• Microsoft: allo studio dei "virus buoni" per la diffusione di patch

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    Microsoft sta effettuando uno studio su un progetto (il link rimanda al PDF della ricerca) molto importante, per certi versi rivoluzionario, che sicuramente farà parlare parecchio nelle prossime settimane in tutta la Rete. Si tratta di un modo alternativo per la diffusione di patch che ricalca, in parte, la propagazione dei worm.

    Il metodo consiste nella creazione di “virus buoni”, come sono stati definiti da Milan Vojnovic, ricercatore del dipartimento sicurezza dell’azienda di Redmond, che consistono in:

    delle righe di codice che correggono i bug presenti nei programmi usati normalmente, come Office, che vengono sfruttati come porte per penetrare nei computer

    In pratica, una sorta di epidemia controcorrente di patch di sicurezza per combattere le vulnerabilità che insidiano i software. In questo modo si potrebbero contrastare attivamente i pericoli legati a buchi di sicurezza con armi identiche ai worm, mettendo in circolazione, appunto, dei “virus buoni” capaci di rimediare al problema.

    Per ora, è bene precisare, che si tratta solo di una ricerca teorica come ha tenuto a ribadire Feliciano Intini (intervistato oggi su queste stesse pagine) sul suo blog.

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    Commenti

    1. Stefano Fraccaro dice:

      ma stiamo scherzando? a nessuno è mai venuto in mente che potrebbe essere sfruttato per infettare i pc e/o creare botnet alla velocità della luce?? che succede poi se la patch buona è bacata? come ne fermeranno la distribuzione? …e pagano pure della gente per queste cose… esperti di sicurezza dove siete??

    2. infatti, speriamo solo che pensino a tutti gli aspetti negativi prima di mettere in pratica un progetto del genere…
      ovviamente anche in questo caso si genererà un ulteriore stretto legame tra Microsoft e le varie aziende di sicurezza che verranno scelte per collaborare, e come sempre un giro infinito di pubblicità e di denaro… e forse passerà in secondo piano il vero scopo del progetto: una maggiore sicurezza per gli utenti?

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