• Prestiti alle imprese: 3 strategie per ottenere credito

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    Per reperire risorse finanziarie le piccole e medie imprese si rivolgono essenzialmente al mercato del credito bancario, essendo le altre formule meno percorribili in tempo di crisi – capitale di rischio, anticipo clienti…). Eppure, tra il 2011 e il 2013 si è registrato un calo degli impieghi bancari alle imprese di 87,6 miliardi di euro (-8,8%).

    La stretta creditizia che negli anni di crisi ha investito l’Italia si è fatta sentire in modo particolare nei confronti delle PMI, per loro natura meno “bancabili” delle grosse aziende, pur alimentando oltre il 90% della filiera produttiva del Paese e nonostante in molti casi presentino profili di rischiosità minimi grazie a bilanci in positivo e solidi crediti commerciali in attesa solo di essere riscossi.

    I dati comparativi sull’ultimo biennio confermano il peggioramento del rapporto banca-impresa. Secondo l’Osservatorio Banche di Unindustria, il 35% delle PMI si è vista rifiutare un finanziamento bancario negli ultimi sei mesi, rispetto a un dato medio del 26% (+3% rispetto al 2012). Le richieste di rientro dalle banche sono altresì aumentate (+4%), con i picchi maggiori registrati proprio nei confronti delle PMI. In pratica, se nel quadro generale le imprese riescono a ottenere sempre meno credito dalle banche, per le PMI la situazione è ancora più difficile per ragioni di affidabilità e solvibilità.

    Ecco perché si sta imponendo la necessità di puntare su strategie e strumenti in grado di rafforzare la propria posizione agli occhi delle banche o su formule di accesso al credito alternative. Ecco dunque qualche suggerimento pratico.

    Credito bancario: 3 strategie efficaci

    Metodo. Per vincere la potenziale diffidenza di un istituto di credito, quando ci si appresta a fare domanda di finanziamento, è fondamentale presentarsi con un progetto aziendale solido, dimostrando le potenzialità di business delle proprie idee alla luce di prospettive future di crescita realistiche e sostenibili.

    Strumenti. Alla luce di quanto appena detto, prima di richiedere un prestito è necessario redigere un Business Plan chiaro e dettagliato, che oltre all’idea di business sintetizzi anche l’attività presente e futura dell’impresa, le modalità attraverso cui opera sul mercato e gli obiettivi che intende perseguire.

    Valutazione delle alternative. Se tutto questo non dovesse bastare si può sempre passare al Piano B: i canali di credito alternativo. Sempre scegliendo per la sicurezza e le garanzie di una banca come partner finanziario, si può optare per formule di finanziamento meno tradizionali ma non per questo meno solide. Come il Factoring, strumento di finanziamento su base continuativa in cui un operatore specializzato (factor) acquisisce un credito commerciale vantato da un’impresa: oltre a liberarsi dell’onere del recupero crediti, si ottiene dal factor (che può essere sempre una banca, meglio se specializzata) un finanziamento anticipato. I requisiti sono semplici: qualità del credito e dei soggetti debitori.

    Farsi finanziare è dunque possibile: se una PMI opera in maniera trasparente, pianificare con lungimiranza e accortezza il proprio business e sfruttare le proprie potenzialità produttive e di credito, che nelle valutazioni di una banca si traducono in un indice di solvibilità sufficiente ad erogare liquidità immediata così da consentire all’impresa di superare l’impasse e investire con profitto nella propria attività.

    Se la tua azienda risponde a questi requisiti, puoi rivolgerti ad una banca specializzata nel credito alle PMI come Credi Impresa Futuro di Banca IFIS, che valuterà assieme a te la tua richiesta di credito.

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