• Farsi trovare a costo zero: il segreto dell’imprenditore di talento

    bh7m1t.jpgIl sano desiderio di farsi conoscere è completamente diverso dalla smania della ribalta: questa riflessione è di Enrico Casartelli, imprenditore che si è fatto conoscere per essersi rimesso in gioco a livello professionale alle soglie dei cinquant´anni.

    La ricetta del suo successo prende spunto dalla Piramide di Maslowcinque modelli di bisogno e realizzazione individuale che culminavano nei due livelli più alti (sensibilità  alla stima e al rispetto, coronati dal bisogno di realizzare le aspettative, occupando una posizione di rilievo sul piano sociale e lavorativo).

    Il bisogno di stima e realizzazione che Casartelli definisce “fame di fama” può essere incanalato in modo positivo a livello imprenditoriale, imparando a “farsi trovare” e a comunicare in maniera veloce con tanti interlocutori.
    I social network, come Facebook e Twitter, sono sempre più frequentati dalle aziende, per non parlare dei professional network come Linkedin, creati per far conoscere il proprio business, competenze e nuovi prodotti, puntando su crescita commerciale e “marketing di se´ stessi”. Se a questi aggiungiamo il ruolo crescente dei blog professionali, di internet e dei cellulari, le occasioni di contatto diventano infinite e continue.

    Casartelli racconta un episodio che si commenta da solo: “Pochi giorni fa un giovane designer mi raccontava di una telefonata allibita, ma molto compiaciuta, di sua madre che abita a più di duecento km di distanza da lui. La madre aveva incontrato una sua amica nel mercato del paese e questa le raccontava le ultime realizzazioni del figlio, facendole i complimenti. Il designer aveva semplicemente riportato il suo studio in Facebook, esponendo le foto di tutte le sue realizzazioni grafiche e di arredamento, aumentando considerevolmente il proprio marketing”. E´ la strategia del “farsi trovare” a costo zero.

    Per questo, può essere molto utile per professionisti e imprenditori collegare la pagina Facebook e Twitter ai siti web, implementando i pulsanti dai quali far condividere contenuti, prodotti, servizi e video a un numero sempre crescente di navigatori.

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    Commenti

    1. Elena dice:

      Ho appena superato i 50 anni e così come si legge
      nell’articolo, dovendomi rimettere in gioco,
      sto inserendo il mio profilo nei vari
      professional network, ma non nutro alcuna aspettativa
      sullo sbocco che ne potrà  derivare. Ritengo che la
      strada è ancora molto lunga prima che il livello
      di informatizzazione sia così diffuso come si vuol far
      credere nell’articolo.
      Io trovo molte sacche di resistenza nonchè di diffidenza,
      per contro ci sono persone altamente “digitali” che
      non riescono a trasmettere efficacemente e ad alfabetizzare
      la massa.

    2. Edoardo Musicò dice:

      L’articolo non voleva far credere che l’informatizzazione sia già  al top e senza difetti; offriva sempicemente la prospettiva vissuta in prima persona da chi si rimette in gioco nonostante le difficoltà , compresa l’esperienza di un designer che, grazie ai social network, ha aumentato la propria visibilità . Pienamente d’accordo sulla diffidenza ancora esistente, anche in molte aziende, sui nuovi mezzi informatici di cui ho avuto anche modo di parlare in un precedente post. Tuttavia incoraggio Elena e tutte le persone in difficoltà  a puntare anche su questi strumenti che stanno aprendo una strada nuova, per certi versi pionieristica, ancora difficile ma promettente. Riguardo infine le persone altamente “digitali” che non riescono a trasmettere efficacemente, si conferma che per quanto uno sia esperto nel settore, la capacità  di comunicare in modo sintetico ed efficace è un dono di natura di cui non tutti sono provvisti.

    3. Casartelli dice:

      @Elena,
      sono d´accordo parzialmente con lei, le assicuro che ci sono professionisti in aree consulenza HR e vendite, formazione, graphic design e micro aziende (bar, ristoranti, club, gallerie d´arte) che hanno aumentato parecchio il proprio business facendo marketing , questo dai professional network (linkedin) ai social network (facebook).
      Le assicuro anche che (purtroppo) oggi la leva del Personal Network e´ spesso superiore alla leva delle personali competenze (Personal Knowledge) .. se le interessa legga il mio post
      http://mondohr.blogspot.com/2010/07/personal-network.html

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