• Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro: l’addetto al servizio prevenzione e protezione

    Sicurezza nei luoghi di lavoroOgni anno circa il 6% dei lavoratori italiani subisce un incidente sul lavoro. Complessivamente si fa riferimento a quasi un milione di incidenti di diversa natura e gravità . Di questi il 60% dà  origine ad una inabilità  superiore a 3 giorni mentre il 2,70% determina un´invalidità  permanente e l܉,30% la morte. Tuttavia, nonostante questi dati allarmanti, i risultati ufficiali presentano un miglioramento rispetto agli infortuni degli anni scorsi.

    Lo scorso 1 aprile 2008 il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo 81 noto come Testo Unico sulla salute e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro il quale ha recepito e raccolto l´intricato complesso delle norme che nel corso degli anni sono state emanate.

    La normativa, fra l´altro, fa riferimento alla figura dell´addetto al servizio di prevenzione e protezione ossia quella persona che concorre ad assicurare, con il relativo responsabile, il funzionamento del servizio di prevenzione e protezione, svolgendo la funzione di riferimento per i lavoratori. Tale soggetto deve essere in possesso di un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore nonché di un attestato di frequenza, con verifica degli apprendimenti, di specifici corsi di formazione adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività  lavorative. Possono, inoltre, svolgere la funzione di addetto al servizio di prevenzione e protezione anche quei soggetti che, ancorché privi di adeguato titolo di studio, risultino avere già  svolto una delle funzioni richiamate dal decreto da almeno sei mesi alla data del 13 agosto 2003, previo svolgimento dei corsi.

    Sono, invece, esonerati dalla partecipazione obbligatoria ai corsi di formazione i soggetti che abbiano conseguito una laurea in determinate classi prestabilite dalla normativa. Fra le lauree abilitanti direttamente all´esercizio della funzione di addetto al servizio di prevenzione e protezione è presente anche la laurea magistrale in Ingegneria della sicurezza di durata quinquennale.

    Il datore di lavoro dovrà  nominare un numero sufficiente di addetti al servizio di prevenzione e protezione rispetto alle caratteristiche dell´azienda i quali risponderanno di qualunque evento dannoso qualora, agendo con imperizia, negligenza, imprudenza o inosservanza di leggi, abbiano dato al datore di lavoro un suggerimento sbagliato o abbiano trascurato di segnalare una situazione di rischio tale da indurre il datore di lavoro ad omettere l´adozione di una doverosa misura di prevenzione.

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    Commenti

    1. f.r. dice:

      Salve girovagande per la rete ho trovato questo INTERESSANTISSIMO trafiletto.

      “Lavorando a Milano, sono venuto a conoscenza di con una piccola realtà  italiana innovativa nata attorno ad un prodotto che è recentemente risultato finalista al premio Red Herring Europa 2011 (http://www.herring100.com/RHE/2011/finalists.html) tra 300mila idee tecnologiche). Il tema è quello della sicurezza sul lavoro. Di seguito l’articolo che ho trovato sul sito dell’Inail: SICUREZZA PARTE ALL`ATM DI MILANO IL SISTEMA INNOVATIVO DI SAFEATWORK – Il telefonino che salva la vita (sul lavoro) – I primi a utilizzare il cellulare per la sicurezza sul lavoro saranno i tecnici dellAzienda trasporti milanesi (ATM). Lo porteranno con sè fin sotto le gallerie della metropolitana dove le squadre che devono controllare i lavori o intervenire per i guasti operano in condizioni difficili con poche possibilità  di manovra e soprattutto quasi al buio. Saranno i telefonini dotati di tecnologia tag NFC (Near field communications, la stessa che ATM adotta per i micropagamenti), in grado di eseguire applicazioni Java (per esempio, il Nokia 6212) e di ricevere via GSM, WI-FI, cavo USB o SD Card. Davanti a ogni punto sensibile, per esempio una cabina elettrica o una macchina, verranno comunicati i comportamenti da tenere e gli avvisi sui rischi connessi. L’accesso alla cabina o l`avvio di una apparecchiatura vengono interdetti nel caso di non adozione delle misure di sicurezza come i guanti o le calzature isolanti. Ogni variazione o imprevisto vengono così segnalati sia sul posto sia alla centrale per gli interventi del caso. Un dispositivo simile potrebbe evitare incidenti anche gravi come quelli che accadono spesso nelle cisterne e nei serbatoi con esalazioni pericolose. Non solo: la tracciabilità  dei comportamenti, ovviamente registrati nel sistema informatico aziendale (con il consenso dei sindacati) può servire per migliorare, con un ruolo attivo dell`operatore, il grado di sicurezza delle procedure. Misure che abbattono i rischi di incidenti consentono anche alle aziende di ottenere una riduzione dei contributi da versare all`Inail, l`istituto degli infortuni. Lidea nasce dalla crescente esigenza di sicurezza sul lavoro dove le istituzioni e le aziende si fanno parte attiva per poter garantire ai dipendenti livelli di sicurezza sempre maggiori. Battezzato Safeatwork, è brevettato e implementato dalla SAW, società  milanese specializzata nelle soluzioni applicative in ambito mobile guidata con un pool di partner da Giuseppe Radaelli, esperto di sistemi informativi in ambito operations & maintenance. Altri progetti riguarderanno l`adozione di Safeatwork anche in ambiti produttivi, amministrazione pubblica e sanità . http://www.inail.it/Portale/appmanager/portale/desktop?_nfpb=true&_pageLabel=PAGE_SALASTAMPA&nextPage=Per_i_Giornalisti/Rassegna_Stampa/Indice_Cronologico/2010/Marzo/05/Sicurezza_del_lavoro/info697206839.jsp Penso che sarebbe opportuno che nelle gare d’appalto per la manutenzione di impianti o per nuovi cantieri, si chieda ai fornitori l’obbligo di dotarsi di sistemi come questi o comunque vengano adottati criteri che incentivano fortemente l’utilizo di strumenti che migliorano la sicurezza sul lavoro, penalizzando pesantemente chi, con pericolosa miopia, trascura questo aspetto in nome di un possibile risparmio economico.”

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