• Marchio Comunitario: la parola alle Pmi

    Marchio Comunitario: la parola alle PmiCosa hanno in comune attività  che vanno dalla produzione di vini, alla ideazione di oggetti di design, passando per la produzione di collettori solari e perfino di organizzazione di un social network? Si tratta, infatti, di attività  molto differenti tra loro.

    La risposta è semplice: si tratta di attività  gestite da piccole imprese che hanno investito nella tutela dei propri titoli proprietà  intellettuale e che sono tutte “residenti” nella Comunità  Europea, esempi eccellenti in virtù dei successi ottenuti nei rispettivi settori di attività .

    Il marchio comunitario e il disegno o modello comunitario registrato, rappresentano i principali strumenti di tutela dei diritti di proprietà  intellettuale, validi in tutto il territorio dell’Unione europea, ed estesi, quindi, a tutti i 27 paesi aderenti alla UE.

    La registrazione di marchi, disegni e modelli comunitari viene gestita dall’Ufficio per l’Armonizzazione del Mercato Interno (UAMI), agenzia dell’Unione Europea che, recentemente, ha inaugurato una nuova sezione del suo sito.

    Questa sezione, intitolata “SMEs in Action” (PMI in azione), riporta i casi di successo di 15 piccole e medie imprese che hanno utilizzato il marchio comunitario. Le testimonianze sono riportate dalle Pmi (tedesche, inglesi, italiane, spagnole e francesi) direttamente interessate.

    In questa nuova sezione l’Ufficio europeo ha inoltre reso disponibili tre guide rapide sulla proprietà  industriale, sui marchi e sui disegni e modelli, con lo scopo di fornire un’introduzione semplificata alla proprietà  intellettuale, ai marchi e ai disegni e modelli annunciando per il prossimo futuro la pubblicazione di video dimostrativi sulle buone prassi adottate dalle Pmi che optano per la registrazione del proprio marchio, disegno o modello comunitario.

    Il sito consente inoltre la possibilità  di effettuare ricerche e consultazioni utilizzando l’applicazione CTM-ONLINE, che permette l’accesso immediato alle informazioni su domande e registrazioni di marchi comunitari, nonché l’accesso ai fascicoli relativi, e la applicazione RCD-Online che consente un rapido accesso alle informazioni sui disegni e modelli comunitari registrati.

    Le informazioni provengono dai dati utilizzati dall’UAMI per elaborare le registrazioni di disegni e modelli, e che vengono pubblicati nel Bollettino dei disegni e modelli comunitari.

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    Commenti

    1. Herb dice:

      Ma questi tipi di tutela si possono utilizzare per la creazione di software e applicativi con funzioni particolari? Grazie

    2. Paolo Sebaste dice:

      Per quanto riguarda la tutela relativa ai software o programmi in Italia, ti consiglio la lettura di questo documento dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi: http://www.uibm.gov.it/it/pubblicazioni/brevetti.pdf.

      In sintesi: “In Italia, i programmi per elaboratore in quanto tali sono esclusi dalla protezione brevettuale.
      Tuttavia, le invenzioni collegate al software possono essere brevettabili purchè vi sia un effetto
      tecnico derivante dall´esecuzione del programma per elaboratore che vada al di là 
      degli usuali effetti risultanti dall´esecuzione di un programma per computer”.

      Per quanto riguarda le regole comunitarie puoi consultare il sito dell’EPO: http://www.epo.org/topics/issues/computer-implemented-inventions/software.html

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