• Novità IVA 2015: split payment e reverse charge

    ImpresaIl Ddl Stabilità 2015 ha apportato interessanti modifiche al trattamento fiscale IVA. L’obiettivo è di limitare il più possibile l’evasione dell’imposta sul valore aggiunto e, secondo il legislatore, ciò potrà avvenire con l’introduzione dello split payment e con l’estensione del reverse charge. Vediamo, nello specifico, di cosa si tratta.

    => Legge di Stabilità 2015: le novità IVA

    Il motivo per cui l’IVA è una delle imposte più evase probabilmente risiede proprio nel meccanismo attuale: ad oggi il cedente o il prestatore, con l’incasso della fattura, intasca anche l’IVA. Sarà poi un obbligo da parte sua provvedere al versamento dell’imposta a debito nelle casse dell’Erario. Qualcuno, infatti, dopo l’incasso della fattura dimentica di versare il tributo allo Stato. Ed è proprio da qui che si deve partire per contrastare questa forma di evasione fiscale.

    I fronti di intervento consistono nell’adozione di un sistema di split payment per la riscossione dell’IVA nei rapporti con la PA e nell’estensione del reverse charge.

    Lo split payment riguarderà esclusivamente i rapporti di fornitura alla Pubblica Amministrazione e consisterà nel pagamento al cedente o prestatore del corrispettivo contrattuale al netto dell’IVA. L’imposta sarà quindi versata all’Erario dal soggetto pubblico (attraverso modalità da determinare con l’emanazione di uno specifico decreto attuativo del MEF). Con tale modifica i soggetti che effettuano prevalentemente operazioni con la PA e che, pertanto, si troveranno in costante eccedenza di credito IVA a causa del mancato introito dell’imposta sulle operazioni attive, potranno richiedere il rimborso dell’eccedenza detraibile ai sensi dell’articolo 30, comma 2 del DPR 633/1972. L’applicazione di tale sistema, tuttavia, non è ancora chiara poiché rappresenta una deroga alle regole ordinarie IVA e, pertanto, deve ottenere espressa autorizzazione del Consiglio UE.

    Il reverse charge è un sistema attualmente applicato al settore immobiliare. Il Ddl della legge di stabilità intende estenderlo ad altri settori: prestazioni di servizi di pulizia, demolizione, installazione impianti e di completamento relative a edifici nonché alle cessioni di quote di emissioni di gas a effetto serra e altre unità che possono essere utilizzate dai gestori per conformarsi alla normativa comunitaria in materia di tali emissioni, cessione di certificati relativi al gas e all’energia elettrica, cessione di gas ed energia elettrica ad un soggetto passivo rivenditore. La procedura consiste nell’assolvimento dell’IVA da parte del cessionario o committente in luogo del cedente o prestatore. In questo modo il cedente non entrerà mai in possesso dell’IVA esorcizzando il rischio che questi ne ometta il versamento all’Erario.

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    Commenti

    1. Arnaldo dice:

      Lo split payment riguarderà esclusivamente i rapporti di fornitura alla Pubblica Amministrazione e consisterà nel pagamento al cedente o prestatore del corrispettivo contrattuale al netto dell’IVA. L’imposta sarà quindi versata all’Erario dal soggetto pubblico (attraverso modalità da determinare con l’emanazione di uno specifico decreto attuativo del MEF). Con tale modifica i soggetti che effettuano prevalentemente operazioni con la PA e che, pertanto, si troveranno in costante eccedenza di credito IVA a causa del mancato introito dell’imposta sulle operazioni attive, potranno richiedere il rimborso dell’eccedenza detraibile ai sensi dell’articolo 30, comma 2 del DPR 633/1972. Chiaramente chi ha scritto questa norma è colluso con il sistema bancario italiano. Già la PA non rispetta le regole europee dei pagamenti a 30GGDF, ora le Aziedne si troveranno ad anticipare i soldi degli eventuali rimborsi tramite il sitema bancario per pagare i propri fornitori. Oppure saranno costrette a comprare all’estero. Ma chi scrive queste leggi, non ha mai superato un esame di economia applicata. E’ una vergogna.
      Vuoi battere l’evasione IVA, allora vai in Europa e chiedi la fine del regime transitorio dell’IVA, l’unificazione delle tariffe e il versamento diretto nel paese di acquisto. Il resto è fuffa elettorale e complicità con il sistema bancario.

    2. Daniela dice:

      Anche se la definizione split payment é molto più elegante, questa modalità di pagamento dell’iva da parte del cliente esiste da anni in alcuni paesi sudamericani e si chiama Retencion de IVA . Con la differenza che chi opera la Retencion non é soltanto la PA ma anche le grandi aziende che sono sostituti d’imposta non solo per le tasse sul reddito ma anche per l’IVA

    3. franca dice:

      LO SPLIT PAYMET E’ UN TERMINE ALL’AMERCANA CHE NASCONDE UNA FREGATA TIPICAMENTE ITALIANA.
      CHI CI GARANTISCE CHE I VERSAMENTI DELL’IVA DA PARTE DELLE P.A. VENGANO FATTI ALL’ERARIO?
      PENSO CHE I FURBETTI DEL GOVERNO CON QUEI SOLDI CHE RUBANO ALLE AZINDE VOGLIANO PAGARCI I DEBITI PREGRESSI DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI COSI’ LE AZIENDE PAGANO ALTRE AZIENDE…………..CHE FURBATA!

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