• Fondo d’investimento Italiano per le Pmi: cosa attendersi?

    Fondo d'investimento Italiano per le Pmi: cosa attendersi?

    Istituendo la società  di gestione del risparmio che sarà  chiamato a gestirlo, il Ministero dell’economia e delle finanze ha lanciato ufficialmente il Fondo Italiano di Investimento da un miliardo di euro, chiamato ad investire in piccole e medie imprese italiane ad alto potenziale di crescita.

    Il fondo è stato sottoscritto in quote uguali (14,3%) dallo stesso MEF, da Cassa Depositi e Prestiti, da Confindustria, dall’Associazione bancaria italiana, da Intesa Sanpaolo, Monte dei Paschi di Siena ed Unicredit.

    Il capitale versato ammonta a 3,5 milioni di euro.

    Secondo le previsioni, il fondo investirà  in circa 15 mila imprese (10 mila manifatturiere) ad alto potenziale di crescita aventi un fatturato oscillante tra i 10 e i 100 milioni di euro.
    La durata complessiva è stata fissata in 15 anni, 5/6 anni per la fase di investimento e 7/9 anni per quella di disinvestimento.

    Il nuovo strumento non sosterrà  le imprese concedendo finanziamenti bancari classici ma interverrà  attraverso operazioni di capitale di rischio o quasi capitale di rischio aventi il fine di patrimonializzare le imprese aiutandole a diventare più solide ed affrontare a viso aperto le sfide poste dai mercati internazionali. Per dimensioni, il neonato fondo risulta essere il primo strumento di questo tipo attivato nel nostro paese e segue le orme di esperienze simili già  fatte nel Nord Europa.

    Esso potrà  intervenire attraverso:
    - investimenti diretti di minoranza in imprese aventi un fatturato superiore ai 20 milioni di euro;
    - co-investimenti diretti di minoranza in partenariato con altri fondi di capitali di rischio
    - strumenti di finanziamento di quasi capitale (finanziamento mezzanino, prestiti partecipativi, etc.)
    - investimenti in fondi di capitale di rischio operanti sul territorio e che svolgano, a loro volta, attività  di investimento in imprese eligibili ad essere finanziate dal Fondo italiano di investimento.

    I prossimi passi verso l’attivazione dello strumento riguardano la predisposizione del regolamento, la creazione del team di gestione ed il raggiungimento del primo closing (fundraising), previsto per il prossimo mese di settembre.

    Dal prossimo ottobre, il veicolo potrà  essere sottoscritto da altri investitori. Il target finale che si intende raggiungere è di 3 miliardi di euro.

    Le prime operazioni dovrebbero essere realizzate nel quarto trimestre del 2010.

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    Commenti

    1. PIGR dice:

      Penso alla stringa matematica con cui Google ha iniziato la sua attività , oppure a Bill Gates, e si potrebbero elencare altri nomi, ma già  questi bastano per stabilire con sicurezza che in ITALIA non avrebbero avuto alcun futuro nel chiedere finanziamenti, immaginateli poi in ITALIA a chiedere Capitali di Rischio, (solo adesso visti i risultati qualcuno direbbe SI). La continua pretesa è d’intervenire su aziende di grandi dimensioni o fatturato, non su prodotti che possono determinare la creazione di una grande azienda. àˆ come sentire una discussione tra chi fa tre pasti al giorno e sta pensando di aiutare chi ne fa due, senza pensare d´aiutare chi non ha neppure l’acqua. Se un’azienda micro o piccolissima ha la possibilità  d’intervenire con una produzione d’eccellenza sul mercato, con grandi potenzialità  per realizzare nuovi posti di lavoro anche in un periodo di crisi come questo, resterà  al PALO. Se aziende con 100 milioni di fatturato non hanno più mercato a nulla servirà  l’aiuto se non a togliere possibilità  a realtà  innovative e con migliori prospettive.

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