• SISTRI: un fallimento preannunciato

    SISTRI: un fallimento preannunciatoContinuano – inascoltate – le polemiche sul (mancato) funzionamento del SISTRI, il “nuovo” sistema di tracciabilità  dei rifiuti, fortemente voluto ed introdotto dal Ministro dell´Ambiente Stefania Prestigiacomo ma da mesi e mesi procrastinato per difficoltà  di adeguamento (la digitalizzazione non doveva essere sinonimo di semplificazione?) e disservizi di ogni genere.

    A pochi giorni dall´avvio operativo del sistema (1 giugno 2011) – unico in Europa (e forse nel mondo) – per la gestione delle comunicazioni relative all´intero ciclo dei rifiuti, dopo la giornata di test organizzata dalle Associazioni delle imprese è scoppiata di nuovo la polemica sulle reali possibilità  di funzionamento dei dispositivi assegnati alle imprese (USB e blackbox) facendo ripartire una nuova (ma vana) richiesta di proroga.
    Oramai l´ennesima, ma giustificata ancora una volta dalla necessità  di adempiere correttamente agli obblighi e dalla constatazione che il sistema, messo alla prova l䙛 maggio, non funziona!

    Ovviamente, il Ministero dell’Ambiente, supportato dal NOE che materialmente gestisce il SISTRI, non è dello stesso avviso in merito all´esito della giornata di test.
    Il giudizio del Ministero dell´Ambiente riguardo al test, come peraltro sul funzionamento del SISTRI, dai tempi della sua introduzione, si conferma positivo. Dunque confermato l´avvio operativo fissato al 1 giugno di quest´anno senza possibilità  di ripensamenti.

    Il Sistri Click Day, organizzato dalle associazioni delle imprese, con il patrocinio del Ministero dell´Ambiente si è in pratica trasformato in un boomerang per tutte le parti coinvolte.

    Chi ha ragione?
    Le Associazioni di imprese che hanno organizzato l’iniziativa hanno messo a punto un sistema di monitoraggio dei risultati delle movimentazioni dei rifiuti comunicate dalle imprese: il 90% delle aziende ha riscontrato problemi.
    Un dato che però non ha smosso il Ministero dell´Ambiente, che non si è reso disponibile ad alcun ripensamento e ha preferito farsi scudo con il proprio giudizio sul Click Day: assoluta operabilità  del SISTRI (!), con buona pace delle imprese che lamentano, e si ostinano a lamentare disservizi e malfunzionamenti.

    La domanda principale rimane comunque la stessa, sin dalla introduzione del SISTRI: c’era forse un modo alternativo (e più semplice) per gestire la tracciabilità  dei rifiuti?
    A quanto pare no: il Governo ha negato la proroga, per cui dal primo giugno tutti a soffrire…

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    Commenti

    1. Alvarea dice:

      Un sistema ideato da chi non opera nel settore ed ha falle da ogni parte…. tempi lunghi, circa 30 secondi per ogni firma da apporre, ad ogni movimento ci vogliono circa 2/3 firme moltiplicate per una azienda di trasporto e/o di recupero dove si gestistono 50 movimenti al giorno sono 30x3x50= 4500 secondi ovvero 75 minuti SOLO per FIRMARE!!!! Ci rendiamo conto???????????
      Per non parlare del livello medio di istruzione di molti autisti (a cui si deve dare un dispositivo USB), delle possibilità  di Virus, dei costi di formazione, dell’acquisto di sim card con i relativi costi di abbonamento, dei nuovi pc, della lentezza per nuovi dispositivi e tanto tanto tanto altro ancora….
      Poi la notte, con i carichi/scarichi notturni… uffici aperti 24 su 24…. è questa la loro idea di abbattimento costi?
      Le cose vanno fatte da chi opera nel settore con l’affiancamento delle forze dell’ordine, NON DA CHI STA SEDUTO COMODAMENTE E FA SOLO TANTE CHIACCHIERE.
      Complimenti

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