• I costi ambientali dell’Internet delle cose

    Con il crescere della diffusione dell’Internet delle cose si inizia a porre il problema dei costi ambientali legati alllo smaltimento dell’enorme quantità di elementi elettronici contenuti negli oggetti di uso quotidiano. Questo sembra uno degli elementi più preoccupanti per l’ambiente, in una fase di previsione e prevenzione, come inquadrato da questo articolo che cerca di dare un quadro ampio e analitico della situazione attuale. Allo stesso modo, l’articolo dà conto anche delle opportunità che le nuove tecnologie offrono per preservare l’ambiente.

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    Stime precise sono difficili da fare, ma si parla di un numero di dispositivi che potrebbe superare i 25 miliardi nel 2020. Questo aprirà ovviamente a nuove sfide e opportunità anche dal punto di vista imprenditoriale. Da segnalare anche il sito di StEP (Solving the E-waste Problem), un’iniziativa che raccoglie diverse organizzazioni di vario tipo che hanno come obiettivo quello di monitorare e ridurre la quantità di rifiuti tecnologici in circolazione.

    Fonte:Computerworld,StEP

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    Commenti

    1. tizia dice:

      Ma non basta dichiarare i redditi? Cosa importa se li spendo, o li risparmio? Se ho un po’ di disponibilità sul conto corrente, non è perché i soldi sono spuntati da chissà dove, ma perché invece di spendere tutto lo stipendio, ho faticosamente cercato di risparmiare qualcosa! E’ una colpa? Domattina vado a prelevare tutto, compresi quei 4 centesimi di interessi lordi annui. E emigro in terre migliori.

      Magari potessi…

    2. Julia Cozzi dice:

      L’interesse che ruota intorno all’Internet delle cose nasce, a mio avviso, non solo dall’innovazione di cui è portatore, legata all’utilizzo della rete per la connessione tra oggetti d’uso quotidiano, ma anche ai molteplici vantaggi che lo contraddistinguono. Sarà infatti possibile programmare “le cose” per far si che conoscano le nostre abitudini e che comunichino tra loro al fine di migliorare la nostra qualità di vita, facendoci risparmiare tempo, ottimizzando le risorse e, perché no, regalandoci anche qualche comodità in più.
      L’IoT(Internet of Things) però, ha anche degli aspetti che, se non affrontati nel modo giusto, possono risultare problematici. Lo smaltimento degli elementi elettronici contenuti negli oggetti di uso quotidiano, infatti, è un tema che dovrebbe essere affrontato di pari passo con il suo sviluppo e diffusione. Una soluzione innovativa, oggi, deve infatti avere tra le sue principali qualità quella di essere a basso impatto ambientale, caratteristica che sta assumendo sempre più rilevanza tra i consumatori, ora attenti anche alle questioni ambientali e legate alla sostenibilità.
      Lo smaltimento degli elementi elettronici, però, può offrire innumerevoli spunti innovativi, non solo come stimolo per la creazione di materiali maggiormente riciclabili ed eco-compatibili, ma può anche rappresentare un’opportunità per le imprese. Sono sicura che l’esempio di StEP, riportato nell’articolo qui sopra, sarà solo una delle tante iniziative implementate da aziende che, grazie alle nuove tecnologie, coglieranno questa sfida trasformandola nella creazione di un nuovo business di successo.

      Julia Cozzi Xerox Spa – Europe Country Manager – Marketing & Communication Europe

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