• Bruce Schneier contro i "virus buoni"

    winupdate.jpg

    Qualche giorno fa una notizia, trattata anche su queste pagine, ha fatto il giro della Rete, tanto da essere ripresa con una certa enfasi anche da Repubblica: Microsoft sta effettuando studi di ricerca per stabilire se è possibile modificare il proprio meccanismo di distribuzione degli aggiornamenti.

    L’idea consiste nel distribuire le patch come se fossero dei “virus buoni” (estrema semplificazione), ricalcando la tecnologia del peer-to-peer.

    Dato che spesso gli aggiornamenti riguardano la correzione di bachi di sicurezza, Bruce Schneier, ha dedicato all’argomento un articolo sul suo blog.

    Schneier è contrario alla soluzione presentata nello studio di Microsoft, sottolineando che l’idea non è nuova e già due volte nel passato (nel 2000 e nel 2003) si è ritrovato a commentare negativamente questa possibile scelta.

    Tra le sue argomentazioni, Schneier sostiene che è cosa buona aggiornare il PC di un altro senza che questo debba spendere del tempo e del lavoro manuale, ma al tempo stesso non è corretto farlo senza il suo consenso.

    Propone quindi una soluzione alternativa a quello della diffusione “virale” delle patch, che si basa su 4 punti:

    1. L’utente può scegliere le opzioni che vuole
    2. L’installazione è adattata alla macchina su cui è in esecuzione
    3. È facile terminare una installazione in corso o disinstallare il software
    4. È facile sapere che cosa è stato installato e dove

    Io trovo più efficace ed intelligente la soluzione proposta da Schneier, anche se non di semplicissima attuazione, mentre mi lascia un po’ più perplesso la soluzione allo studio di Microsoft. Voi cosa ne pensate?

    Tags:

    Se vuoi aggiornamenti su Bruce Schneier contro i "virus buoni" inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:


    Ho letto e acconsento l'informativa sulla privacy

    Si No

    Acconsento al trattamento dei dati personali di cui al punto 3 dell'informativa sulla privacy

    Si No

    Commenti

    1. giuse olivieri dice:

      trovo la proposta estremamente allettante per la sua praticità, ovviamente a patto che venga evidenziato l’intervento con possibilità di scegliere facilmente di confermare l’installazione o rimuovere quanto non d’interesse

    2. Ratamusa dice:

      La soluzione Microsoft può essere usata anche per riferire alla casa madre cosa hanno i clienti nella macchina…..

      Sì, lo so, sto pensando male.
      Ma come diceva qualcuno, talvolta pensando male ci si azzecca (o qualcosa del genere)……

    3. Rocco dice:

      Quote: L’idea consiste nel distribuire le patch come se fossero dei “virus buoni” (estrema semplificazione), ricalcando la tecnologia del peer-to-peer.

      e come per i virus buoni, non hanno pensato che lo stesso meccanismo che muove la descritta diffusione, possa essere sfruttato come un ulteriore metodo per la distribuzione di virus cattivi?

    4. @Rocco: quello che tu poni è solo uno (e forse il principale) dei tanti dubbi/interrogativi che ha suscitato quella che comunque rimane per ora solo una ricerca da parte di Microsoft.

    5. Ratamusa dice:

      È molto diffuso quel dubbio……

    Commenta

    Your email address will not be published. Required fields are marked *