• Agenzia delle Entrate: IVA e territorialità 

    Agenzia delle Entrate: IVA e territorialità Fisco: a partire dal 1° gennaio 2010 tanto è cambiato a livello europeo in tema di territorialità  dei servizi, rispetto alle regole che si era abituati a seguire. Fra le novità  di maggior impatto, lo sdoppiamento dei criteri utili a individuare il “dove” si considera effettuata la prestazione e l´inclusione fra i soggetti passivi degli enti non commerciali, anche per gli acquisti di servizi effettuati nell´ambito dell´attività  istituzionale.

    La circolare n. 37/E del 29 luglio rappresenta un vero e proprio vademecum per muoversi all’interno della riforma.

    Fino al 31 dicembre 2009 i servizi si consideravano prestati in Italia se il prestatore era stabilito nel territorio dello Stato.
    Poi le cose sono cambiate e l´elemento discriminante è diventato il committente.
    Così, l´operazione è territorialmente rilevante nel Paese in cui è stabilito chi “ordina” se questi è soggetto passivo Iva.
    In caso contrario, l´operazione si considera effettuata nello Stato del prestatore.

    Per far scattare la regola generale e quindi, tornando a questioni a noi vicine, perché l´operazioni si consideri effettuata in Italia, occorre verificare due requisiti: il committente è soggetto passivo e agisce in tale veste stabilito in Italia.

    Fra le deroghe qualche parola merita quella inerente agli immobili: i relativi servizi “…comprese le perizie, le prestazioni di agenzia, la fornitura di alloggio nel settore alberghiero o in settori con funzioni analoghe, ivi inclusa quella di alloggi in campi di vacanza o in terreni attrezzati per il campeggio, la concessione di diritti di utilizzazione di beni immobili e le prestazioni inerenti alla preparazione e al coordinamento dell´esecuzione dei lavori immobiliari…“si considerano effettuati in Italia “… quando l´immobile è situato nel territorio dello Stato“.

    Al riguardo, l´Agenzia ha rimarcato come la normativa comunitaria e la relativa interpretazione fornita dalla Corte di giustizia rafforzino l´indicazione, più volte ribadita, contenuta da ultimo nella circolare 38/E del 23 giugno 2010, secondo cui si è in presenza di beni immobili quando non si può separare il bene mobile dall´immobile (terreno o fabbricato) senza alterare la funzionalità  del bene stesso o quando per riutilizzare il bene in un altro contesto con le medesime finalità  debbano essere effettuati antieconomici interventi di adattamento.

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