• Lavorare, che stress! Produttività  a rischio?

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    Gestire ritmi frenetici quando si lavora, sentendosi schiavi di appuntamenti, telefonate ed email è diventata ormai la normalità . Così lo stress – la malattia dell´ultimo millennio – sembra essersi insinuato subdolamente nella nostra vita quotidiana, fuori e dentro l´ufficio.

    In tutto questo, c’è chi punta il dito in particolar modo contro le tecnologie: da recenti studi sarebbe infatti emerso che ben l’80% degli operatori del settore ICT è vittima del cosiddetto tecnostress.

    Eppure, c’è anche chi si affida agli strumenti digitali proprio per “staccare la spina” durante le pause e trarne giovamento.

    Opinione comune è, comunque, che lo stress si accumuli per lo più sul luogo di lavoro. Addirittura secondo un altro recente studio, tra i lavoratori dipendenti si presenterebbero diversi disturbi emotivi legati al rientro settimanale del lunedì.

    A confessarlo sono stati 22.224 lavoratori di 16 Paesi d’Europa e Usa, attraverso un sondaggio online realizzato da Monster. Il 61% dei diretti interessati afferma di soffrire di disturbi del sonno ricorrenti nella notte tra la domenica e il lunedì.

    Una vera e propria fobia del lunedì dunque!
    Il rapporto “Baromètre mondial Monster: “La phobie du lundi, une maladie mondiale” dimostra come questo problema sia diffuso a livello mondiale. Le più colpite sarebbero Statu Uniti, Inghilterra e Ungheria, in cui circa il 72% della popolazione risente dello stress lavorativo, mostrando sintomi d’insonnia.

    Se può consolare, noi italiani ce la passiamo un po’ meglio (anche se non poi tanto) con il nostro 49%, battuti però dai francesi con il 52%. Decisamente meno fobici gli Spagnoli con solo il 36%, seguiti da Danesi e Norvegesi, con appena il 31%.

    In particolare, alla domanda “La domenica sera passate una cattiva nottata all’idea di dovere tornare al lavoro?” gli intervistati europei e americani hanno risposto nel seguente modo:

        42% (10.225 persone): sì, mi capita tutte le settimane;
        19% (4.147 persone): abbastanza spesso;
        17% (4.642 persone): mi capita di rado e solo in periodi di grosso impegno;
        22% (5.210 persone): no, mai.

    La mancanza di sonno non predispone certo a buon inizio settimana, oltre ad abbassare i livelli di attenzione può portare spesso ad attacchi d´ira, ansia e addirittura nei casi più gravi depressione. Tutto ciò, sicuramente, compromette la produttività , diventando un costo per l’azienda.
    L´International Labour Organisation avrebbe infatti stimato che il turnover, l’assenteismo o le perdite di qualità  legate allo stress costituiscono dal 3% al 4% del PIL.

    Un primo passo per migliorare tale situazione potrebbe essere seguire le regole dell’accordo quadro per la prevenzione dello stress lavorativo, sottoscritto con i principali sindacati europei nell’ottobre 2004.

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