• Il mobile payment stenta a decollare in Italia

    Mobile paymentIl mobile payment rappresenta sulla carta un metodo che offre grandi potenzialità  ma la diffusione, anche nel nostro Paese, sta incontrando non poche difficoltà , nonostante sul piano tecnologico anche grandi case telefoniche come Nokia stiano investendo risorse ingenti.

    Un ambito nel quale in futuro dovrebbero registrarsi risultati significativi è il mobile banking, grazie all’impegno crescente profuso dai principali gruppi bancari per l’erogazione di servizi che consentano il pagamento mediante cellulare. A questi si aggiungono nuovi interpreti, quali gli operatori mobili virtuali (MVNO), in grado di fornire bundle con terminali abilitati alla gestione di servizi mobili.

    Il pagamento mobile è classificabile secondo contesto, oggetto ed entità  dello stesso. Può avvenire a breve distanza tra fruitore e servizio percepito, ad esempio per l’acquisto di un bene presso un punto vendita, potendo tipicamente verificarsi via RFID e NFC. Il pagamento remoto coinvolge metodologie di pagamento come l’SMS, e possono ad esempio riguardare parcheggi o ricariche di smart card.

    L’entità  dei pagamenti è classificabile in mobile micropayment, concernente importi che risultino inferiori a 10 euro, e mobile macropayment. Appare particolarmente interessante il caso dei micro pagamenti, che normalmente sfuggono alle transazioni con carte di credito e bancomat. L’oggetto può invece riguardare prodotti, servizi e contenuti digitali, come software, MP3, suonerie e giochi, favoriti dalla fruibilità  immediata attraverso i terminali.

    Dal focus proposto nella newsletter di luglio dell’Osservatorio ICT & Management, si evince che nel panorama italiano risultano oltre 60 esercenti che propongono servizi di pagamento basati su cellulare, facendo uso di SMS, micro-browsing, download di un applicativo e Interactive Voice Response. Non emergono purtroppo ancora, se non in via strettamente sperimentale, servizi di mobile payment che utilizzino un metodo contactless.

    Inoltre, solo l’1,3% degli utenti ha dichiarato di aver usato un telefonino per effettuare un pagamento mobile, ad ulteriore conferma delle difficoltà  che debbano ancora essere superate per far crescere un sistema capace di presentare indubbi vantaggi.

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