• Smartphone e applicazioni gratuite …o no?

    Smartphone e applicazioni gratuite .. o no?Alcuni giorni ho acquistato un nuovo smartphone: tra le caratteristiche che mi hanno indotto alla scelta, la presenza di Bluetooth e, soprattutto, del Wi-Fi, per poter navigare in mobilità  e sfruttare eventuali applicazioni.

    Il primissimo test è stata la connessione al provider per scaricare temi e giochi, selezionati rigorosamente tra quelli gratuiti. Insomma tutto bene… Dopo qualche giorno, provando a utilizzare i giochi scaricati gratuitamente mi si richiedeva la connessione alla Rete. Ovviamente con il suo prezzo. Perché?
    Il giochino è mono-utente e di sicuro non necessita funzioni interattive per poter essere utilizzato. Allora perché l’obbligo di connettersi al provider per giocare?

    Il tentativo di utilizzo di un secondo gioco si è concluso con un messaggio di avviso: il gioco nella sua forma “gratuita” durerà  120 secondi. Ma come? Il gioco era chiaramente indicato gratuito. Nulla lasciava presagire o intuire una versione “ridotta, “tagliata”, “monca” o in alcun modo limitata. Mi vengono in mente quei prodotti che vengono presentati come gratuiti sui motori di ricerca quando poi ad essere gratuito è solo il download dell’applicazione ma non il suo utilizzo!

    Trovo questo modello di vendita disincentivante e controproducente. Non solo: tornando ai download del mio cellulare, non credo ci sia da scomodare il legislatore per far sì che ciò che viene presentato come “gratuito” lo debba poi essere realmente. Mi piace pensare che il mercato punirà  come si deve i venditori che pensano di stuzzicare il compratore con messaggi che non esito a definire ingannevoli.

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    Commenti

    1. Enzo R. dice:

      Purtroppo quanto esposto non è una novità : le csd “truffe legalizzate”, fiorenti da sempre nel nostro Paese, trovano un terreno ancor più fertile nel settore ICT.
      In tempi recenti ho acquistato uno iPhone 4, senza sapere che si sarebbe collegato a Internet in modo automatico, permanente (24h/24h) e assolutamente incontrollabile. Poichè avevo una (vecchia) tariffa a tempo, con sessioni di 15´ pagate anticipatamente, mi sono ritrovato in bolletta una cifra dell´ordine di 6 volte quella media da me pagata in oltre 10 anni d´uso del cellulare, senza che io avessi ancora fatto un solo accesso a Internet. Tale aumento era determinato dal solo “traffico dati” di tre giorni, dovuto, secondo spiegazioni informali del mio Provider, a una prassi del produttore dello smartphone che ha generato autonomamente quel traffico non si sa a quale scopo.
      Naturalmente il Provider non aveva e non ha interesse a informare il cliente di tale prassi, quanto meno singolare, poichè chi paga è il cliente stesso. Dopo il fatto, mi è stata offerta una nuova tariffa, da me accettata, che include il collegamento permanente a internet.
      Mi si dice che altri si sia trovato a pagare importi ben superiori al mio, ma al momento non ho riscontro personale del fatto. Tralascio lo scambio di corrispondenza avuto col Provider: mi limito a immaginare che, nella verosimile ipotesi di non essere l´unico ad essere caduto in tale trappola, il fatturato generato da tale marchingegno è semplicemente spaventoso.

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