• Busta paga via email, anche senza PEC

    Busta paga via email, anche senza PECPer la trasmissione via mail della busta paga non c’è l’obbligo di utilizzare la PEC: è quanto emerge dalla risposta del Ministero del lavoro ad un interpello del 2 aprile 2010, n. 8.

    Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro propone un interpello in tema di trasmissione telematica del prospetto di paga, e precisamente con riguardo alla modalità  di trasmissione a mezzo posta elettronica, sia ordinaria che certificata.

    La Direzione generale si esprime in senso favorevole all’uso della posta elettronica quale strumento idoneo ad assolvere i dettami di legge, laddove impone al datore di lavoro di consegnare ai lavoratori dipendenti, contestualmente alla corresponsione della retribuzione, un prospetto di paga contenente gli elementi necessari a consentire al lavoratore la verifica immediata della corrispondenza tra le annotazioni riportate sul prospetto di paga e la retribuzione percepita.

    Tale obbligo può essere assolto dal datore di lavoro mediante l’inoltro del prospetto paga come file allegato ad un apposito messaggio di posta elettronica inviato all’indirizzo e-mail del lavoratore, sempre che il tutto sia gestito nel rispetto della disciplina in materia di protezione dei dati personali.

    Il quesito posto dal Consiglio Nazionale pone altresì la questione sulla possibilità , per il consulente del lavoro che assiste l’azienda, in luogo del datore di lavoro e su delega di quest’ultimo, di inviare il prospetto di paga con posta elettronica certificata direttamente al dipendente; analogamente, in caso di gruppi di impresa, se sia possibile l’invio con mail certificata, da parte della società  madre, dei prospetti paga delle aziende facenti parte del gruppo.

    Sul punto il Ministero ricorda che gli adempimenti in materia di lavoro, previdenza ed assistenza sociale dei lavoratori dipendenti, possono essere svolti, ai sensi dell’art. 1, comma 1, della l. n. 12/1979, dal consulente del lavoro e dagli altri soggetti abilitati, su delega del datore di lavoro.

    Di conseguenza, non è ravvisabile alcuna limitazione per il professionista abilitato ad adempiere alla consegna del prospetto di paga per conto del datore di lavoro.

    Inoltre, tenuto conto che il datore può effettuare la consegna del prospetto di paga anche a mezzo di posta elettronica, risulta del tutto plausibile consentire che detta consegna avvenga nelle medesime modalità  anche da parte del consulente del lavoro delegato.

    Tags:

    Se vuoi aggiornamenti su Busta paga via email, anche senza PEC inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:


    Ho letto e acconsento l'informativa sulla privacy

    Si No

    Acconsento al trattamento dei dati personali di cui al punto 3 dell'informativa sulla privacy

    Si No

    Commenti

    1. Fa sorridere vedere che il consiglio nazionale dei consulenti del lavoro ha attivayo la PEC per tutti gli iscritti all’ordine. A questo punto viene da chiedersi a quale scopo un consulente del lavoro dovrebbe utilizzare una casella di posta certificata se non è più obbligatorio inviare le buste paga tramite PEC.

      Viene da chiaderesi a questo punto se la posta certificata per aziende e società  rimmarrà  tale e come sempre saranno le aziende e le società  le uniche a pagare questa PEC, ennesima fatica burocratica esistente solo in Italia.

    2. Dimenticavo, anche le fatture possono essere inviate usando la mail ordinaria, non è necessaria la PEC, vedere quanto spiegato dall’azienda stessa per cui lavoro: Posso inviare le fatture in formato elettronico usando la PEC?

    3. Per le fatture il problema non si è mai posto: la trasmissione di tali titoli non richiede nessuna particolare incombenza, lo era prima, lo e’ dopo, l’introduzione della PEC obbligatoria.

    4. Pier dice:

      il link con la legge non funziona.
      Vale anche per contratti a badanti?

    Commenta

    Your email address will not be published. Required fields are marked *