• Windows 7 Starter Edition: avarizia Microsoft?

    Windows 7 Starter EditionAlcuni giorni or sono mi sono imbattuto in una situazione alquanto bizzarra: in un ristorante mi è stato presentato un ventaglio di scelte costituito da tre menù predefiniti: uno “semplice”, uno “romantico” ed uno “di lavoro”. La cosa che mi ha stupito è che ciascun menù comprendeva le stesse identiche portate, ma aveva prezzi differenti. Incuriosito ho ordinato un menù “sempice” mentre al tavolo di fianco al mio si era accomodata una coppietta che ha chiesto il menù “romantico”. Alla fine ho scoperto la differenza: le portate, equivalenti nella quantità , a me sono state servite su piatti di plastica, mentre alla coppia i piatti erano ci porcellana decorata a fiori.

    Questa voleva essere una metafora per rappresentare in qualche modo la mia sorpresa quando ieri, nel configurare il mio netbook nuovissimo, equipaggiato “di fabbrica” con MS Windows 7 Starter Edition, ho perso oltre 30 minuti nel tentativo di modificare l’immagine di sfondo del mio desktop.

    Dopo vari tentativi andati a vuoto e dopo una ricerca su Internet ho “scoperto” che questa versione del sistema operativo non consente di effettuare questa operazione.

    A questo punto, un po’ preoccupato, sono andato a cercare le “altre” caratteristiche che rendono questa versione limitata rispetto alle “normali” funzionalità  ed ho scoperto, come per il ristorante di cui sopra, che la suddetta versione è completa di poche caratteristiche.

    Di fatto le funzionalità  importanti sono mantenute integre e, dal momento che utilizzerò il netbook per lavoro, questo mi pare più che adeguato. Certo, non posso fare il backup in rete… ma lo posso comunque fare, non posso disconnettere un utente e riconnettermi con un altro ma devo effettuare il reboot della macchina, ma posso comunque avere più utenti distinti.

    Mi sono chiesto che senso ha, per un’azienda che ha le dimensioni e il fatturato di Microsoft Corporation spendere lavoro per diversificare le versioni in modo così irrilevante.

    Un conto sarebbe offrire funzionalità  differenti sulle differenti piattaforme (differenti portate), ma fatto in questo modo mi dà  proprio un’idea di povertà  di spirito. Che a Redmond siano stati colpiti da una forma molto aggressiva del virus dell’“avarizia”?

    Aggiungo una cosa: il sistema operativo è preinstallato sul netbook, il mio come su tutti gli altri che ho visto (quando non è XP); non mi viene detto di scegliere la versione e pagare la differenza, ergo se voglio modificare il mio sfondo devo comprare una nuova licenza e francamente non mi pare il caso.

    Conclusione: per ora mi terrò il sistema preinstallato che mi è stato venduto con il netbook… nel frattempo testo le alternative open source, Ubuntu Remix in testa.

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    Commenti

    1. stefano dice:

      voto per ubuntu :)

    2. ju dice:

      Le solite trappole per poveri della microsoft: fesso chi ci casca.

      Linux=tutto e subito.

    3. iced dice:

      La politica di MS per i netbook è quella di dare un prodotto inferiore perchè così lo fanno pagare poco ai produttori di HW e di conseguenza non influisce più di tanto sul prezzo finale per i consumatori.
      Politica miope, perchè i (molti) consumatori non sono (più) stupidi: se hanno un prodotto inferiore, lo buttano via e ne prendono un altro, magari gratis, come Ubuntu.
      Alla fine potrebbe succedere uno strano fenomeno: un sacco di netbook venduti con W7, ma pochi che ce l’hanno veramente installato. :-)

    4. Roby dice:

      Ho appena installato Ubuntu 9.10 ….. che mi soddisfa alquanto.
      Vot anch’io per Ubuntu

    5. Zamu dice:

      Peggio per MS, che è in una situazione in cui il loro potere assoluto comincia a vacillare perchè l’informatizzazione della gente (con conseguente consapevolezza) migliora giorno per giorno.
      Secondo me, guadagnare qualcosa in meno a copia facendolo diffondere a macchia d’olio, avrebbe permesso loro di far salire il numero di copie installate e il fatturato.
      Meglio un solo paio di versioni come fa Apple, una Home evoluta e una business, punto.

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