• Il vero problema è il falso senso di sicurezza delle utenze

    Qualche tempo fa leggevo su Webnews una notizia che giungeva alle stesse conclusioni alle quali noi eravamo arrivati da tempo.

    In questo nostro spazio virtuale (chi ci segue lo sa bene) abbiamo sempre posto moltissimo l’accento sulla consapevolezza e su come il primo passo da fare per mantenersi correttamente sicuri sia quello di informarsi e di mantenersi costantemente aggiornati su tutte le notizie.

    In che modo l’illusione della sicurezza può rappresentare un punto così negativo? Non è difficile immaginarlo, un utenza che crede ed è convinta di essere sempre tutelata e sicura non investirà in sicurezza e in sistemi di protezione, e se lo farà, darà poco peso al loro aggiornamento e alla loro manutenzione.

    Ricordiamo sempre come sia inutile mantenere un software antivirus o antimalware se non lo si mantiene aggiornato. Perché i sistemi di sicurezza facciano il loro dovere è necessario che l’utente controlli costantemente il loro operato e li mantenga sempre aggiornati.

    Come si legge dalla notizia, è lo studio (caso mai ci fosse ancora bisogno di conferme) portato avanti dal National Cyber Security Alliance a mettere in evidenza la gravità della situazione.

    Come si legge sono tanti i PC infetti e pericolosi, sebbene le utenze che li utilizzano sono convinte della propria sicurezza e della propria protezione.

    Avere un software antivirus non aggiornato è come non averlo, per cui traete le vostre conclusioni.

    La conclusione di tutto questo? Sempre la stessa: se ci si vuole mantenere sicuri servono software ad hoc dedicati alla protezione e alla manutenzione delle proprie macchine, uniti ad una corretta informazione che ne garantisca (necessariamente) l’aggiornamento.

    La soluzione è la medesima alla quale arriva il direttore esecutivo della National Cyber Security Alliance: Ron Teixeira. L’utente deve prima di tutto essere in grado di tutelare se stesso, in modo da non rappresentare una minaccia anche per gli altri.

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    Commenti

    1. phoenix dice:

      Il problema secondo me è rappresentato dal fatto che mantenere “in salute” e “in sicurezza” il proprio computer richiede tempo da parte dell’ utente. Sicuramente molti di voi diranno: “ma che ci vuole? L’ aggiornamento di un antivirus non richiede molto tempo!” Eppure credo che la gente sia estremamente pigra. L’ utente medio pensa che fino a quando il problema non è suo, fino a quando il suo computer non becca virus, allora non c’è bisogno di perdere tempo dietro a queste cose.

    2. Si`, sono parzialmente d’accordo.
      Io sono essenzialmente molto pigro, ma se hai interesse verso una cosa non puoi lasciare che la pigrizia abbia il sopravvento.
      Se succede qualcosa non hai più diritto di lamentarti.
      La pigrizia ci può stare: io programmo scansioni e aggiornamenti.
      Basta farlo nelle ore in cui il PC non si usa. Basta un minimo di accortezza per evitare di perdere il doppio del tempo a posteriori.
      Una volta afflitti da un virus lo si deve eliminare, specie se è invasivo o molto pericoloso, il tempo che si perde per questo è sensibilmente maggiore.

      Ciao : )

    3. Emanuele Polzoni dice:

      si sono d’accordo con Stefano, ormai nella nostra epoca sempre più automatizzata credo che la pigrizia sia poco rilevante, si possono programmare aggiornamenti automatici con molta facilità (basta un flag) in modo tale da fare gli aggiornamenti automaticamente quando ci connettiamo… Il vero problema resta la poca informazione e la sensibilità degli utenti in campo security.

    4. Più che altro, servirebbero dei software che si occupassero di monitorare il pc e di fare un controllo dei software non aggiornati per conto dell’utente.

    5. Simone82 dice:

      Per altro, al di là della pigrizia che ogni tanto coinvolge anche me, basterebbe un post-it attaccato sul monitor a ricordarsi che almeno una volta a settimana vanno aggiornati tutti i programmi di supporto alla sicurezza: tempo massimo 10 minuti se si ha una 56k…
      Per gli antivirus non ci sono scusanti, sono tutti dotati di un “Automatic Update”…

    6. Posto che l’update automatico non sia disabilitato ;-)

      In ogni caso basterebbe renderlo un fatto “routinario”, io ho fatto così: programmo le scansioni e pulizie varie per la domenica pomeriggio, quando di solito non sono presente al PC, o comunque non ne ho bisogno come ne avrei in un giorno feriale :P

    7. Emanuele Polzoni dice:

      esistono software che controllano i programmi installati e ti avvisano che esistono nuove versioni; ne ho provato uno freeware da poco si chiama PSI secunia (scaricabile da secunia.com) non male, una volta rilevato che esiste un aggiornamento di quel dato programma ti permette anche di scaricare l’upgrade con un semplice click ;-)… Un altro software pero’ shareware è Gfi languard che tramite scanning di rete e disponendo dei privilegi di administrator ti segnala tutte le vulnerabilità causate da versioni non aggiornate.

    8. @Roberto = “a volte ritornano?” :D
      Comunque sono dell’opinione che anche se esistessero quei software la gente non li impiegherebbe a dovere, probabilmente saremmo sempre noi “soliti noti” ad utilizzare quei software come un qualcosa di ulteriore.
      Sono dell’opinione che l’utente medio non avrebbe grandi benefici, secondo me è proprio sul piano della formazione che si deve puntare e investire.. :-)

      @ Emanuele = grazie della segnalazione, sembra interessante, magari appena ho un attimo di tempo provo a dargli un’occhiata.
      Il secondo software che hai indicato sembra decisamente più interessante anche relativamente ad utenze più “esperte”.

      Ciao : )

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