• Google risponde alle accuse di violazione della privacy

    Del fatto che Google assomigliasse per certi versi al Big Brother di Orwell avevamo già discusso in precedenza.

    La discussione era nata dalle accuse di violazione della privacy che erano state fatte al colosso di Mountain View, in particolar modo per quanto riguardava la cookies retention.

    Il periodo era stato accorciato dai 30 ai 2 anni, ma le polemiche non si sono assolutamente placate.

    Ecco dunque la risposta del motore di ricerca, via Youtube, ovviamente.

    [youtube kLgJYBRzUXY]

    Cosa ne pensate? Lo “giustifichiamo”? Prendiamo in esame i due punti principali del video e della relativa risposta:

    1. Indirizzo IP, nulla di particolare, ogni sito web tiene traccia delle connessioni che avvengono, ogni server è consapevole degli indirizzi IP connessi ad esso, e come si dice nel video, l’indirizzo IP è come un numero di telefono, anzi direi io, come una targa di un automobile, identificativo, ma il possedere un indirizzo IP di un utente non rappresenta sicuramente una minaccia.
    2. Cookies: come evidenziato servono semplicemente a raccogliere informazioni per rendere più personale la ricerca, è una violazione? Sì potrebbe esserlo, anche perché le nostre preferenze vengono registrate, ma è una “violazione benigna” nella quale non vedo nulla di particolarmente dannoso o fastidioso.
      La personalizzazione delle ricerche è strettamente connessa a questo punto, e (a mio parere) non rappresenta una violazione della privacy delle utenze.

    Sono dell’opinione che Google utilizzi realmente queste informazioni per rendere le nostre ricerche più agevoli e mirate in modo da garantire un servizio migliore, il migliore in assoluto, in grado di portarlo al vertice mondiale dei motori di ricerca e non solo. Per questo motivo mi sento abbastanza tranquillo. E voi?

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    Commenti

    1. phoenix dice:

      Non ho paura della ricerca in quanto tale, oppure dei cookie oppure del mio IP che viene registrato da Google. Piuttosto ho paura di una serie di servizi che noi utilizziamo quotidianamente e che sono praticametne gestiti tutti da Google.
      Posta elettronica, blog, siti web, bloc notes online, ricerche, foto, feed, ecc…
      Google in alcuni casi potrebbe possedere un nostro profilo altamente dettagliato: abitudini, gusti, contatti, pensieri, informazioni personali, ecc…

      Questo mi spaventa…

    2. @Davide = grazie mille, il video con i sottotitoli era stato dalla rete per un periodo e ho dovuto ripiegare su quello – più affidabile caricato direttamente da Google..

      @phoenix = ti spaventa che Google possa risalire alle tue informazioni personali o semplicemente al materiale che condividi usando – per dire – i fogli di lavoro o la mail?
      Questo potrebbe accadere per qualunque provider no?
      Forse ho inteso male io la tua paura, o forse no, spero tu abbia voglia di fare chiarezza.
      Io non credo che il possedere quelle informazioni rappresenti una fonte di minaccia, magari penso troppo positivamente..

      Ciao : )

    3. denis dice:

      Indubbiamente usare per la gestione dei propri dati, delle proprie informazioni, un solo fornitore di servizi, implica che questi abbia su di noi una gran quantità di dati. Tanti? Troppi? dipende dall’uso che ne facciamo noi.
      La minaccia esiste quando il fornitore permette l’accesso arbitrario a tali dati, sia che si tratti di accessi nascostamente concordati con la solita agenzia governativa di turno a fini antiterroristici, sia che si tratti dell’investigatore privato, o del delinquente, che usando un insider accede indebitamente ai nostri dati in barba alle policy aziendali.
      Però, al di la di tutto, nessuno ci obbliga, pistola alla testa, ad usare tutti e solo i servizi forniti da Google, se non vogliamo che disponga di troppe nostre informazioni, differenziamo il nostro fornitore di servizi.

    4. E` vero, nessuno ci obbliga, ma secondo me si tratta di un monopolio indotto: in Italia non esistono servizi paragonabili che offrano quello che offre Google, non tutto perlomeno.
      Il colosso di Mountain View è in continua crescita, farne a meno è difficile se non impossibile.
      Il punto è che un colosso del genere adotta delle policy che sono volte a tutelare i propri utenti no?

      Ciao a tutti.

    5. phoenix dice:

      @ Stefano Besana: la mia paura è vedere come Google riesca (in alcuni casi) a gestire moltissimi aspetti della nostra vita.

      Pensa a quante persone hanno un blog su Blogger e pubblicano tutte le proprie esperienze, le proprie foto, le proprie idee, le proprie informazioni personali. Molte di queste avranno anche Gmail che utilizzerano come casella di posta elettronica. Poi ovviamente capiterà tante volte che mentre queste persone sono loggate con i loro account Google effettuano delle ricerche (quindi c’è una relazione diretta tra termini ricercati e account della persona). Molti di questi avranno Feedburner che è di Google e che in pratica rappresenta i nostri gusti su siti e blog.

      Come vedi, nel caso di queste persone (e non sono poche), Google sa praticamente tutto delle loro “vite digitali”. Probabilmente li conosce più Google che i loro migliori amici.

      E questo secondo me dovrebbe far riflettere e dovrebbe spingere le persone a trovare dei mezzi alternativi, anche se come tu stesso hai detto non è facile perchè il livello dei servizi di Google è molto alto.

    6. @phoenix = grazie della risposta e del confronto.
      Sottolineerei alcuni punti.

      - Lo stesso discorso di controllo sui blog potrebbe essere applicato a tutti i servizi, gli msn space (qui correlati con l’account messenger), splinder, iobloggo, etc.
      Chi offre il servizio è in grado di accedere comunque alle informazioni delle utenze che hanno utilizzato o utilizzano quel determinato servizio.
      I fruitori dipendono quindi da chi fornisce loro il “materiale”

      - Sul discorso dell’associare alla mail il tipo di ricerca non avevo riflettuto, ma ti ringrazio comunque per averlo sottolineato.
      Il punto è che non trovo che sia negativo tutto questo database di informazioni.
      Google è a conoscenza delle ricerche che facciamo, esattamente come è a conoscenza del tutto Yahoo.
      Il nodo della questione è che in Italia (Europa?) Yahoo e simili non rappresentano un servizio paragonabile a quello di Google, come avviene – invece – per la realtà americana.

      Le alternative ci sono, non sempre ma ci sono. Il punto è che non sono in grado – spesso e volentieri – di offrire tutto quello che è in grado di offrire Google, e in futuro sarà sempre più difficile secondo me, che riescano a presentarsi come “avversari temibili”..
      Le recenti acquisizioni di Google (primo su tutti Youtube) dimostrano come ci si avvii sempre di più verso un unico ente globale e globalizzante.
      Questo sì che può spaventare.
      Sbaglio?
      Cosa ne pensate?

    7. phoenix dice:

      no, non sbagli affatto!
      Google sta acquistando tutto ciò che gli capita sotto tiro…
      guarda il caso di Jaiku. Da quando è stato comprato da Google, molte voci attendibili affermano che lo stesso Jaiku abbia avuto un incremento di utenti strepitoso. Tra poco Twitter sarà solo un lontano ricordo…

    8. I più maliziosi potrebbero vederci del losco, magari è solo garanzia di affidabilità maggiore.
      C’è da dire che come si diceva qualche tempo fa su OneITvideo, il mondo potrebbe cambiare radicalmente:

      -> http://www.oneitvideo.it/10/07/2007/la-rivoluzione-nel-mondo-dei-media/

      I fruitori delle notizie cambiano, il web si evolve.
      Se volessimo essere pessimisti potremmo dire che Orwell ha forse sbagliato solo di una 50ina di anni, a voler vedere in modo ottimista potremmo analizzare tutti i vantaggi di queste nuove tecnologie.

      Secondo me il tutto sta nel “giusto mezzo” (come hanno detto millenni fa Aristotele e Confucio), è nel momento in cui si diviene dipendenti da una tecnologia che questa perde i suoi aspetti positivi.
      L’uomo deve essere soggetto attivo e non oggetto passivo della rivoluzione dei media e del web.
      Nel momento in cui i protagonisti non sono più gli uomini, ma le macchine, allora – secondo me – avremo fallito.

      Ciao : )

    9. mobili bagno dice:

      A me è successo che dalla foto dell’autovelox che ho guardato per una multa ricevuta, mi sono accorto che posso vedere facilmente le foto delle altre persone multate, ma questa non è violazione privacy?

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