• I rincari da Equo Compenso nella Legge di Stabilità 

    siaeNella Legge di Stabilità  è stato integrato un emendamento presentato da Franco Ribaudo (PD), Magda Culotta (PD), Antonino Moscatt (PD) e Lilliana Ventricelli (PD) che aumenta il contributo di Equo Compenso, cioè il tanto contestato balzello applicato ai dispositivi in vendita dotati di supporto di memoria a protezione del diritto d´autore.

    L’aumento comporta per i consumatori finali un rincaro di qualche euro in più per comprare smartphone, computer, tablet e così via.

    L’emendamento adegua le tariffe alle medie europee, prendendo a riferimento solo i Paesi dove la tassa è applicata e assecondando le richieste del presidente SIAE Gino Paoli al Ministro dei Beni e delle Attività  Culturali, Massimo Bray.

    Introdotto nel 2009 dall’allora Ministro Bondi, è una sorta di risarcimento preventivo per consentire all´utente di salvare sulla memoria del proprio dispositivo elettronico un contenuto protetto da copyright regolarmente acquistato. Questa tassa permette quindi di copiare per uso privato i file digitali acquistati nel dispositivo (computer, smartphone, tablet …).

    Peccato che l’attuale normativa, per formalizzare un aumento, richiede un tavolo tecnico con tutte le parti interessate. Si è scelta invece la strada meno elegante, ovviamente non priva di polemiche.

    Al fine di sostenere il diritto d´autore e le attività  dello spettacolo, dall´entrata in vigore della presente legge, i compensi previsti per ciascuno degli apparecchi o supporti di cui al comma 1 dell´articolo 71-septies della legge 22 aprile 1941, n. 633, sono aggiornati, con il decreto del Ministro dei beni e delle attività  culturali e del turismo di cui al medesimo articolo 71-septies, in misura almeno pari alle corrispondenti medie europee accertate dal Ministero dei beni e delle attività  culturali e del turismo, sentita la Società  Italiana Autori Editori (S.I.A.E.), e calcolate con esclusivo riguardo ai Paesi Europei nei cui ordinamenti è prevista la remunerazione della riproduzione privata ad uso personale.

    L’emendamento prevede anche che il 50% va alla SIAE: Il 50 per cento dell´eventuale incremento rispetto all´esercizio 2012 dei compensi ripartibili annualmente alla S.I.A.E ai sensi dei commi 1 e 3 dell´articolo 71-octies della legge 22 aprile 1941, n. 633, è destinato dalla S.I.A.E. stessa, d´intesa con il Ministro dei beni e delle attività  culturali e del turismo, al sostegno delle attività  previste dal comma 2 dall´articolo 2 dello statuto della S.I.A.E.

    Scelta discutibile ma che nasconde il vero motivo dell’aumento delle tariffe dell’Equo Compenso: reperire fondi per la cultura attingendo al settore dell´elettronica di consumo. La SIAE si impegna infatti a utilizzare le nuove entrate per nuove attività , talenti e giovani.

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