• 300.000 aspiranti imprenditori in Italia

    italiastartup.jpgItalia Startup, Associazione no profit che rappresenta l´ecosistema delle startup italiane, ha chiesto agli italiani cosa intenderebbero fare in caso venisse loro donato un bel gruzzoletto di 200.000 euro. Il 18,8% delle circa 1000 persone intervistate, ha risposto che li investirebbe in una propria impresa o in una azienda di amici e conoscenti.

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    Questo significa che una platea ampia di italiani è disposta a scommettere su una avventura imprenditoriale anche, o forse sarebbe meglio dire grazie, in presenza di difficili condizioni di crisi.

    La maggior parte degli aspiranti imprenditori ha già  le idee chiare su cosa voler realizzare.
    “Il 21,9% intende avviare la propria attività  nel settore ristorazione – spiega Federico Barilli, Segretario Generale di Italia Startup – mentre le tecnologie digitali catturano l´interesse del 13,7% degli intervistati: in particolare il 7,4% intende investire in servizi web come e-commerce, comunicazione digitale e piattaforme di co-working, mentre il 6,3% punta alla progettazione software e allo sviluppo di app: è un segno evidente delle potenzialità  offerte dalle tecnologie digitali nella creazione di opportunità  lavorative”.

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    Per questi imprenditori potenziali il modello di riferimento è la figura del self-made-man all´italiana (Ferrari, Briatore, Berlusconi e Delvecchio), soprattutto nel Nord Italia (55%) e tra coloro che investono nel settore commerciale (27%). Anche manager-imprenditori come Marchionne e De Benedetti ricevono consenso.

    I più giovani, uno su quattro, sono attratti invece dall´imprenditore dell´informatica e della new economy: tra i nomi più citati ci sono ovviamente Bill Gates, Steve Jobs o Mark Zuckerberg.
    In base alle risposte degli intervistati, 8 su 10, il principale ostacolo alla realizzazione dei loro progetti è costituito dalla mancanza di soldi. Altri elementi di freno sono dati dalla difficile situazione economica e dalla mancanza di amici o colleghi disposti a rischiare in un progetto.

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    Tuttavia, soltanto per 2 aspiranti imprenditori su 10 il momento economico sfavorevole rappresenta un limite all’agire e per la maggior parte di loro, sarebbe sufficiente trovare un adeguato finanziamento per mettere in moto un’attività  produttiva.

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