• Buoni pasto a 8 euro, elettronici e su Mobile: la sperimentazione

    Buoni pasto a 8 euro, elettronici e su Mobile: la sperimentazioneAumentare il valore esentasse dei buoni pasto da 5,29 a 8 euro e rendere i voucger erogabili anche in formato elettronico: sono le proposte contenute nello studio “I buoni pasto in Italia: effetti economici, impatti sociali e proposte per una riforma del settore“, realizzato dall’Università  Bocconi in collaborazione con due delle principali società  del settore – Sodexo Motivation Solutions (Pass Lunch e Pass Agape) e Day Ristoservice Servizio Buoni Pasto (Day) – che scatta la fotografia sull’utilizzo dei buoni pasto in Italia, distribuiti oggi ad oltre 2,3 milioni di lavoratori dipendenti per un valore complessivo di 3,4 miliardi di euro.

    Interessante anche un altro studio, questa volta del Politenico di Milano, realizzato assieme a un altro player del settore, Edenred (Ticket Restaurant), il quale ha avviato una sperimentazione per il buono pasto sul telefonino.

    Il buono pasto è uno degli strumenti fondamentali di quel welfare aziendale che viene sempre più considerato un fattore strategico, anche dai responsabili HR delle imprese, nell’ambito di nuovi modelli di gestione.

    Interessa molto le PMI, che in genere non hanno una mensa interna, e fra i punti a favore ha certamente quello di essere deducibile e Iva detraibile.

    Il valore esentasse è fermo a 5,29 euro da 15 anni. Da qui, la proposta di alzarlo fino a 8 euro, supportata da cifre relative al positivo impatto su economia delle famiglie, PIL, fisco e consumi.

    Dal 2013 l’inflazione sui beni alimentari raggiungerà  il 50% rispetto al 1997, e se il valore medio del buono pasto arrivasse a 8 euro (in conseguenza di un aumento dell’esenzione a tale cifra), il potere d’acquisto medio del lavoratore aumenterebbe del 3,24%, ci sarebbe una crescita del PIL tra i 93 e i 291 milioni di euro.

    Al momento, il buono pasto a 5,29 euro garantisce 306 milioni di euro di PIL e 438 milioni di euro di risorse fiscali per l´Erario all´anno (stima per il 2013).
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    Se, insieme all’aumento del valore esentasse, si incrementasse anche il buono pasto elettronico, ci sarebbero ulteriori ricadute positive in termini di tracciabilità , efficienza gestionale e controllo delle anomalie d’utilizzo dei buoni da parte degli attori della filiera.

    In questo senso va la sperimentazione del Politecnico di Milano con Edenred, RIM (Blackberry), Ingenico Italia (progettazione e sviluppo terminali di pagamento elettronico) e Reply (soluzioni basate su nuovi canali e media digitali).

    A un centinaio di studenti dell’ateneo milanese verrà  dato uno smartphone BlackBerry® Curveâ„¢ 9380, provvisto di applicazione Ticket Restaurant Mobile spendibile all´interno di una rete di oltre 60 bar, ristoranti e market nel perimetro dell´ateneo, tutti equipaggiati con POS Ingenico dotati di tecnologia Nfc (pagamento in prossimità ).

    Previsti anche strumenti social pensati per l’iniziativa e funzioni aggiuntive per i gestori (come la geolocalizzazione dei consumatori, la prenotazione dei tavoli e l’invio delle offerte del giorno).

    Un prodotto che può dunque diventare «strumento per implementare nuove strategie di marketing» sottolinea Andrea Keller, Direttore Smart Solutions Edenred Italia.

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    Commenti

    1. tr user dice:

      E’ scandaloso che la deducibilità  sia ancora di soli 5,29 da oltre 15 anni. Alle aziende non si può certo dire, soprattutto in questo periodo così nero, di alzare l’importo perchè sarebbero oneri indeducibili.
      Tuttavia è scandaloso che molti enti pubblici riconoscano buoni pasto da 10 euro e oltre. In regione Lombardia mi hanno detto che prendono addirittura 12 euro di ticket. Gente, questi li paghiamo noi!

      Quindi alzare la deducibilità  a 8 euro e livellare i ticket d’oro degli enti pubblici a quello delle aziende private.

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