• Provato per voi iCloud, il primo servizio gratuito di Cloud Computing

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    Nel panorama IT, il Cloud Computing è visto come una delle tecnologie future più promettenti. Non servirà  più possedere dei super computer per lavorare, perché a sbrigare i compiti più gravosi ci penserà  un server remoto. Sarà  dunque sufficiente dotarci di un terminale da cui accedere alle funzioni remote. Tra pochi anni quindi, lavoreremo su desktop virtuali a cui potremo accedere ovunque.

    Se avete voglia di “assaggiare” una fetta di futuro, è da poco disponibile il servizio iCloud che ci fornisce un sistema operativo virtuale dotato di interfaccia grafica stile Windows Vista e una serie di programmi di produttività  e di svago.



    iCloud
    , primo esempio concreto di “Cloud Computing per tutti”, è gratuito ed ancora in fase di beta, ma è liberamente accessibile. Lo abbiamo testato per sperimentarne la tecnologia e, bisogna dire, il risultato è stato positivo.

    Per accedere ad iCloud basta iscriversi direttamente sul sito; sono richieste solo l’user, la password, il proprio nome e cognome e l’email. Come secondo step per avviare il desktop virtuale basterà  spostarsi sulla pagina di login ed inserire user e password.

    A questo proposito è necessario fare una piccola precisazione. Per utilizzare il servizio è richiesto Internet Explorer: Firefox non è infatti supportato al 100% e non c’è nulla da fare per gli altri browser.

    L’accesso è un po’ lento la prima volta e non è improbabile che qualche volta, durante questa fase, il browser vi possa andare in crash.

    Effettuato questo passaggio (che dipende anche dalla saturazione dei server di iCloud) ci troveremo davanti a noi il nostro desktop virtuale.

    La velocità  di esecuzione delle applicazioni è sorprendente, certo non è a livelli di un S.O. nativo ma non è per nulla male.

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    L’interfaccia, come dicevamo, è similare a Windows Vista, anche se in realtà  iCloud si basa sul S.O. Xcerion.

    Precaricati troviamo molti programmi utili, come un browser, un client di posta elettronica, Google Maps, Msn, gestore di Feed Rss, un editor di file doc e moltissimo altro ancora.

    iClod offre 3Gb di archivio, che potremo utilizzare per conservare dati e foto.
    Devo dire alla fine niente male, certo il servizio è in fase di beta ma le premesse sono davvero molto buone e vale la pena provarlo.

    Ci sono ovviamente anche dei lati negativi, tra cui la licenza. Anche se il servizio è definito “Free”, leggendo bene i termini di licenza scopriamo che l’azienda può fare quel che vuole del nostro account e non esistono diritti di copyright personali, nel senso che nulla di quello che caricheremo è davvero nostro.

    In ogni caso, il Cloud Computing è ancora una tecnologia giovane, molto c’è da fare e da migliorare. Tuttavia iCloud è un buon esempio di quello che verrà … !

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    Commenti

    1. Ma se non è browser compatibile secondo me non serve a niente. Essere costretto a usare IE corrisponde ad avere una licenza windows, quindi essere costretto a comprare qualcosa, che sia diverso da un computer remoto ma alla fine secondo me non rientra nel cloud computing..tanto vale farsi le cose dal client con cui mi connetto dal “desktop remoto”.

    2. Filippo Vendrame dice:

      hai ragione, tuttavia è pur sempre un servizio in fase di beta testing e stanno lavorando per estendere l’uso su altri browser.

      dopo altre prove posso dire che funziona tutto bene con Explorer 7, con la versione 8 ci sono problemi.
      Firefox funziona a metà .

      in futuro spero implementino una sorta di browser proprietario multipiattaforma espressamente realizzato per far funzionare soluzioni simili.
      sarebbe l’ideale!

    3. browser proprietario? Allora forse ancora non ci siamo. Abbiamo bisogno di tecnologia facile da acquisire, facile da migliorare e semplice da trasmettere. Credo anche che, se vogliamo dirla con il codice di amministrazione digitale, con la logica del riuso sia software ma anche hardware (per evitare di farci sotterrare dai rifiuti elettronici) abbiamo bisogno di tecnologia semplice e poco esigente di risorse hardware. Il cloud computing è una validissima tecnologia ma se non consentirà  l’accessibilità  ad ogni tipo di client (H e S), netbook, notebook e desktop anche obsoleti e minimalisti, non credo gioverà  a molto.

    4. concordo a pieno..con Otello

    5. Filippo Vendrame dice:

      Già  concordo con otello e fabio.
      Ho testato su un netbook questa soluzione di “quasi cloud computing” ed è un mezzo disastro.

      Le finestre non si adattano alla diversa risoluzione del monitor e l’ambiente di lavoro divgenta davvero ridotto.

      Va un pò meglio su un MacBook da 13 pollici ma al momento utilizzando un browser come console o si utilizzano schermi grandi o non ci siamo proprio…
      C’è davvero molto da fare, al momento l’idea è buona e mi piace ma di lavoro c’è ne davvero tanto…

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