• Facebook in ufficio, a rischio dipendenza e tecnostress

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    Aumentano sempre di più le adesioni ai social network, tra i quali quello più in voga del momento è Facebook. Cresce anche il numero delle aziende che rientrano nella categoria web 2.0, ovvero quelle aziende che utilizzano i nuovi strumenti di comunicazione che il web 2.0 mette a disposizione, come i social media, per collaborare al meglio. Una diffusione tale da essere arrivata ormai anche negli ambienti lavorativi e che, secondo alcuni, potrebbe addirittura portare ad una vera e propria dipendenza.

    Il non riuscire a far a meno di accedere a Facebook per condividere amicizie sul web, chiacchierare o scambiare foto neanche in ufficio, tra una pausa di lavoro e l’altra, genererebbe quella che dagli esperti di Information Technology viene definito tecno-stress.

    Un uso eccessivo e continuativo di Facebook anche nelle ore di lavoro potrebbero dunque ad un sovraccarico di stanchezza e ansia. Quest’ultima provocata dalla necessità  quasi ossessiva di aggiornare continuamente il proprio profilo, aggiungere nuove foto, cercare amici, e così via.

    Nonostante i vantaggi che le reti sociali, e più in generale il web 2.0, possono portare alle logiche aziendali, soprattutto per quelle imprese che impiegano personale in diverse sedi in più parti del mondo, sono in molte ad aver deciso di vietare l’utilizzo di social network come Facebook. A spingere le imprese a tale scelta le cattive prestazioni dovute alle continue distrazioni dei dipendenti “tecno-stressati da Facebook”.

    Gli esperti di Information Technology, hanno trattato ed esaminato il fenomeno della mania da Facebook al recente forum promosso da Runfortecnostress Network in occasione del Broadband business Forum alla Fiera di Roma, nell’incontro “Tecnostress, Facebook e asset dell’attenzione: le continue interruzioni come rischio d’impresa web 2.0“.

    Non mancano però i primi segnali di una presa di coscienza degli utenti di Facebook di come quest’ultimo rischi di diventare una dipendenza stressante: qualche mese fa si è tenuto il primo sciopero da Facebook. L’autore del gruppo Dani Feb ha esortato gli utenti ad astenersi per un giorno dall’accedere al popolare social media per “disintossicarsi”.

    Un’iniziativa quella dell’astensione per un giorno dalle tecnologie già  promossa in diverse occasioni, come quella dello scorso 21 marzo, in concomitanza con l´arrivo della Primavera: Netdipendenza Onlus ha infatti promosso uninvito collettivo, per tecnostressati e non, a spegnere per un giorno computer e cellulari e respirare, possibilmente trascorrendo una giornata all’aria aperta.

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    Commenti

    1. Fb, come tante altre reti sociali è molto intrigante. Genera in taluni una certa dipendenza, è fuor di dubbio. Come tutte le cose nuove però, bisogna solo imparare ad usarla o, meglio, a comprenderla, per poterle dedicare il suo giusto tempo.
      Ma il problema oggi è che, non appena impari, questa sparisce e ne arriva una nuova.
      E daccapo, devi imparare a usarla o, meglio, a comprenderla, per poterle dedicare il suo giusto tempo…

      Torno a lavoro

    2. Giu dice:

      Penso che anche la persona che impari ad usare facebook in modo appropriato finisca con l’esserne succube perchè questo social network sforna incessantemente attrazioni, giochi e quanto di altro per non farti perdere la voglia di usarlo… il fatto di essere intrigante è una sua garanzia.
      E con questo concludo.

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