioco.
      Trovo però che ci siano giochi (per fortuna non tutti) che ricalcano un clichè consolidato, appoggiandosi a stereotipi datati senza per questo aggiungere nulla di particolare al gioco stesso.
      Certo mi potrai dire che anche del gioco dell’oca esistono decine di cloni che ricalcano lo stesso modello.
      Continuo però a pensare e ad aspettarmi di più. Trasferisco in un altro ambito per cercare di spiegare meglio il mio punto di vista: Il cinema.
      Anni addietro Matrix, Terminator ed oggi Avatar hanno utilizzato le tecnologie disponibili per rinnovare il “modo” di fare cinema. Non rilevo la stessa attenzione nei giochi. Tutto quì.

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