• Anche il Vaticano ha bisogno di protezione

    Dall’azienda più grande a quella più piccola, dal libero professionista allo studente, praticamente chiunque oggi possiede l’accesso alla grande rete globale e sono in aumento anche i siti web personali.

    Il Vaticano non è escluso, si sente la necessità (in questa era digitale) di affermarsi sul Web.
    E’ dal 1995 che la Santa Sede ha guidato la creazione di un Ufficio Internet al quale è affidata la gestione degli spazi Web e la manutenzione degli spazi tecnici. L’occasione che ha dato inizio alla cosa è stato un incontro tra Navarro-Vals, direttore responsabile della Sala Stampa del Vaticano e Papa Giovanni Paolo II.

    Il percorso si è concluso con l’effettiva messa online (nel 1997) del sito vatican.va, oggi consultabile in 6 lingue diverse.

    L’Ufficio Internet della Santa Sede si occupa, oltre alla gestione del sito web, anche dell’amministrazione dell’intranet che collega i diversi Dicasteri della Curia Romana e dei circa 2000 account di posta utilizzati da chi lavora presso il Vaticano.

    La consapevolezza (più che mai quotidiana) dei rischi e dei pericoli della rete globale rende necessario e obbligatorio l’utilizzo di sistemi di protezione.

    L’Ufficio ha sempre operato, sin dall’inizio, su sistemi Unix e Linux. Fatto, a mio parere, abbastanza significativo e curioso al tempo stesso: non capita tutti i giorni di sapere la Santa Sede impegnata con un kernel, non trovate?

    Battute e inezie a parte si tratta di una scelta abbastanza ovvia in ambiti così importanti, per quanto concerne i filtri antispam si è voluto puntare su sistemi opensource (fatto curioso anche questo) mentre per l’antivirus si è optato per Sophos, ritenuto in grado di integrarsi efficacemente nell’ambiente informativo presente.

    La scelta è caduta su Sophos, racconta Stefano Pasquini (responsabile dell’Ufficio), perché si tratta di un’azienda dalla qualificata esperienza con la quale la Santa Sede aveva già avviato una precedente collaborazione. Un’azienda in grado di fornire la soluzione tecnologica di alto livello richiesta.

    La soluzione scelta è stata PureMessage per Unix: «Abbiamo affidato al nuovo prodotto il controllo dei flussi di posta relativi ai settori d’attività in mano all’Ufficio, compresa la gestione delle 2000 caselle di posta utilizzate da chi lavora in Vaticano», sottolinea Pasquini.

    In un’epoca dove malware, spam e phishing sono all’ordine del giorno, non poteva mancare una protezione anche per la Santa Sede, una soluzione adottata per necessità prettamente pratiche di “sopravvivenza cibernetica”, un’esigenza fondamentale per proteggersi dalla spazzatura che circola nella rete mondiale.

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    Commenti

    1. vaticano boy dice:

      beh a dir il vero fanno un ottimo lavoro, non oso immaginare il numero di hacker che vorrebbero sfasciare i siti del vaticano in questi giorni…

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